Posso permettermi di criticare?

Non so perché,ma da un po’ di tempo mi danno fastidio gli slogan propagandistici del PD.
Mi  chiedo:  che razza di pubblicitari abbiamo?  Possibile che non venga fuori qualcosa di più incisivo, di meno moscio, di meno sottovalutante?
Bisogna farci più attenzione, ora che ci stiamo avvicinando ad una nuova e dura campagna elettorale.
Prima degli ultimi scandaletti del caimano mi aveva deluso una serie di frasi che cito soltanto a memoria. Dicevano  all’incirca  così:  “Berlusconi, smettila di pensare solo ai tuoi problemi, occupati dei problemi dell’Italia.”


Era come se il PD si mettesse in ginocchio a supplicare! Come a dire: ti prego, ti prego, grande capo, guardaci un po’ anche noi, ascolta anche noi, pensa ai problemi della gente, ecc.
Non poteva esserci qualcosa di più combattivo? Le frasi più o meno di questo tipo erano ben riquadrate  nelle pagine dell’Unità, ma le ho viste anche in manifesto sui muri di via Labicana e su alcuni  bus cittadini.
Dopo quella serie ecco comparire l’attuale frase del “rimbocchiamoci le maniche”. Per fortuna che Bersani  ci aveva invitati a non guardarci l’ombelico. Più guardarsi l’ombelico di così, non è possibile. Perchè la frase è rivolta a noi, noi del PD, siamo noi che dobbiamo rimboccarci le maniche. E’ vero che tocca a noi, ma c’era bisogno per chiamarci a raccolta di spendere soldi e spazi (anche in un depliant che ho trovato  ora dentro una rivista), non c’erano altri canali, che ne so, i famosi circoli, la rete, la posta,  i messaggini, eccetera?  Le frasi  “pubblicitarie” rivolte al pubblico sono costose e non vanno sprecate così.  Tra i tanti begli argomenti del nostro programma, non si poteva tirarne fuori uno chiaro e trascinante da mettere in prima luce?   Per esempio il lavoro, i giovani, la scuola?
Senza contare che può creare sensi di colpa o  sensazione di esclusione a tutti quelli che vorrebbero far qualcosa di utile, ma che non se la sentono o non possono rimboccarsi le maniche per una mobilitazione che appare muscolare, fisica,  tipo maratone casa per casa,  volantinaggi,  giornate ai gazebo, attacchinaggi di manifesti.
E passo all’altra frase che si accompagna al “rimbocchiamoci” e che speravo fosse stata messa da parte. E’ quella della “pazienza finita”.
A me fa pensare che finora questa opposizione è stata  troppo paziente. Cioè immobile, attesista,   addirittura passiva.  Chi ha pazienza ha anche un po’ di fiducia verso l’oggetto della pazienza. Ci si aspetta un risveglio, una risposta, una attenzione. La si piatisce, si piagnucola.
Insomma. Non mi sembra giusto che una opposizione  sia paziente. Se è opposizione non può essere paziente.
Da  ultimo, e voglio fermarmi, salta fuori questo “porta per porta”. Mi suscita repulsione se non altro  l’assonanza con quel brutto “porta a porta” dell’insetto Vespa. Si poteva almeno dire “casa per casa”. Ma voglio entrare nel merito. Chi, oggi, ti apre la porta? Capisco che è una parola d’ordine da prendere alla larga, cioè come dire che bisogna andare a parlare a tutti,  nei posti dove c’è la gente. Il che , oggi, è difficile. Dov’è la gente, oggi? Dove si può iniziare una conversazione, entrare in una polemica, attaccare bottone? Sulla metropolitana? Nei supermercati? Ai mercati rionali? Davanti alle scuole? Nelle palestre?  Sono tutti luoghi dove si può e si deve andare, ma dove è una scommessa riuscire a farsi ascoltare e dove  sarebbe bene andare con  degli efficaci volantini, non troppo scritti e con slogan chiari, efficaci, studiati sul posto, cioè mirati per quel pubblico.
Ovviamente i circoli ripiegano cercando di organizzare assemblee, riunioni più o meno interessanti, alle quali, probabilmente viene solo chi è abbastanza vicino o già schierato.
Ecco perchè gli slogan, cioè quelli che chiamavamo parole d’ordine, debbono essere meglio studiati, le comparsate televisive meglio preparate,  i volti nuovi meglio utilizzati, le vie di comunicazione  mediatiche meglio battute.
A proposito di rimboccarsi le maniche, anche se non andrò porta a porta o ad attaccare manifesti, ci sarò con le email,  col blog, coi messaggini, con le telefonate, con le amicizie, con la famiglia il parentado i vicini di casa  e le conoscenze, coi professori e i ragazzi delle scuole . Anzi, chiedo  anch’io che ci siano le primarie  per i prossimi candidati al Parlamento, perchè  vorrò esserci  in servizio al seggio come le altre volte, dalle otto alle otto , e se necessario anche oltre.
Adesso spero che domani sera Bersani,  – che è una brava persona e l’unico capo di partito nominato da milioni di persone, –  nel programma di Fazio e Saviano, tiri fuori un po’ di grinta combattiva  se vuole avere anche un po’ più di carisma.

6 pensieri su “Posso permettermi di criticare?

  1. Anche a me la campagna del PD ha lasciato perplesso. Non si capisce a chi parla. Agli elettori del PDL? A quelli che non vanno a votare? Agli indecisi (che sarebbe il target preferenziale di qualsiasi campagna politica)? Agli elettori del PD?
    Hanno voluto usare frasi di tutti i giorni (“rimbocchiamoci le maniche” “la pazienza è finita”) per allontanarsi dal linguaggio politico e usare un linguaggio che teoricamente “ingloba” anche chi è lontano da questo partito. Ma sono in grado questi messaggi così tangenziali di instillare qualche dubbio negli elettori che vorrebbe conquistare?
    Ho forti dubbi in merito.

  2. Carissima signora il suo post è molto interessante, un’analisi sensata e perfettamente condivisibile.
    Se proprio deve essere propaganda, fatto che non mi piace e mi rievoca passati e presenti spiacevoli ricordi, almeno che sia fatta bene.

    Silvana

  3. ATTENZIONE !!!
    IL SITO CHE LINKA MARA “GIOVANI DISPOSTI A TUTTO” SCARICA UN MALWARE CHIAMATI FORCEFIELD.EXE
    NON CLICCATE SUL LINK DI MARA

  4. L’ho vista ed ascoltata ieri sera all’Infedele. Ho due anni meno di Lei e sono iscritto all’ANPI di Piacenza (non avevo ancora l’età per combattere nel 1944). Mio padre, antifascista per tutto il ventennio, fu imprigionato, Io collaborai con diversi distaccamenti partigiani. Ho scritto anch’io qualcosa sulla Resistenza. Mi piacerebbe corrispondere con Lei.
    Frattanto, complimenti.

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