Bisogna saper vincere

Non ho fatto in tempo ad abituarmi al sorriso che debbo tornare alla ruga dell’indignazione. La vicenda Concita de Gregorio e Unità non mi convince nemmeno un po’.  Prima di tutto perché viene fatta fuori un’altra donna. Dopo la Perina e dopo che dappertutto si vede come le donne giornaliste sono brave sia in TV che in carta stampata. Persino negli anni del Risorgimento c’erano donne giornaliste e scrittrici coi fiocchi, vedi la Margaret Fuller e la Cristina Trivulzio, che già competevano molto bene coi maschi di allora.   Bene, siamo sempre al trionfo del maschilismo.

Secondo motivo, il più bruciante. Mi possono raccontare ogni motivo e ogni cavillo, ma nessuno mi toglie dalla testa che agli occhi di qualcuno Concita ha alcune colpe principali. Primo. L’aver tanto sostenuto la strada delle primarie, anche con iniziativa propria. Le primarie fanno vincere nomi e persone nuove e non premiano le vecchie croste, anche se con ricco passato politico. Seconda colpa aver fatto parlare tutti, anche i Civati, i Renzi e gli Scalfarotto. Terza colpa. Il grande ruolo avuto nell’appoggiare il “se non ora quando”, con tutte quelle adesioni e quei profili  femminili eccezionali. Qualcuno deve avere un sottopensiero ben nascosto  tipo “ Ma cosa vogliono queste donne? Pensano proprio di prendere i nostri posti?”

Ultima colpa, – e ci metterei la mano sul fuoco anche se nessuno l’ammetterà mai, –  è quella invettiva di  Francesco Piccolo contro D’Alema. Subito lo stesso giorno il grande Baffino ha protestato dicendo che “l’Unità” lo aveva attaccato, sebbene ci fosse una bella firma sotto a quel pezzo. Ebbene, ancora è così. Toccare Baffino è come toccare i fili dell’alta tensione.  Aggiungerò che, leggendo quel pezzo mi sarei precipitata ad abbracciare chi l’aveva scritto. Quindi, è ancora proibito pensare in modo diverso, per esempio non aver fiducia in Casini e se permettete nemmeno in Fini, senza poi contare Rutelli.

Ultima considerazione, dopo aver letto su “I Mille” una infinità di commenti.  La carta stampata oggi ha un ruolo ben diverso da un tempo. Non solo perchè c’è la TV, le ormai tante TV, ma internet e radio e varie strade tecnologiche per il passaparola.  Quindi credo sia giusto che i giornali di carta siano sempre un po’ “del giorno dopo”, cioè abbiano approfondimenti e commenti. Se mai inchieste. E su questo la piccola Unità ha fatto la sua parte. Anche con i Reichlin e le Serracchiani.  Per le inchieste ci vogliono soldi e persone, e ci vogliono anche voci di suggeritori, cioè denunce. Chi aveva amici importanti le ha fatte?

Al calo delle vendite influiscono molte cose, anche la concorrenza del Fatto, così urlato e scandalistico. E di Repubblica, che regge, per fortuna,  ed ha una sua forza. C’è chi va su internet, chi non ha tempo di leggere, chi si contenta dei giornaletti gratuiti che a volte fanno pietà e chi non ha gli 1,2 euro ogni giorno. E si fa bastare la TV. Eppure le parole scritte hanno il loro peso e debbono essere difese. Ciò che è nero su carta, resta a testimonianza e a patrimonio per il dopo.

Sul ruolo di Soru non saprei. Forse si è stancato di dare una mano a quelli che non hanno fatto nulla a suo tempo per sostenerlo. Ci ricordiamo la campagna elettorale in Sardegna? Chi è andato all’ultimo momento e a dire che cosa? E faccio una domanda, visto che il comunicato congiunto di oggi tra  Direttore ed Editore non mi è stato chiaro,  adesso chi è il proprietario? Che si fa dei tanti giornalisti e delle tante giornaliste che vi lavorano?

Siccome tutto pare andare tanto in fretta, cioè a precipizio,  aspetto domani.

Unica piccola speranza è la Comencini che vuol portare avanti il movimento delle donne.  Se ancora qualcuno volesse minimizzare, deve ammettere che è grazie a quelle piazze se i nuovi sindaci hanno buttato alle ortiche le quote rosa e hanno abbracciato il pari e pari.  O quasi.

2 pensieri su “Bisogna saper vincere

  1. Ciao Teresa, è sempre un piacere leggerti e sentire vibrare la tua passione politica! Anch’io mi sto interrogando con delusione e rammarico sulla vicenda de l’Unità che ha improvvisamente cambiato direttore e ci ha lasciato un po’ orfani.. di Concita. Non mi piace la scarsa chiarezza, non mi piace l’idea che possano essere intervenuti dei “niet” dai politici più o meno stagionati, non mi piace la nuova impostazione del giornale che adesso leggo meno volentieri. Sto impegnandomi con la Tavola della Pace (www.perlapace.it )sia sui progetti per le scuole che per il prossimo Forum “1000 giovani per la pace” a Perugia il 23-24 settembre, subito prima della Marcia che sarà il 25. Visita il sito, sono certa che ti piaceranno i progetti e la radicalità delle posizioni contro la guerra. Un abbraccio. Fiorella Ferrarini

  2. A Fiorella chiedo se può dirmi qualcosa sull’esito delle iniziative delle donne del 24 e 25 settebre. Ci dovevano essere i due treni dai capi dell’Italia e l’assedio del Quirinale in nome della richiesta di coerenza con il dettato costituzionale del ripudio della guerra. Si che l’assedio non c’è stato e che tutto si è risolto solo con l’ammissione di una delegazione delle donne al Presidente Napolitano senza nulla dire selle proposte e soprattutto della risposta. Poi si doveva andare il giorno dopo alla marcia Perugia Assisi , ma dalla cronache, stampa, etc. nulla si è saputo di specifico circa la loro partecipazione. Come è possibile che si accetti senza reagire, nemmeno con un’interrogazione o comunicato stampa, a tale discriminazione mediatica? Quelli che seguono e sostengono le vs iniziative liberatrici possono pensare as un vs fallimento o a un ripiegamento su vecchie posizioni subordinate e attendistiche di cui adesso non c’è proprio bisogno.

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