I neutrini sono donna?

 

Sono in ritardo nell’annotare queste riflessioni.  Stavo crogiolandomi nella contentezza dell’essere stata sabato passato, il 17 settembre, sotto il Gran Sasso a vedere i grandi laboratori di Fisica Nucleare. Grande emozione quelle enormi gallerie. Bellezza fantascientifica in quei misuratori che sono in sostanza enormi trappole alla caccia di entità tanto piccole quanto uno zero-più-un-quasi niente!

Ecco che proprio ora tutti parlano di quei neutrini così sfuggenti e difficili.

Protagonisti nomi di uomini: Dario Autiero, Antonio Ereditato, Sergio Bertolucci, Roberto Petronzi. Sono bei nomi di scienziati italiani che meriterebbero echi e gratitudine. Sarebbe bello che si parlasse più di loro che dei Tarantini-Lavitola-Milanese-ecc.

Io però aspetto che si mettano in luce anche i nomi di donne altrettanto protagoniste.  Oggi finalmente su Repubblica, Elena Dusi fa parlare anche Lucia Votàno, che dirige i laboratori del Gran Sasso dal settembre 2009 e che racconta delle prove e controprove.  Bisognerebbe parlare anche di Fabiola Gianotti, che sta al CERN di Ginevra,  dove coordina il progetto ATLAS, e da dove vengono sparate le sventagliate di neutrini che il Gran Sasso si dà da fare per catturare.

Altra donna, signora della fisica, è Luisa  Cifarelli,  che da Aprile di quest’anno è alla guida dell’European Physical Society oltre che della Società Italiana di Fisica.  All’elenco c’è da aggiungere Angela Bracco che dal 4 agosto di quest’anno è stata eletta presidente del Nuclear Phisics European Collaboration Committee.

Nemmeno è finito l’elenco. Di un’altra donna ci ha parlato, proprio lì sotto il Gran Sasso, il giovane laureato Marco, che tanto appassionatamente ci illustrava funzioni e risultati di macchine  e persone. Ci ha parlato di Rita Bernabei, attualmente insegnante all’università di Tor Vergata, che  ha condotto con il rivelatore DAMA-LIBRA la caccia alla materia oscura, un vento di particelle che ruota attorno alla galassia. La ricerca ha dato esiti non conformi ai modelli teorici e se sarà confermata da paralleli esperimenti americani, è certamente meritevole di premio Nobel.

Quindi auguri fortissimi a questa Rita, che non solo insegna qui vicino, non solo ha anche una laurea in matematica, è nata nel ’49, gli anni di liceo li ha frequentati all’ ”Augusto”, qui vicino, piazza Ponte Lungo.

Ma chi sono queste altre donne?

Lucia Votàno è poco più che sessantenne, ha un figlio trentenne, laureata a Roma alla Sapienza, percorso di ricerca iniziato a Frascati e poi nel mondo. Ho trovato un’intervista, dove dice che la vita famigliare e la vita lavorativa devono coesistere in ambiti paritari. Quando era a Frascati il bimbo piccolo lo portava al nido dei laboratori, ma ammette che in carenza di servizi, oltre il padre,  hanno aiutato i nonni e le zie.

Luisa Cifarelli proviene dall’Università di Bologna. Era a Ginevra quando le è nata la bimba, nel 1982, e ottenne  di farsi portare a casa un calcolatore connesso al Cern per poter lavorare senza problemi di orario. Racconta che i colleghi maschi cortesemente fissavano le riunioni compatibilmente con gli orari delle poppate.

Di Fabiola Gianotti ho trovato su internet un video con una sua intervista. Ha un aspetto molto gradevole e giovanile. Ho trovato che ha anche un diploma di Conservatorio in pianoforte.

Di Angela Bracco trovo solo una piccola foto sorridente.

Non ho trovato niente sul privato delle altre. A dire la verità ho smesso di cercare. Mi sono chiesta come mai sento il bisogno di queste intromissioni. In altre parole perché non mi viene in mente di cercare quanti figli ha questo professor Antonio Ereditato, o  l’altro scienziato Dario Autiero. O addirittura Carlo Rubbia o Zichichi, che sono i padri creatori di questi progetti.

La mia curiosità, che credo condivisa da molti, è un sintomo di quanto sia profonda la frattura tra il mondo femminile e quello maschile.  Bisognerebbe ricordare di più che mentre nel 1965 le studentesse di fisica erano il 20 per cento del totale, oggi sono quasi il 50 per cento. Che attualmente nell’esperimento del Gran Sasso  le ricercatrici sono il 25 per cento del totale. Ed anche che al progetto Atlas al Gran Sasso stanno diventando numerosi i congedi parentali richiesti dai padri, a controprova che la famiglia deve avere lo stesso peso del lavoro anche per il genitore maschio e scienziato.

3 pensieri su “I neutrini sono donna?

  1. Credo che sia il pensiero il veicolo più veloce e di immediata contemporaneità di messaggi: Ogni scoperta quantificabile empiricamente e concretamente viene sempre partorita dalla capacità del pensiero di attraversare e scrutare anche nell’apparente nulla. Se sia maschio o femmina, uomo o donna o altro di meraviglioso non importa. Importante è, a mio parere, che la ragione ne comprenda le scoperte e le sviluppi per il bene dell’umanità pensante.

  2. Non riesco a trovare nrllr biblioteche il libro “srtorie di una staffetta partigiana” di …Maria Teresa Vergalli. Non mollerò e intanto mi sino cipiato le 14 pagine della relazione.

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