Il tempo non mi basta mai

Il tempo non mi basta mai. Devo cercare negli scaffali tutto su e di Cesare Zavattini o magari in libreria e alla biblioteca. Il perchè è che sono stata ieri, che era anche la domenica del voto, al teatro Quarticciolo, dove un bravissimo Vito ha recitato Zavattini che raccontava di Ligabue pittore. Il giorno prima era “anche” la giornata del teatro. Che magia il teatro. Siamo lì, vivi, gli uni di fronte agli altri, attori e pubblico. Da sopra il palcoscenico non si vede il pubblico nascosto nel buio, ma so che lo si sente, che si deve essere tanto bravi da creare un andata e ritorno delle emozioni, come onde di sentimenti che poi, se si è fortunati, si liberano negli applausi.

Il giorno prima era anche la giornata del teatro, anche quella del FAI, anche quella della terra, anche quella dell’ora legale. Il tempo dovrebbe bastare per esserci dappertutto? Senza contare che qualcosa nel privato c’era ancora da fare per le elezioni. Troppo dolore ci portano queste scadenze per le “conte” delle eccellenze o stupidità della “gente”. Andando al seggio ho visto tante di quelle facce sconosciute che devono per forza abitare attorno al mio pianerottolo e mi chiedo se avranno riflettuto bene, se avranno attinto alle informazioni giuste o se butteranno là nel mucchio, a casaccio o a pressapoco, un verdetto qualsiasi. Era anche la giornata delle palme e tra le mani di moltissimi ondeggiavano tanti bei ramoscelli.

Altra piccola nota.

Al programma Ulisse, sabato notte, c’era Umberto che parlava dei suoi diari durante i viaggi nello spazio. Umberto è Umberto Guidoni. Non solo ricordi, ma una prima esclamazione. Ma quanto sono vecchia se vedo lui, come del resto i miei figli, ormai anziani, cinquantenni, con barbe e pelata! Che ricordi, di quando ti caricavo nella cinquecento accanto a mio figlio Alberto e ai due gemelli Bertalot per trasbordarvi a San Lorenzo al vostro Liceo Gaio Lucilio! Per fortuna che i Bertalot erano più esili di voi due, in quella minuscola scatoletta semovente, così cieca dagli specchietti e dal lunotto in caso di pioggia! Nei nostri album ci sono le vostre facce e i vostri sorrisi giovani quando andavate in vacanza con la mia R5 in Calabria o in Jugoslavia. Eppure evviva, siamo qui, ancora tutti attivi, ancora tutti impegnati chi di qua e chi di là, con famiglie e ragazzi attorno, a fare la nostra parte nella speranza che almeno i più importanti dei nostri sogni non vadano perduti.

A proposito di sogni, bellissimo un altro vecchio, Tonino Guerra, che ci parla ancora di poesia e cinema dall’alto dei suoi novant’anni.

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