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	<title>Il blog di Teresa Vergalli</title>
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		<title>Ricordi da salvare al Quadraro</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica 23 al Quadraro, un bel gruppo di cittadini ha accolto festosamente un bel prete scomodo, don Roberto Sardelli, del quale si può sapere molto andando a cercare su  www.nontacere.eu. Questo  è il quartiere riassunto nel simbolo Q44, che significa Quadraro 1944, cioè precisamente 17 aprile 1944, data in cui i tedeschi, dopo aver bloccato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=453&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://levocidellacquedottofelice.wordpress.com/interviste/don-roberto-sardelli/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-454" title="don-roberto" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2012/01/don-roberto.jpg?w=500&#038;h=750" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Domenica 23 al Quadraro, un bel gruppo di cittadini ha accolto festosamente un bel prete scomodo, don Roberto Sardelli, del quale si può sapere molto andando a cercare su  <a href="http://www.nontacere.com/">www.nontacere.eu</a>.</p>
<p>Questo  è il quartiere riassunto nel simbolo Q44, che significa Quadraro 1944, cioè precisamente 17 aprile 1944, data in cui i tedeschi, dopo aver bloccato dai quattro lati degli antichi acquedotti la povera borgata operaia, hanno rastrellato un migliaio di uomini deportandone poi settecento, quasi tutti scomparsi di stenti e di oblio in fabbriche schiaviste o lager di Germania. Il quartiere era stato così duramente punito perchè definito dai tedeschi “nido di vespe”, per i continui attacchi e attentati alle colonne che andavano verso i castelli   per contrastare l&#8217;avanzata degli alleati sbarcati ad Anzio.</p>
<p>Questo  è uno dei quartieri di Roma dove negli anni del boom c&#8217;erano i baraccati. A Roma avevamo  anche il borghetto Prenestino, una vera bidonville, che a noi arrivati dalla civile Novara ci aveva sconvolto di angoscia e incredulità. C&#8217;era l&#8217;altro insediamento di Via del Mandrione, anch&#8217;esso addossato agli archi e alle mura degli acquedotti che vanno verso Porta Maggiore e San Giovanni. Qui al Quadraro, dilagato poi colle nuove costruzioni  fino  alla Cinecittà dei palazzinari, i baraccati erano installati sotto le arcate dell&#8217;acquedotto Felice, quello che ora si snoda maestoso accanto alle più  alte campate  dell&#8217;acquedotto Claudio e di quello dell&#8217;Acqua Marcia, da cui passa ancora la nostra buonissima acqua pubblica.</p>
<p align="left">Sotto quegli archi, chiusi e rabberciati, ci si era installato un popolo di emigrati dall&#8217;entroterra abruzzese, marchigiano, napoletano o calabrese. Sotto quegli archi c&#8217;era anche don Roberto Sardelli, ora scavato e secco ottantenne, allora giovane aitante e  barbuto. Don Roberto, come ancora tutti qui lo chiamano, raccoglieva i ragazzi  in una scuola tutta speciale, somigliante a quella di Don Milani. Era  la scuola 725, aperta nel 1978, baracca tra le baracche, dove lo stesso don Sardelli aveva scelto di vivere. Vi raccoglieva ragazzi di tutte le età, quasi tutti confinati in quelle che nelle scuole statali si chiamavano classi differenziali. Erano classi  ufficialmente destinate ai disabili o ai disadattati, nelle quali era facile rifilare come disadattati i figli dei poveri o di quelli che conoscevano soltanto dialetti lontani. Ragazzi,  che per non far sapere di abitare agli acquedotti, facevano lunghi giri nel ritorno da scuola. Ragazzi che ora, da grandi, si guardano indietro e ringraziano don Roberto, anzi, Roberto, che li ha accompagnati al  successo  nella battaglia della vita. Molti di loro si sono laureati, qualcuno  è imprenditore, molti artigiani, alcuni all&#8217;estero.</p>
<p align="left">C&#8217;è un bellissimo filmato in parte in bianco e nero, dove gli ex scolari ripercorrono la memoria e ne trasmettono l&#8217;eredità morale e culturale, che è quella di “non tacere” rivolta ai nuovi emarginati,  che ora sono gli stranieri, gli zingari, i  neri. Perché purtroppo ancora ci sono le baracche, a Roma,  sotto i ponti e a ridosso dei fiumi. Ci sono anche i villaggi-ghetto dove vengono “sistemati” i rom dopo gli eroici ed enfatizzati “sgomberi” di Alemanno.</p>
<p align="left">Nel filmato è sorprendente sentire i ragazzi di allora esprimersi con tanta efficacia e precisione di linguaggio.  Sono quelli che Don Roberto  ha guidato a scrivere una memorabile lettera al sindaco  dove si  rivendicava  il diritto alla casa.  Quella lettera, costata mesi e mesi di riflessioni e limature,  ignorata in un primo tempo,    ha  poi fatto scalpore,  sottoscritta  da altri 14  parroci e  da un grande favore popolare. Quella lettera non è servita nell&#8217;immediato a far avere la casa,  ma ha dato un bell&#8217;aiuto a  svoltare  la storia della città aprendo l&#8217; epoca politica nuova del grande sindaco Petroselli  e delle amministrazioni di sinistra, cioè quelle amministrazioni  che hanno via via cancellato la vergogna delle baracche, con i parchi dove devono esserci  i parchi e le case dove devono esserci le case.</p>
<p align="left">Nel discuterne  eravamo tutti commossi, non solo per il filmato, ma per il bel dialogo tra i cittadini, gli anziani pieni di ricordi e questo prete sempre energico e combattivo.</p>
<p align="left"> Ce ne vorrebbero altri, di preti così. Purtroppo io conosco solo un Don Ciotti e un don Gallo. Se ce ne sono altri, &#8211; e lo spero &#8211; qualcuno me ne parli per farmi contenta.  Io che non sono credente.</p>
<p align="left">
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		<title>Riflessioni sull&#8217;ANPI</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 08:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[anpi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione nazionale partigiani]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia si è ristrutturata e trasformata. Da due Congressi si è aperta ai giovani, visto che le file dei partigiani riconosciuti, cioè quelli che hanno fatto davvero la guerra di liberazione, si vanno sempre più assottigliando per ragioni naturali. Gli ultimi rimasti hanno ormai passato l&#8217;ottantina. Anch&#8217;io, che ero sempre la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=446&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2012/01/acca-larentia-470x352.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-448" title="acca-larentia-470x352" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2012/01/acca-larentia-470x352.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>L&#8217;Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia si è ristrutturata e trasformata. Da due Congressi si è aperta ai giovani, visto che le file dei partigiani riconosciuti, cioè quelli che hanno fatto davvero la guerra di liberazione, si vanno sempre più assottigliando per ragioni naturali.</p>
<p>Gli ultimi rimasti hanno ormai passato l&#8217;ottantina. Anch&#8217;io, che ero sempre la più giovane, sono ormai agli ottantaquattro. Eravamo i ragazzi, cioè tra i sedici e i diciassette anni. I miei diciotto sono arrivati sei mesi dopo la liberazione.</p>
<p>Voglio sorvolare sul dolore di tante recenti perdite. Giorgio Bocca, Laila, la Piera Manni, la Mimma Del Rio. Ogni giorno cade qualcuno.</p>
<p>Ora l&#8217;Associazione cosa fa? Cosa deve fare?</p>
<p>Sono andata all&#8217;ultima riunione del direttivo di Roma e Lazio. Un direttivo tutto nuovo, dove noi “vecchi” non siamo inclusi ma abbiamo diritto di partecipare e ovviamente di intervenire. Ad occhio trovo che manca un equilibrio di rappresentanze.  Spero di sbagliarmi, ma ho l&#8217;impressione che si siano aggrappati all&#8217;Anpi molti di quelli che all&#8217;estrema sinistra hanno visto svaporare le loro strutture politiche, ora escluse dal parlamento. Ho anche l&#8217;impressione che per esempio il PD non abbia troppo a cuore l&#8217;eredità della Resistenza, sebbene proprio da questa ci sia venuto il dono della nostra Costituzione. L&#8217;ultimo dei dirigenti attento a questi valori e alla funzione dell&#8217;ANPI è stato Veltroni, a cui dobbiamo la Casa della  Memoria, le molte attenzioni al Museo Cervi e alla valorosa Maria Cervi, così come ai viaggi ad Auschwitz e al ricordo dell&#8217;olocausto.</p>
<p>Dunque, questa nuova Anpi, che funzione deve svolgere? Ho visto e sentito appoggiare e aderire a scioperi, manifestazioni e cortei vari. Ho visto la giusta protesta contro le manifestazioni parafasciste o fasciste sui morti di <a title="wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Acca_Larentia" target="_blank">Acca Larenzia</a>, sulla via da intitolare ad Almirante e sulle schifezze degli scalmanati di Casa Pound.  Tutto giusto, tutto ovvio.  Ma una ragazza graziosissima che guida una delle nuove sezioni Anpi si è detta orgogliosa del fatto che mentre i neo fascisti mettevano la nuova lapide e facevano il saluto romano, a qualche strada di distanza si è svolta una affollata manifestazione contraria. Lei non l&#8217;ha detto, ma sappiamo che da quelle file si è alzato il grido di “dieci cento mille Acca Larenzia”. Sappiamo anche che in quella folta manifestazione c&#8217;erano alcuni Centri Sociali.</p>
<p>Non ho potuto intervenire, ma mi si gela il sangue. Vogliamo che sia questa la funzione dell&#8217;Anpi?  Cioè giusta protesta contro il risorgente fascismo e poi scivolare nel pericolo della violenza uguale e contraria? Vogliamo tirare la volata a nuove disgraziate brigate rosse?</p>
<p>Mi sembra che sia il caso di fare delle riflessioni storiche e un aggiornamento sui metodi di lotta.</p>
<p>Non abbiamo una guerra, non abbiamo un’Europa di paesi nemici. Abbiamo un mondo globale dove la guerra la fanno le centrali della finanza.  Contro questi nuovi mostri o spettri che si aggirano  da un capo all&#8217;altro del globo, se vogliamo lottare ancora per un po&#8217; di giustizia, un po&#8217; di uguaglianza e un po&#8217; di pace, non ci possiamo fermare all&#8217;arginare nuove forme di risorgente fascismo, né alla pur giusta e obiettiva rivalutazione  storica della nostra lotta, ma dobbiamo  fare un passo avanti.</p>
<p>Il passo deve essere culturale e ideale. Una carenza di questo ultimi decenni, da cui è derivato il disastro attuale viene proprio dalla mancanza di un progetto ideale. Noi a suo tempo siamo stati spinti a tante sofferenze e coraggio non solo dalle drammatiche circostanze oggettive, ma da ideali fortissimi anche se un po&#8217; approssimativi. Ora persino i partiti, almeno quelli di sinistra, sono poveri o nebulosi in fatto di ideali. Avere ideali e sostenerli è anche mezzo di contrasto al qualunquismo, all&#8217;egoismo  e al disincanto democratico.</p>
<p>Nella nostra Resistenza c&#8217;erano già questi ideali, ma ristretti, nazionali.  Ora sono da allargare all&#8217;Europa e al mondo, sia pure partendo da qui.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di ridurre le diseguaglianze enormi e non più sopportabili tra persone categorie popoli e nazioni. Di assicurare la pace, perché le guerre si sono dimostrate disastri  inefficaci  in ogni parte del mondo.  C&#8217;è da ottenere che la politica imponga regole di interesse pubblico anche ai potenti e alla finanza. E c&#8217;è da salvaguardare il pianeta, nell&#8217;interesse di tutti gli uomini, dei cui tesori nessuno si deve più impossessare per profitto privato.</p>
<p>Di questo dobbiamo parlare ai giovani. Sia quando andiamo nelle scuole che quando li chiamiamo a contrastare qualche schifezza neofascista o razziale. E se vogliamo valorizzare la nostra storia passata, mettiamo in luce le più belle idee, gli  esempi migliori, quelli di Calvino, Fenoglio, Enzo Biagi o Giorgio Bocca .  Nelle loro pagine, non solo c&#8217;è alta letteratura che certo è preziosa, ma ci troviamo appunto quei valori di giustizia, uguaglianza, pacifismo e amore per il bello che troppo abbiamo sepolto sotto il consumismo e la smania del prevalere e del possedere.</p>
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		<title>Prima delle vacanze, una scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 07:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Queste saranno riflessioni su una cronaca. Ero contenta di aver indovinato, nel fare le proposte per il governo dei professori, a segnalare Marco Rossi Doria, il maestro di strada napoletano ottimo conoscitore dei problemi scolastici, nominato meritatamente sottosegretario all&#8217;istruzione. Vi pensavo ieri, rammaricandomi che non ci fosse stato il tempo di invitarlo ad una scuola [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=440&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste saranno riflessioni su una cronaca.</p>
<p><a href="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/12/colombafoligno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-441" title="colombafoligno" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/12/colombafoligno.jpg?w=500&#038;h=324" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Ero contenta di aver indovinato, nel fare le proposte per il governo dei professori, a <a href="http://teresavergalli.wordpress.com/2011/11/12/il-mio-elenco-per-lemergenza/" target="_blank">segnalare</a><a href="http://marcorossidoria.blogspot.com/" target="_blank"> Marco Rossi Doria</a>, il maestro di strada napoletano ottimo conoscitore dei problemi scolastici, nominato meritatamente sottosegretario all&#8217;istruzione. Vi pensavo ieri, rammaricandomi che non ci fosse stato il tempo di invitarlo ad una scuola di Roma, quartiere Corviale, periferico, così discusso e noto.</p>
<p>La scuola, istituto superiore “<a href="http://www.colombaantonietti.com/" target="_blank">Colomba Antonietti</a>” vi celebrava e  festeggiava i suoi cento anni e i centocinquanta dell&#8217;unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Nel grande salone anfiteatro, sede del Municipio XV, una sventagliata di esperienze, lavori,  ricerche, filmati,  faceva vibrare di orgoglio una bellissima moltitudine  di ragazze e ragazzi, veri protagonisti-autori della giornata.</p>
<p>Il nome Colomba Antonietti, è ora ricordato finalmente nella storia del Risorgimento. La giovane ventitreenne morta sul Gianicolo nella difesa disperata della Repubblica Romana i ragazzi la conoscevano già. E ne raccontano  in due filmati, dove vanno alla riscoperta di quella storia e di quella identità,  nel luogo di quelle vicende,  attorno al busto chissà se somigliante, nei pressi delle mura, nell&#8217;immagine di quell&#8217;assurda palla di cannone,  forse la stessa, che ha colpito a morte la giovane Colomba.</p>
<p>Questa scuola, con questo nome, nasce nel 1811 non a caso, quando sindaco della città era Ernesto Nathan, figlio di una generosa e capace protagonista del Risorgimento, Sara Levi Nathan.  Anche lei è una delle donne finora dimenticate che combatterono con Mazzini e Garibaldi non solo nella scia di legami privati ma per autentica sete di  libertà , di emancipazione e di conoscenza.  Una scuola nata per l&#8217;istruzione delle ragazze. Così un altro tassello della storia  è messo in una luce più giusta.</p>
<p>Riassumerò rapidamente.  Un professore che illustra un  filmato con tutte le tappe le mappe e le foto, che in questi cento anni ha accompagnato i trasferimenti dell&#8217;edificio scuola Antonietti:  da Corso Vittorio ai pressi di Campo dei Fiori, poi a via dei Papareschi e infine, negli anni &#8217;70,  l&#8217;aggiunta della succursale nuova qui a Corviale. Anche i luoghi, i quartieri e gli edifici, oltre alle aperture a agli arricchimenti didattici, hanno il loro peso. Ci si riassume lo sviluppo urbanistico e industriale della città negli ultimi cento anni, il Gasometro, il ponte di ferro per la ferrovia papalina, la Centrale Montemartini, la periferia agreste divenuta quartiere.  Un altro professore, sempre con due allegri filmati, riporta esperienze di teatro, due commedie che come attori coinvolgono anche i docenti. Poi una toccante cronaca di un viaggio ad Auschwitz in collaborazione con la comunità ebraica di Roma.</p>
<p>Ecco un altro passaggio, il legame della scuola con il tema del razzismo. Da qualche anno le curiosissime e brave docenti avevano scoperto dagli antichi archivi della scuola, di aver avuto una preside – o direttrice – di religione ebraica, cacciata via nel 1938 proprio dalle leggi razziali. Si chiamava Adele Foà, anche lei, come Colomba, donna d&#8217;avanguardia nel perseguire il riscatto femminile e l&#8217;educazione del popolo. Ne hanno ricercato le tracce e l&#8217;hanno ritrovata sempre attiva e sacrificata, insegnante in  uno sperduto centro della Sicilia, con una sorella scienziata benemerita nella lotta contro le malattie della vite. Anche di questa figura storica ne ha parlato brevemente una delle insegnanti. Brevemente, perché nella scuola è una storia già nota.</p>
<p>Ancora una serie di esperienze educative, tutte promosse in gara collettiva.  Premiata una giovanissima per un ironico e profondo testo di diario scolastico. Un ragazzo per il bozzetto di un nuovo logo della scuola, semplice ed efficace tra i molti altri validi presentati.  Altro riconoscimento ad  una ragazza, primo premio per un bel video  che affronta il tema della violenza sulle donne,  riccamente documentato.  E ancora l&#8217;allegra brigata di una intera classe, felice di mostrare un ironico e compiaciuto documentario della loro vita scolastica, multietnica e multisportiva.  Con rammarico per le ragioni di tempo, si preannuncia che più tardi, all&#8217;aula magna della scuola, continuerà la visione di altri lavori filmati e grafici.</p>
<p>Concludo la cronaca con noi invitate. Elena Doni, la scrittrice che ha messo in luce la storia e la figura di Colomba nel bel libro collettivo “<a href="http://books.google.it/books/about/Donne_del_Risorgimento.html?id=lZcgkgAACAAJ&amp;redir_esc=y" target="_blank">Donne del Risorgimento</a>”. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lia_Levi" target="_blank">Lia Levi</a>, scrittrice che in questa scuola ha ripetutamente portato la sua testimonianza sull&#8217;olocausto e infine anch&#8217;io, che qui ho avuto molti incontri sulla memoria partigiana.</p>
<p>Unica autorità istituzionale presente, il giovane presidente del Municipio, Sergio Paris, che non solo riconosce a parole l&#8217;importanza dell&#8217;istituzione scolastica, ma l&#8217;aiuta in mille modi, purtroppo non più monetari a causa delle casse vuote, Alemanno imperante.</p>
<p>Ultima scena, significativa dell&#8217;impegno e dell&#8217;entusiasmo. All&#8217;atrio della scuola, una grandissima tavolata accoglie la folla allegra e affamata dei ragazzi e dei docenti con mille scelte, salate o dolci, frutto del lavoro dell&#8217;inventiva e della generosità di ragazze ragazzi e famiglie.</p>
<p>E&#8217; una realtà. Docenti malpagati e frustrati, finanziamenti quasi zero, preside entusiasta ma in difficoltà, istituzioni lontane. Eppure la passione e la condivisione fanno ancora miracoli. Che la scuola “Colomba Antonietti” continui a volare alta e i suoi ragazzi a non perdere entusiasmo e fiducia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/teresavergalli.wordpress.com/440/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/teresavergalli.wordpress.com/440/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=440&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Laila non c&#8217;è più. No, ci sarà ancora, sempre.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 22:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovremmo esserci preparati, invece quando qualcuno se ne va, restiamo intontiti per il dolore, o per il vuoto, o per il rimorso. Tristezza, malinconia. Invece ricordando Laila mi sorprendo a sorridere. Ecco, voglio ricordarla con qualche sorriso. Ci siamo parlate circa un mese fa. La volevo a Roma, alla nostra conferenza su Donne della Resistenza, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=431&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/laila.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-432" title="Laila" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/laila.jpg?w=500" alt=""   /></a>Dovremmo esserci preparati, invece quando qualcuno se ne va, restiamo intontiti per il dolore, o per il vuoto, o per il rimorso. Tristezza, malinconia.</p>
<p>Invece ricordando Laila mi sorprendo a sorridere. Ecco, voglio ricordarla con qualche sorriso.</p>
<p>Ci siamo parlate circa un mese fa. La volevo a Roma, alla nostra conferenza su <a title="Donne e resistenza alla sala rossa" href="http://www.provincia.roma.it/news/la-commissione-delle-elette-presenta-il-progetto-%E2%80%9Cle-donne-e-la-resistenza-dalla-memoria-all%E2%80%99at">Donne della Resistenza, dalla memoria all&#8217;attualità</a>. L&#8217;avrei ospitata. Ha rifiutato con la scusa della fatica del viaggio, mi ha parlato del suo polmone che ormai non reggeva più. Io le ho ricordato un suo discorso simile di diversi anni fa, quando proprio si era sentita alla fine. Invece, “vedi quante altre cose importanti hai fatto”. Incontri nelle scuole, conferenze, interviste, arrabbiature e battaglie con i “vecchi marpioni”, cioè gli scettici e i disamorati che non hanno più voglia di impegnarsi mentre bisogna dare speranza,  pensare ai giovani, al futuro. L&#8217;impegno nella nuova ANPI, la presenza in primavera a Torino all&#8217;ultimo congresso, sempre vivace, sempre pimpante.</p>
<p>In quelle chiacchierate dell&#8217;ottobre passato mi aveva detto di aver già dato le disposizioni ultime, accanimento terapeutico compreso. L&#8217;ho contraddetta con convinzione. Credevo davvero che fosse ingiustamente pessimista. Forse perché la rivedevo e ripensavo com&#8217;era questa estate, sulle montagne della nostra resistenza, la nostra antica storia.</p>
<p>Mi aveva detto. “Se vieni alle terme, ti ospito io, nella mia casa al Ventasso”. Sapevo che ci fuggiva ogni estate, via dal caldo della pianura. Sempre generosa voleva darmi il passaggio in macchina, orgogliosa di guidare ancora.</p>
<p>Mi sono organizzata diversamente. Avrei voluto girare tra quelle montagne con lei, su quei sentieri partigiani conosciuti dai nostri passi giovani, quando non avremmo mai creduto possibile tornarci in auto e per di più al volante.  Ci siamo incontrate perché Laila è venuta a trovarmi a Cervarezza. Ho ancora la sua immagine al momento dei saluti. Non sapevo che sarebbe stata l&#8217;ultima. Me la terrò negli occhi per sempre. Ecco Laila, così semplicemente elegante, pantaloni perfetti, figura alta, dritta, capelli curati non bianchi. Ho notato la sua schiena e le spalle, degne di un’ex atleta. Quei polmoni traditori non l&#8217;hanno ingobbita. Non è mai stata vecchia. Nemmeno nel corpo, del quale nessuno ha colpa.</p>
<p>Con tutto l&#8217;ottimismo di chi ha il coraggio di progettarsi un futuro, avevamo concordato di ritrovarci in quei luoghi in primavera, insieme a “Gloria”, Piera Galassi, e alla partigiana “Aide”, Anna Torre, un&#8217;altra montanara straordinaria e dimenticata. Nel progetto, loro ancora ricche di memorie, avrebbero ricostruito in buona parte le storie delle altre  che non ci sono più, cioè Kira, Barbara, Mimma, Maruska. Tatiana. C&#8217;è tutto un patrimonio di storia delle donne che non è giusto lasciar svanire.</p>
<p>Non voglio credere di essere in ritardo. Con le giovani, Fiorella, Margherita e Ilaria, aiutate dall&#8217;Istoreco di Reggio e dall&#8217;Università di Parma, dobbiamo realizzare quel progetto. E credo proprio che lo dedicheremo a Laila,  la  dirigente sindacale, la consigliera al Comune di Reggio, la animatrice delle battaglie di parità, cioè la mia cara compagna, la sempre vincente partigiana <a title="la notizia su Reggioonline" href="http://www.reggionline.com/it/2011/11/28/morta-anita-malavasi-fu-una-partigiana-di-ferro-9180">Annita Malavasi</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/teresavergalli.wordpress.com/431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/teresavergalli.wordpress.com/431/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=431&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicità</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 17:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio divertirmi a parlare di pubblicità. Ridicolizzarla, smascherarla, anestetizzarla.  Come facevo spesso  in allegria con i miei scolari. Di solito non la guardo, oppure non la ascolto, ma in questi giorni mi ci sono imbattuta un po&#8217; per caso e vi ho trovato qualcosa  da obiettare. Gli strumenti musicali che arrivano col barcone pericolante e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=426&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio divertirmi a parlare di pubblicità. Ridicolizzarla, smascherarla, anestetizzarla.  Come facevo spesso  in allegria con i miei scolari. Di solito non la guardo, oppure non la ascolto, ma in questi giorni mi ci sono imbattuta un po&#8217; per caso e vi ho trovato qualcosa  da obiettare.</p>
<p>Gli strumenti musicali che arrivano col barcone pericolante e poi, probabilmente per digerire il concerto, bisogna buttar giù un amaro. C&#8217;è poi il gruppo numeroso con oggetto banche, argomento scottante di questi tempi. Come sono buone le banche, come sono per te le banche, quelle del cerchio e quelle del disgraziato appeso alla fiancata dell&#8217;autobus. Ma la più bella è quella che è una perfetta metafora  di questo tempo di passaggio di governo. Siamo nella tempesta, assaliti da acqua vento e giornalacci volanti, ma finalmente ecco un luogo asciutto, luminoso, forse caldo, dove sedersi con tè o caffè. Nella pubblicità c&#8217;è il pubblicitario che ti cattura. Nella nostra realtà immagino di  poter metterci un attimo seduti, speranzosi.</p>
<p>Ancora e fortissimo è il gruppo promozione auto. Se tutti l&#8217;abbiamo già, dovremmo comprarne altre. La seconda, la terza, la nuova. Anche quella che prima sapevi le regole e poi butta via le regole. Educazione civile, insomma. Mi sembra che abbiano tolto dai cofani  le donnine con le gambe nude, se non altro.</p>
<p>Altro argomento, la vecchiaia. Quanto mercato ha la vecchiaia, scusate, la terza o quarta età. Montascale, carrozzine a motore, congegni per entrare in vasca, sono la novità che si aggiunge ai tradizionali temi su  dentiere e auricolari. Queste ultime due,  in verità  sono utili alla sopportazione della vita, così come gli occhiali, che per parte loro sono resi importanti solamente se sono di marca, strani ed esagerati, costosissimi e scuri,  e quindi per  giovani e  belle ragazze.</p>
<p>Infine c&#8217;è la pubblicità per le donne. La più ovvia e falsa è quella sui cosmetici. Se fosse   veritiera saremmo tutte delle star, giovani o vecchie, magnifiche senza rughe, senza ciccia, senza cellulite, senza macchie.  Lasciamo stare la roba del trucco. Induce delle buone signore a esagerare nei luoghi meno opportuni. La madre piangente o la giovane vedova che batte lunghissime ciglia finte e sfavilla  perfetti colpi di sole. Senza contare che poi le lacrime devono prevedere il prodotto speciale, idrorepellente.</p>
<p>Le pubblicità che mi infastidiscono di più -  e vorrei che le donne vi si ribellassero,-  sono alcune che invadono e offendono la femminilità. Le donne perdono sempre urine maleodoranti, hanno i pruriti o bruciori intimi fastidiosi, tanto le madri quanto le figlie. Devono sempre farsi i lavaggi rinfrescanti calmanti o chissà che. Anche in forma di  spray., salviettine, disinfettanti, saponi, creme. Non parliamo degli assorbenti, vecchia conoscenza ,  più  infiniti salvaslip di ogni forma e tipo, materiale ed efficienza. Non ho visto i pannoloni, ma di certo arriveranno. Insomma, dalla culla alla tomba dovremmo sempre avere addosso quella specie di protesi dell&#8217;intimità.</p>
<p>Mi chiedo, i maschi non hanno mai nulla da suggerire al mercato attorno alle loro  parti segrete?Via, che diamine! Ci metto anche la carta igienica, colorata profumata, decorata,  resistente, morbida e morbidissima. Un suggerimento, non parlatene più, tanto la dobbiamo comprare. Fatela se mai un po&#8217; più spessa e se possibile ecologica.  E a proposito di carta igienica ricordo sempre l&#8217;invettiva di Michele Serra contro le signore milanesi  in suv che andavano al supermercato lontano  molti chilometri, perchè lì, la carta  igienica  era offerta a prezzo speciale..</p>
<p><a href="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/cover-piccoletta-alemagna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-427" title="cover-piccoletta-alemagna" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/cover-piccoletta-alemagna.jpg?w=500&#038;h=682" alt="" width="500" height="682" /></a></p>
<p>A proposito di supermercato, da me le buste ecologiche le fanno pagare dieci centesimi. Bene. Infatti vedo che sono sempre di più quelli che se ne portano da casa di migliori. Io ho sempre quella di pezza della manifestazione delle donne, dove la Piccoletta di <a title="Beatrice Alemagna" href="http://www.beatricealemagna.com/" target="_blank">Beatrice Alemagna</a> grida il suo “ora basta”.  Che è anche il mio, di “ora basta”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/teresavergalli.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/teresavergalli.wordpress.com/426/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=426&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sondaggi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 06:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Tutti ora fanno sondaggi. &#160; Anch&#8217;io, nel mio piccolo, ho una specie di bacino di opinioni.  Il gruppo di ginnastica, più di quaranta  donne e un solo uomo. Quelle dell&#8217;università popolare, che negli anni sono diventate tante. Le più aristocratiche di “Civita”, i vicini di casa, gli ex del comitato di quartiere, qualcuno del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=421&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti ora fanno sondaggi.<a href="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/sondaggi21.gif"><img class="alignright size-full wp-image-423" title="sondaggi2" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/sondaggi21.gif?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anch&#8217;io, nel mio piccolo, ho una specie di bacino di opinioni.  Il gruppo di ginnastica, più di quaranta  donne e un solo uomo. Quelle dell&#8217;università popolare, che negli anni sono diventate tante. Le più aristocratiche di “Civita”, i vicini di casa, gli ex del comitato di quartiere, qualcuno del PD, gli sparsi dell&#8217;Anpi, le mamme e gli ex ragazzi delle mie scolaresche. Poi una amica di Centocelle, sola, sensibile, immersa nel volontariato e nel chiacchiericcio del mercato e della farmacia, che riesce sempre a stupirmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io le dicevo di temere che la gente non avesse coscienza di quanto si rischia con questa oscura parola default. Mi ha smentito con veemenza. Lei si confessa paurosa, emotiva e sempre in allarme. Ne ha motivo, perchè è lei che si preoccupa per gli altri ma nessuno, credo, per lei. Ha raccontato di essersi precipitata in banca a ritirare duemila euro. “ Se all&#8217;improvviso mi devo ricoverare o devo  fare una cura,  o  controlli  urgenti; se mi viene un guasto in casa, se ho il pericolo dei denti, che faccio se la banca non  mi dà più i miei soldi?” Infatti lei, che pure è capace e attiva, chissà per quale allergia alle novità, non ha né il libretto degli assegni e tantomeno il bancomat.  Dice che credeva di essere esagerata, invece alla banca ha trovato una fila che non finiva più, e tutti a ritirare soldi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ho  fatta sorridere, perchè le ho raccontato che, da parte mia, ho cominciato a pagare col bancomat anche le spese piccole o piccolissime. So bene che è solo simbolico, il gesto. Ma mi sento più a posto con la coscienza e spero che si vada in quel senso. Contanti il meno possibile. Con lei abbiamo parlato a lungo dell&#8217;effetto evasione e sommerso. A proposito,  io so che  lei si è affezionata ad un giovane artigiano che da anni le fa lavori e favori. Per pagarlo, oltre agli inviti a cena e  ai  regalini,  vorrà usare sempre le banconote. Spaventata più del bancomat che del blocchetto assegni, mi dice “ Ma sono sempre somme piccole. E poi se mai lo pago un po&#8217; per volta”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Più che sondaggio, questa è una piccola scheggia di verità. La “gente”  non è stupida, sospira e sa di doversi accollare qualche dovere. Lo ricordino quelli del pelo nell&#8217;uovo e quelli del non è mai abbastanza. Saranno percepiti come frenatori e disturbatori,  impiccioni  indesiderati. Senza contare che le cure possono essere proposte in varie forme, con i giusti contrappesi. Lasciamo a questa squadra di salvataggio qualche ora per lavorare , poi cercheremo di capire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/teresavergalli.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/teresavergalli.wordpress.com/421/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=421&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Respira, respira!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Forza, forza, respira! Respira! Siamo stati tirati su, ma forse in ritardo, troppo in ritardo. C&#8217;è il rischio di polmoni allagati  o di embolia o  qualcos&#8217;altro di letale. Queste maledette dimissioni dovevano aver data molto più indietro, due mesi, un mese, un anno fa. Intanto ora bisogna fare respiri profondi, respiri  in piena aria, aria [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=417&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forza, forza, respira! Respira!</p>
<p>Siamo stati tirati su, ma forse in ritardo, troppo in ritardo. C&#8217;è il rischio di polmoni allagati  o di embolia o  qualcos&#8217;altro di letale. Queste maledette dimissioni dovevano aver data molto più indietro, due mesi, un mese, un anno fa. Intanto ora bisogna fare respiri profondi, respiri  in piena aria, aria migliore, disintossicata, pulita.</p>
<p>Che differenza!  Come aver varcato un confine. Oltre una barriera cambia il clima.  Dopo la galleria di Bologna il treno quasi sempre sbuca in un&#8217;altra stagione. Basta fare il confronto, come dice Serra. Avete un dubbio? Fate il confronto. Avete un altro dubbio? Pensate a cosa rischiamo, uno per uno e tutti insieme.</p>
<p>Già questo ci fa respirare meglio: Respirare forte, respirare profondo.</p>
<p>Non ci saranno quelli dei grembiulini e del tunnell e nemmeno quelli che credono siano poche le pratiche del riscatto lauree o del servizio militare. Gente che non solo non sa, ma non sa di non sapere e si guarda bene dal circondarsi di qualche pericoloso competente. Gente che va a caccia di qualsiasi schermo per fare la ruota del pavone, del simpatico, dell&#8217;ammazzaproblemi, dell&#8217;io meglio degli altri.  E quelle delle calze autoreggenti, delle  filastrocche strillate  e rimasticate, sempre ad  artigli sguainati,  o con chiome  sventagliate a spray.</p>
<p>Pensavate forse che non parlassi delle donne?</p>
<p>Sulle nuove Signore-Ministro ha  già ha detto tutto Natalia Aspesi,  una di quelle che non ha bisogno di autoreggenti o artigli.</p>
<p>Io avevo proposto in fretta alcuni nomi in queste mie riflessioni. Ne avrei potuto fare un lungo elenco. Non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p>Mi  era venuta da lontano una antichissima battuta dialettale. Dalle mie parti, quelli che volevano vantarsi di avere successo con le donne, dicevano: “ Mi basta dare un calcio a una siepe che ne vengono fuori almeno sette!”  Mi sono chiesta fin da bimba  perchè mai le donne dovessero essere nascoste nelle siepi. Ci ho ripensato quando ho conosciuto Olga Di Serio D&#8217;Antona e Rosa Calipari.  Loro erano nella siepe e il calcio l&#8217;ha sferrato il destino, anzi la guerra e il fanatismo.  Nascoste in quella siepe c&#8217;erano donne di valore. E chissà quante altre ce ne sono,  donne che magari nella siepe ci stanno, come loro due, operose ed efficienti. In una accorata chiacchierata Olga mi aveva sussurrato: “Non puoi immaginare quanto vorrei  esserci ancora,  in quell&#8217;ombra!”</p>
<p>Ecco, forse ora comincia la stagione nuova dove le donne  non devono stare più nella siepe, ma  fuori, alla luce. Forse è in arrivo  il calcio di “se non ora quando”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/teresavergalli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/teresavergalli.wordpress.com/417/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=417&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cronaca di una giornata speciale</title>
		<link>http://teresavergalli.wordpress.com/2011/11/19/cronaca-di-una-giornata-speciale/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 21:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO  STAMPA Oggi,17 novembre, sciopero dei mezzi pubblici nella capitale. Indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Faisa Cisal e Sul, prevede il fermo dei mezzi pubblici dalle 8,30 alle 17,30. Dalle 8,30 alle 12,30 a rischio blocco anche il trasporto regionale. CRONACA Ecco, il comunicato lo trovo.  Oggi per oggi.  Ieri forse c&#8217;era, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=412&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/sciopero-bus-300x177.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-413" title="sciopero-bus-300x177" src="http://teresavergalli.files.wordpress.com/2011/11/sciopero-bus-300x177.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>COMUNICATO  STAMPA</p>
<p>Oggi,17 novembre, sciopero dei mezzi pubblici nella capitale. Indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Faisa Cisal e Sul, prevede il fermo dei mezzi pubblici dalle 8,30 alle 17,30. Dalle 8,30 alle 12,30 a rischio blocco anche il trasporto regionale.</p>
<p>CRONACA</p>
<p>Ecco, il comunicato lo trovo.  Oggi per oggi.  Ieri forse c&#8217;era, ma tanto in piccolo che non l&#8217;avevo visto.  Era arrivata M.  trafelata e trovandomi col quotidiano in mano mi ha chiesto se era veramente programmato lo sciopero. Lei l&#8217;aveva intravisto nei titoli dei giornaletti gratuiti, quella mattina esauriti prima del solito. Confermata per altre vie la notizia, aveva abbozzato i rimedi. Si alzerà ancor prima, mollerà il figlio da portare a scuola alla vicina pietosa, sperando di ricambiare. A fine mattinata per recarsi al secondo lavoro se la farà a piedi, che è una bella sgambinata, sbocconcellando il panino.</p>
<p>Non so come se la sia cavata, se si è fatta insegnare le stradine più brevi. Non poteva perdere un altro giovedi di lavoro.</p>
<p>Giorno di sciopero e giorno di insediamento del governo Monti. Scendo presto per i giornali. C&#8217;è S. tutta agitata che ferma C., l&#8217;amica del piano di sotto. “ Per favore, vai incontro a E. ?  Sta uscendo da scuola. C&#8217;è lo sciopero e mancano anche i bidelli, perciò li mandano a casa. Ecco le chiavi. Digli di fare il bravo e che nonna gli telefonerà”. La  madre di Eduardo stamattina è  al call-center . Deve tenerselo stretto, quel po&#8217; di sicurezza.</p>
<p>S. va via verso la macchina dove F. la raggiunge. Lui deve farsi portare al San Giovanni per una analisi prenotata tre mesi fa.  Io penso :“Ecco uno di quei pensionati che non ha quasi mai bisogno dei mezzi pubblici, e quindi ieri non poteva trovare la notizia alle bacheche o sui giornaletti del metrò”.</p>
<p>Penso a  M. che deve andare al liceo Visconti, ben lontano. Partirà anche lui presto oppure se la farà a piedi, come altre volte, zaino dei libri affardellato, passo da CAI-giovani su percorso pianeggiante, ricco di smog o benzene o polveri sottili. Madre e padre anche loro all&#8217;alba. No, mio figlio, lui va in bicicletta, forse quattro chilometri e speriamo che non lo arrotino e metta la pettorina rifrangente.</p>
<p>Io e V. abbiamo l&#8217;incontro a Civita alle 18,30, fuori della fascia nera, dentro fascia protetta. Possiamo andare, perché il ritorno, a rischio black-out trasporti, ci è assicurato da R., che ha una  terapia nel pomeriggio, e viene in macchina. Posteggerà. Hanno tolto la ztl, grande regalo.</p>
<p>La metro è quasi vuota, perché ha appena ripreso le corse. Ma sul 60 e sul 40 c&#8217;è da sfrittellarsi. Nella folla della fermata un signore distinto commenta amaro: “ Non capisco contro chi sia questo sciopero. Il governo non è ancora nato del tutto, gli diano almeno il tempo di respirare!” E&#8217; un miracolo che tra questa gente ingrugnita ci sia qualcuno che sa di Monti e del nuovo governo.  Tutti cupi e impazienti scrutano a sinistra speranzosi di veder arrivare il loro bus.</p>
<p>Per qualche ora sembra di tornare a un giorno qualsiasi, salvo il ritorno con la macchina di R., che dà un passaggio ad altre due corsiste, e rischia spesso il contropelo con le altre macchine, e sconfina nella corsia del tram sulla Labicana. Ci mettiamo un&#8217;ora abbondante rispetto ai soliti trenta minuti.</p>
<p>Approdo a casa, voglio le notizie. Bene la RaiNews, che in tempo reale mi dà la replica del Professore e la votazione. Poi mi ricordo di Piazza Pulita sulla Sette. Vediamo se ci sono novità. C&#8217;e una faccia nuova del PD, efficace nella esposizione, bravo, giovane, forse meno di 40. Non appare la scritta col nome, e resto con l’incognita sulla sua identità. Chi c&#8217;era d&#8217;altri? In collegamento c&#8217;è Cacciari, il barbuto professore di Venezia; di persona c&#8217;è un giornalista di Libero o del Giornale. Devo fare l&#8217;areosol e non seguo bene. Mi telefona R., per chiedermi dov&#8217;è Santoro. Già, stasera c&#8217;è anche Santoro. Passo da Santoro. Meno gridato e arrabbiato del solito, dove il solito bravissimo Travaglio fa la sua sparata contro Corrado Passera tirando dentro anche Monti. Travaglio è  bravissimo, quello con i ricchi dosser e ce ne ha per tutti. Se non attacca qualcuno non è più lui. Ha un’etichetta, è sempre contro. Tra poco dirà come i Ferrero, i Bertinotti, i Diliberto, i Turigliatto e i Rizzo, che questo governo è uguale o peggio di  quello di prima. Anche a Prodi l&#8217;avevano detto.</p>
<p>Ecco, mi sono imbattuta la mattina dopo in Ferrero ad Agorà. Da un&#8217;altra parte si replicava Santoro.  Allora devo proprio dire che non ne posso più. C&#8217;è Ballarò, L&#8217;Infedele, Piazza Pulita, Servizio Pubblico, Agorà e me ne sfugge qualcun altro.</p>
<p>Vi prego, vi prego, state zitti, state zitti tutti. Basta questi teatrini furibondi!  Magari imparate ad ascoltare. State zitti e lasciateci soffrire in pace. Dateci solo la cronaca. Lasciateci riflettere da soli, sperare da soli. E se qualcuno è fortunato, sospirerà soltanto.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Il mio elenco per l&#8217;emergenza</title>
		<link>http://teresavergalli.wordpress.com/2011/11/12/il-mio-elenco-per-lemergenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 08:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla gara al toto-ministri non vedo quasi nulla di nuovo. Voglio partecipare alla gara delle proposte con questo piccolo elenco, non completo. Alla Pubblica Istruzione  ricerca e cultura: I^ proposta: Dott.ssa   Rita Bernabei, docente di fisica all&#8217;Università di Tor Vergata,  già    ricercatrice ai laboratori del Gran Sasso, dove ha condotto il progetto Dama-Libra a caccia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=409&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla gara al toto-ministri non vedo quasi nulla di nuovo.</p>
<p>Voglio partecipare alla gara delle proposte con questo piccolo elenco, non completo.</p>
<p>Alla <strong><em>Pubblica Istruzione  </em></strong>ricerca e cultura:</p>
<p>I^ proposta: Dott.ssa   <strong>Rita Bernabei</strong>, docente di fisica all&#8217;Università di Tor Vergata,  già    ricercatrice ai laboratori del Gran Sasso, dove ha condotto il progetto Dama-Libra a caccia della materia oscura, con risultati degni di premio Nobel</p>
<p>II^proposta:  <strong>Marco Rossi Doria</strong>, insegnante di strada, napoletano, esperto di organizzazione scolastica.</p>
<p>Alla <strong><em> Sanità</em></strong></p>
<p>I^ proposta:  dott.ssa  <strong>Elena Cattaneo,</strong> coordinatrice consorzio europeo “NeuroStemcell”, autrice delle ricerche anti Parkinson e sulle cellule staminali</p>
<p>II^ proposta:  Dott. <strong>Paolo Zamboni</strong>, ricercatore con risultati in corso di conferma sulla cura della sclerosi multipla</p>
<p>Agli <strong><em>Esteri e commercio con l&#8217;estero</em></strong></p>
<p>I^ proposta. <strong>Barbara  Spinelli,</strong> studiosa, europeista</p>
<p>II^ proposta.  <strong>Federico Rampini</strong></p>
<p>Alla <strong><em>Economia e Welfare</em></strong></p>
<p>I^ proposta:  <strong>Carla Cantone, </strong>dirigente sindacato pensionati, già dirigente sindacale, con grande esperienza di salvataggio aziende in crisi, già candidata alla pari con Susanna Camusso alla guida della CGIL</p>
<p>Per ora  mi fermo qui.  Sono sogni.</p>
<p>Mi chiedo.  Possibile che i politici e anche i giornalisti non sappiano guardare appena un po&#8217; più in là del  loro naso?  Anche i sogni possono , incredibilmente, aiutare  al  risveglio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/teresavergalli.wordpress.com/409/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/teresavergalli.wordpress.com/409/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=409&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Nuovo CLN ? Governo di unità nazionale?</title>
		<link>http://teresavergalli.wordpress.com/2011/11/10/nuovo-cln-governo-di-unita-nazionale/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 13:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Vergalli</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho sentito Mario Rizzo, il comunista. Mi arrivano anche delle email che suonano su  quelle stesse corde. Qualcuno ha già accennato al ricordo del CLN, cioè  Comitato di Liberazione Nazionale. Io c&#8217;ero e mi  tornano alla mente quelle stesse polemiche. Nei miei diciassette anni ero molto più attenta ai discorsi e alle circolari che non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=teresavergalli.wordpress.com&amp;blog=10612260&amp;post=406&amp;subd=teresavergalli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sentito Mario Rizzo, il comunista. Mi arrivano anche delle email che suonano su  quelle stesse corde.</p>
<p>Qualcuno ha già accennato al ricordo del CLN, cioè  Comitato di Liberazione Nazionale. Io c&#8217;ero e mi  tornano alla mente quelle stesse polemiche. Nei miei diciassette anni ero molto più attenta ai discorsi e alle circolari che non alla cronaca. Infatti ricordo meglio le litigate sugli ideali che non i singoli episodi.</p>
<p>Qualcuno diceva. Siete matti a chiederci di rischiare la vita a fianco dei monarchici? Non vi ricordate chi è il re? Cosa ha firmato? Leggi razziali, entrata in guerra&#8230;.ecc,. E dei cattolici? Non ricordate che il Papa ha benedetto&#8230;&#8230;&#8230; e la faccenda  “uomo della provvidenza” ?</p>
<p>E  ora, noi sento dire.  Siete matti a condividere un programma lacrime e sangue con Fini e Casini? Non ricordate cosa hanno firmato? La  Bossi-Fini, il “porcellum”&#8230;.. ecc.</p>
<p>Ma c&#8217;è o non c&#8217;è una guerra e una Italia da salvare?</p>
<p>La guerra di allora erano bombe, morti, fame.  Veramente lacrime e sangue, ma in misura gigantesca e generale.</p>
<p>Ora le bombe sono economiche. Sono i ragazzi che non trovano lavoro né casa, gli anziani che non ce la fanno, gli artigiani che impazziscono nei guai, i sudati risparmi che possono andare in fumo, l&#8217;incubo dei licenziamenti, la mortificazione delle intelligenze, i mutui cappio al collo.</p>
<p>Allora arrivò la circolare di Ercoli-Togliatti. Diceva. Prima di tutto, ora, subito, bisogna uscire dall&#8217;incubo della guerra. Dopo libertà e ognuno le sue  proposte. Quanto ci abbiamo discusso! Qualcuno ci ha anche pianto. Ma eravamo candidi e fiduciosi, abbiamo accettato. A fianco abbiamo avuto monarchici e  cattolici degni di riscattare le ombre del re e del papa.</p>
<p>Oggi ci sono da allontanare le fortezze volanti del fallimento che non tutti sanno che arriverà proprio sulle teste  nostre. Quelle sì, che le vedo come lacrime e sangue. L&#8217;ho detto prima, il lavoro di donne giovani e anziani, la salute, il futuro negato. Ci sarà di certo da soffrire, spero che non si morirà. Ma se ci siamo tutti nella battaglia,  le lacrime e  il sangue dovranno, ho detto dovranno, arrivare anche nei piani alti, perchè la parola equità, tradotta in pratica,  significa che i dolori vanno ripartiti in modo giusto. Con lo scopo, progettato, di risalire in lavoro e produzione.</p>
<p>Dopo, ognuno libero con le sue proposte. Penso che chi si sente veramente “compagno” o “fratello” o “amico” del “popolo o  della “gente” dovrà , dopo, ancora combattere contro le mitragliate o gli spezzoni o le mine residue , che a mio parere sono i nuovi  idoli o miti, gli  oggetti, i ruoli di meteorine o di grandi fratelli, la furbizia egoistica, la disonestà, le posizioni di troppo potere,  il disimpegno, l&#8217;ignoranza, l&#8217;indifferenza.</p>
<p>Chi è nostalgico delle lotte di classe, secondo me, può stare tranquillo, che di battaglie ideali ne abbiamo ancora tante da combattere. E tra queste ce ne sono persino alcune che risalgono,  tuttora irrisolte, a quegli antichi tempi del CLN.</p>
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