Balbettate, balbettate, qualcosa ancora si perderà

ACQUA

Ancora balbettamenti? Perchè non abbiamo capito che l’argomento acqua da non privatizzare è condiviso da tantissima gente? Forse su questo tema si potrebbe raggiungere il quorum.

E’ uno dei temi dove nell’opinione pubblica c’è una incredibile contraddizione. Quegli stessi che escono dai supermercati con enormi pacchi di acqua minerale a Roma , dove l’acqua del rubinetto è buonissima, poi in generale sono contro la privatizzazione dell’acqua per ragioni ideali e spero per solidarietà verso gli assetati dei continenti poveri.

Non capisco il balbettamento del PD su questo tema. In ogni caso, anche se il referendum non si vincesse, l’argomento è buonissimo per una educazione alla solidarietà e alla difesa delle risorse della terra.

ATOMO

Secondo balbettamento. Il nucleare.

Berlusconi ancora strilla il suo slogan, per giunta accanto all’”amico” Putin. Parla addirittura di traguardi temporali incredibili. Vorrei sentire un bel NO, a voce alta e sempre ripetuto. Impariamo dal caimano a ripetere i concetti buoni, ripetizione tanto più necessaria per noi che non abbiamo gli strumenti pubblicitari di diffusione del pensiero.

Mi si dirà che è vero che la gente non vuole le centrali vicino a casa, ma non si mobilita per contrastare le intenzioni governative perchè pensa che le faranno più il là, che le realizzazioni andranno alle calende greche, vedi Tav o ponte sullo stretto, che la gente si ribellerà, eccetera.

Intanto noi dovremmo puntare all’informazione. Finalmente oggi l’Unità ha dato la parola al nobel Rubbia, colpevolmente spinto fuori dall’Italia. Informazione sui pericoli, per esempio il problema delle scorie, tecnologie ultime o penultime, problema dei costi e problema dei tempi.

Perchè il PD non smette di balbettare e assume come consulente fisso il nobel Rubbia? Secondo me se si vuole risalire nel prestigio popolare bisogna puntare su temi chiari e insistere sapendo che ci vuole tempo per incidere nell’opinione pubblica, che bisogna lavorare per il lungo periodo.

Anche se non ci fossero pericoli, punto sul quale Berlusconi mobilita veri o supposti scienziati, i costi proibitivi e i tempi, rendono per l’Italia la scelta non accettabile.

FONTI RINNOVABILI

Altro balbettamento.

L’energia da fonti rinnovabili. Io sento, come tutti, il peso di questa crisi . Non sono competente e vorrei sentire i nostri esperti. Ci saranno certamente nel Pd degli esperti in economia, in fisica, in ingegneria, in chimica e non so in che altro. Vorrei che tra loro qualcuno mi dicesse se ha una valenza la mia idea sullo sviluppo futuro del mondo. Anche se non sono giovane penso al futuro, e vorrei che il Pd guardasse avanti.

Ecco la mia riflessione.

Possiamo diventare paladini di una nuova rivoluzione industriale, basata sulle fonti rinnovabili di energia? Ricordo di aver imparato che la prima rivoluzione industriale si è basata sul carbone e poi sul petrolio. Dal dopoguerra si è profilata la rivoluzione nucleare, mitizzata ma carica di ombre. Perchè non pensare che la terza rivoluzione industriale dovrà essere garantita soltanto dalle fonti rinnovabili di energia? Da incompetente a me sembra che questa sia la strada obbligata, quella che oltre a salvare il pianeta potrà far superare lo stallo economico e produttivo attuale. Oltre a migliorare la nostra qualità di vita.

Ditemi, per favore, se ho ragione e se sarebbe “popolare” e “innovativo” e “caratterizzante” per il PD uscire con forza su questi temi.

Avevo scritto che non ne potevo più. Poi ho aggiunto che bisogna poterne ancora. Che bisogna lavorare e aiutare ancora. Ecco perchè trovo il coraggio di buttare questo sasso nello stagno. Ho lo strumento nuovo del blog e me ne servo, sperando che qualcuno ascolti. Non voglio aspettare di fare un intervento ad una piccola riunione di circolo, dove, tra l’altro, l’ordine del giorno non lo prevederebbe.

3 pensieri su “Balbettate, balbettate, qualcosa ancora si perderà

  1. dove lo vedi il balbettamento del pd sull’acqua? Il nazionale ha deciso di presentare una petizione a sostegno di una legge che contenga le nostre proposte. Se invece il riferimento è al referendum, il nazionale effettivamente è più tiepido. e ha ragione ad esserlo, secondo me, ma anche se non l’avesse sarebbe comunque una posizione legittima, non credi? oppure pensi che siano legittime solo le posizioni che condividi?

    Ma se il nazionale è tiepido non lo sono i territori: come segreteria regionale del pd lombardo abbiamo deciso di sostenere i referendum (con il mio voto non favorevole, ma trovo la scelta legittima anche se non la condivido del tutto) e quasi tutte le province stanno facendo lo stesso. A titolo di esempio ti copioincollo la mail che ho ricevuto dal mio segretario provinciale (che è pure sindaco di un comune importante del milanese)

    “Le linee guida del progetto di legge su cui il PD sta lavorando esprimono quanto i comitati referendari chiedono: che l’acqua resti pubblica e che i Comuni e le Regioni possano deciderne la gestione, che vi siano delle tariffe agevolate e delle tariffe che incentivino al risparmio. A questo si aggiunge la necessità di regolamentare il servizio anche attraverso un’autorità che garantisca sull’efficienza e la qualità del servizio. E’ fondamentale che l’acqua, che ci serve come l’aria, resti di tutti. Per questo è importante unirsi ai territori e ai comitati referendari spontanei, che spesso sono nati grazie all’apporto dei circoli del Pd, per difendere un diritto fondamentale, l’accesso all’acqua come bene pubblico.” Roberto Cornelli – Segretario del PD Metropolitano Milanese

    Siamo passati da un partito che accettava dai suoi leader tutto anche le cose più deprecabili (- papà i sommergibili volano; – no figliolo; – ma l’ho letto sul giornale; – quale giornale?; – l’Unità; – beh, allora volicchiano) ad un partito in cui si criticano i leader anche quando non è necessario. Se devo scegliere, preferisco il primo.

  2. Pingback: Ancora sull’acqua, una goccia « Il blog di Teresa Vergalli

  3. E sll’immigrazione? e sulla globalizzazione? e sulle responsabilità personali e di sistema della crisi finanziaria? e sulla delocalizzazione? e sulla perdita di importanza e di significato del lavoro? e sulle donne? e sui circoli di potere? e quanti altri balbettamenti potrebbero essere elencati

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