Donne, Donne, Donne

Ecco la risposta.

Ci veniva chiesto come mai gli italiani sopportassero tanta vergogna. Ora si è visto. Le italiane, le donne, non sopportano, non sopportano più.

Io in piazza del Popolo ci sono arrivata presto, quasi un’ora prima dell’appuntamento e già c’era una bella folla.  Mi sono fermata alle prime file, davanti al palco. Alle mie amiche, tre gruppi diversi, è stato impossibile raggiungermi. A stento siamo andate a messaggini. Sepolte in quel mare femminile, colorato, fantasioso. Accanto a me una signora aveva preparato tanti cartoncini rossi con frasi diverse, tutte ironiche, divertenti o indignate. Ce le distribuiva per alzarle alte, perché oltre alla voce collettiva di quel mare, si alzassero anche le  voci individuali, come a dire che basta silenzio, basta essere indignate una per una, basta essere sole.

Già due settimane prima qui  nel quartiere avevamo chiamato le  donne ad un convegno o seminario sul tema dei diritti, o meglio, della parità. Il programma era interessante, ma la partecipazione ci ha sorprese.  E’ stata la prova che non se ne poteva più. Come se donne e ragazze non aspettassero che di essere chiamate.  Per uscire dall’apatia, dallo stordimento.

Sia in Piazza  del Popolo che nel nostro appuntamento alla Sala Rossa del Decimo Municipio, si è vista la fantasia e l’originalità che le donne sanno tirare fuori. Che emozione quel minuto e mezzo di silenzio (in televisione non s’è sentito, credo disturbato dal ronzio delle apparecchiature). Non sono facile alle lacrime, ma ho fatto un po’ di fatica a resistere. Poi tutte quelle mani alzate, quel grido. Le mie mani piene di rughe accanto alle altre morbide e dalle unghie perfette. Una ragazza bellissima di colore sorrideva felice e i cameramen nemmeno la cercavano, forse perché tutte, lì, erano belle, occhi, sorrisi,  braccia e mani. E voci e canti.

E una sorpresa.

Sul palco, tra le giovani attrici che leggevano i messaggi, c’era anche Rosa, la mia cara Rosa Sironi, quella che mi interpreta nello spettacolo “Annuska”. Quella che nella nostra Sala Rossa    ha presentato  ognuna delle relatrici  leggendo un brano,  poetico o no, ma coinvolgente, anticipatore.  Anche noi ci siamo servite delle proiezioni,  – importanza della tecnologia – , perché le parole delle donne possono essere anche immagini. In piazza c’era il maxi  schermo e la musica. Nel nostro incontro abbiamo fatto scorrere le foto bellissime di Villa Borghese e di Villa Torlonia, che il tenace lavoro di Alberta ha trasformato e ancora sta trasformando. Dove c’erano ruderi e degrado ci sono notevoli edifici e accoglienti giardini per la cultura e il riposo. Altro regalo ci ha fatto Elisabetta,  col suo commovente film,  già premiato a rassegne e feste del cinema, sulla dolente realtà  dei bimbi delle carcerate.

Dopo Piazza del Popolo credo che ci sarà un seguito di organizzazioni stabili e di iniziative . Le aspetto. Le spero.

Anche dopo il nostro incontro del 28 gennaio ci sarà un seguito. Una pubblicazione ormai pronta, sponsorizzata  ncora dalla Provincia. Un allargamento della nostra primitiva unione “Oltre Lisistrata” da collegare, federare, unire alle altre realtà associative femminili. Insomma usciremo finalmente dal silenzio per dare una sveglia all’Italia, per  la nostra dignità e  per combattere   la  ancora  impervia  battaglia della parità e dei diritti.

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