Piera Galassi, partigiana Gloria

Mercoledì 20 luglio a Cervarezza ho incontrato Gloria.

Non siamo più le stesse persone di tanti anni fa. Ovviamente sessantasei anni nel passare lasciano mille segni. Lei è ancora bella nei suoi 88 anni. Testa bianca rasata corta. Solo il profilo mi ricorda qualcosa.

La nipote Irene trova una foto di quella lontana stagione di dolore armato. Ci sono loro tre ragazze di Cervarezza, Gloria, Kira e Barbara. In primo piano, l’ultima imbraccia un’arma, che io non riconosco per incompetenza e  anche a causa della foto sfocata. Irene me la manderà per email. Le due ragazze, sebbene fossero più giovani, se ne sono già andate. Questo mio viaggio del ricordo è spesso un sentiero di vuoti lasciati, di ragazzi e ragazze che c’erano e non ci sono più, ancora vivi soltanto nel ricordo e in vecchie foto. Anche Gloria, come me, ha soltanto poche immagini in memoria. Anche lei, ritornandoci, non ha riconosciuto Vetto,  dove pure ha passato moltissimi mesi, inverno compreso, di quella stagione armata.

Anche lei non ha mai avuto armi. Anche lei aveva solo volontà e forza sulle gambe e idee nella testa. Andava, a volte nella neve, di qua e di là tra i boschi e le scarpate, a volte inseguita dagli spari e dagli agguati, ma solo per dare allarmi od ordini e il più delle volte per parlare alla popolazione, donne e uomini, su democrazia, libertà, giustizia.

Vorrei riflettere su questa generale opera educativa svolta in quei mesi dalla Resistenza. Infatti anch’io facevo, sia in pianura che in montagna, questa grande battaglia di alfabetizzazione al futuro, compresa l’idea  di repubblica. Come tante altre donne staffette, per esempio Mimma, Maria, Piera, Bruna, le prime che ricordo. Altrettanto facevano i Commissari, sia i comunisti che i cattolici o socialisti.

Ha ben ragione Calamandrei a dire che se volete sapere dove è nata la nostra Italia repubblicana, dovete andare su quei sentieri, su quelle tombe, su quelle valli. Aggiungo io, anche nei vicoli e nei rioni di villaggi e città. Sarebbe bene ricordare sempre, che ci fu allora una vera simbiosi tra pensiero e azione. La guerra e l’ideale. Noi ragazze quasi sempre eravamo il pensiero, cioè le portatrici delle nuove idee, in altre parole  le insegnanti di democrazia.

Gloria era già maestra, io non ancora.

2 pensieri su “Piera Galassi, partigiana Gloria

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