Lividi e botte

Un momento pacifico del 15 ottobre

Un momento (ancora) pacifico del 15 ottobre

Da ieri sono tutta un livido. Ho preso botte nel morale, nello spirito, nella speranza.

Mi ci vorrà un po’ per ritornare agli incontri convegni e conferenze per aiutare la riflessione e far intravedere una rinascita.

Due domande e due risposte.

Perché da noi gli indignati sono enormemente più numerosi che altrove? Non solo per l’orizzonte nero e per le colpe della finanza. Noi abbiamo un di più. Siamo nelle mani di due persone veramente speciali. Il primo che si pavoneggia playboy. E mi fa venire simpatici i playboy di una volta. Penoso, flaccido pieno di soldi e di processi. L’altro, vincitore del campionato mondiale di sbadigli, che viene definito dalla Santanchè – che lo conosce bene –  un maalaatoo, un maalaatoo!  Un maalaatoo!  Ammetto anch’io che questi due motivi aggiungono un bel carico sulla bilancia dell’indignazione.

I giovani indignati, però, hanno poca esperienza, sanno pochissimo di politica e di manifestazioni. Bisogna lasciare loro la piena autonomia, anche di riflessione. Ma qualcuno si  diverte a inserirsi. Allora io parlo ai belli della Fiom che sono andati lì in vetrina,  a fare i primi tra gli  indignati. Non avevano niente da proporre o da offrire in fatto di servizio d’ordine? E Rifondazione, con tutte quelle bandiere rosse?

E vengo ai neri.

Intanto erano non centinaia ma migliaia. Nessuno li ha visti? Eppure si mettono la divisa nera, il casco nero, gli zaini pesanti. (Credo che il necessario per le bombe carta, i petardi o le maschere antigas abbiano un ingombro o un peso). Quanti saranno stati gli stessi di Genova G8? Quanti quelli delle curve sud o nord? E cosa avranno mai, immagino, sotto i caschi, cioè dentro la testa?  Credo che questi neri siano proprio il prodotto della non-cultura, della violenza più gratuita, dell’autoesaltazione. E di non-cultura, purtroppo, in questi anni ne abbiamo lasciata crescere parecchia. Credo che se gli chiedi  il perché si sentano in diritto di prevalere,  direbbero perché siamo i “mejo”, o “ i meglio” in chissà quale altro dialetto. E perché siete i meglio? Credo che direbbero: perchè siamo NOI. Siamo NOI.  Solo questo. Centro del mondo. Egoismo, egocentrismo, prepotenza pura, cioè il nulla. Giustamente gli altri, i ragazzi ingenui e puliti, gli hanno gridato “fascisti”.  Infatti questo è fascismo, perché  fascismo è violenza. Violenza pura, violenza e basta.

Un’altra riflessione. Per salire sulla pensilina dell’hotel di via Cavour, a gesticolare e a bruciare le bandiere dell’Italia e dell’Europa, ho visto una scala a pioli. Dove l’hanno trovata?   Vuol dire che si erano preparati prima. Avevano studiato percorsi e obiettivi, studiato come e dove divellere i sanpietrini e tutto il resto. Forse un po’ di intercettazioni anticipate avrebbero potuto servire.

Come ne usciremo non lo so. Mi viene soltanto in mente la frase “un passo avanti e due indietro”. È dura continuare ad essere speranzosi od ottimisti. È dura aver voglia di impegnarsi ancora.

Un pensiero su “Lividi e botte

  1. Brava Teresa! Checchè ne dicano o diranno i politici e commentatori del…giorno prima, la gente onesta presente e gli spettatori in contemporanea e del giorno dopo hanno visto e patito che la manifestazione ha dimostrato che la violenza fisica si può isolare e bloccare (impedirne cioè l’innesco di contagio). Lavoratori protestanti e poliziotti/e… precettati hanno, insieme, impedito quella che, nelle menti ottuse del governo e in quelle schioppate dei facinorosi, poteva per l’uno e doveva per gli altri essere una disastrosa contaminazione. Non ce l’hanno fatta! Il governo ha dimostrato la nudità della sua cinica impotenza e ai facinorosi è rimasto lo squallore della penosa permessa esibizione. Bocciati tutti e due! Adesso entrambi dovranno fare i conti con le incalzanti denunce dei presenti e le montanti richieste della piazza.L’unione dei lavoratori nella resistenza attiva, intergenerazionale, è cominciata il 15 ottobre 2011 qui da noi in Italia.
    Evviva la resistenza antifascista! Evviva il …partito degli “sfascisti”, di tutti quelli cioè che hanno capito cos’è e dov’è l’agglomerato faccendario e liberticida da sfasciare.

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