Questo mio 25 aprile

Anzichè essere al Museo Cervi, come sarebbe stato naturale visto le mie origini reggiane e vista l’amicizia che mi lega a tutti loro del Museo, il 25 aprile sono stata chiamata in Toscana.

Agliana, provincia di Pistoia ma vicina a Prato. Circa 15mila abitanti, paese a misura d’uomo, dove c’è una banda musicale, un coro, la sede Arci con bar e ristorante, le cooperative e una associazione di aiuto e gemellaggio con realtà africane e adozioni a distanza, e ancora un’altra associazione di solidarietà per i vecchi e i malati del posto.

Cerimonia con corteo, corone ai monumenti, Messa in chiesa e infine comizio con musica, cori e discorsi.

Farò più avanti qualche riflessione sulla lotta di liberazione e sulle attenzioni a certe realtà poco videoesaltate.

Ora racconterò soltanto che, colpevolmente, nel mio saluto, ho saltato alcune considerazioni che volevo fare sui diritti conquistati dalle donne con tanta lotta e ritardo ed oggi in pericolo o vanificati.

Poi ho rivisto mentalmente la scena. Sul palco c’era la giovane e bella signora Sindaco Eleanna Cianfolini, presiedeva e presentava la altrettanto giovane segretaria comunale Cinzia Lotti, poi c’ero io non più giovane anch’io donna staffetta. In più, sono state chiamate a parlare per prime due studentesse del locale Istituto tecnico che hanno raccontato l’esperienza del viaggio di solidarietà in Camerun e delle iniziative in corso per sviluppare concretamente quel progetto umanitario.

Non poteva esserci miglior prova del nuovo posto sociale conquistato dalle donne, nonostante tutto, frutto anch’esso della lotta di liberazione.

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