Bandiere

7 maggio, sabato

Periferia di Forlì, villette o palazzetti tra giardini e piccoli parchi. Ai balconi discreto numero di bandiere. Rimaste dall’omaggio ai 150 anni o al 25 aprile o al primo maggio.   Sul balcone di una villetta ne sventola una, fresca  e grande. Il balcone è di quelli importanti di una volta, cioè centrale sulla facciata, proprio sopra il portoncino  d’ingresso. Accanto alla bandiera, appoggiata come in attesa o in pigro riposo festivo, c’è una donna. Una donna colorata, con quegli abiti etnici verdi gialli  rossi e marrone, violentemente allegri, con uno scialle altrettanto colorato e fantasioso, il volto bruno, bello e assorto.

Che Italia! Bandiera tricolore e donna  italiana di colore. Almeno così mi piace sperare.

Più oltre, a Cesena, Biblioteca malatestiana, rimasta intatta dalla metà del XV secolo. Le foto o il filmato danno soltanto una pallida idea di quel tempio della memoria. Ti affacci  e sei  afferrato dall’emozione. La luce, l’armonia, il silenzio, la percezione di quei grandi volumi incatenati sotto i banchi a schiera. Infine percepisci  i colori.  Le volte del soffitto verdi, il corteo delle colonne bianche e il pavimento  rosso, di rossi antichi mattoni.

Alla metà del ‘400 qui era già nato il tricolore.

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