E’ appena passato l’8 marzo

E’ appena passato l’8 marzo. Cioè, passata la festa, gabbato…ecc. Che poi non è mai stata una festa.

Passata la festa vien fuori il “quid” di Angelino Alfano. L’avete sentito in veste ormai elettorale con l’elmo da combattente. Ha detto: se vince la sinistra avremo i matrimoni gay, che minacciano la famiglia. Chissà mai come faranno a minacciare la famiglia. Mah ! Poi ha subito tirato fuori la voce pateticamente sottile: – E quando nell’ecografia si vede un piccolo cuore pulsare, ricordate che quello è il cuore di un bambino…!

Che bella espressione. Pare una poesia. Invece, ecco, ci siamo. Ci si vuole sempre intrufolare nella pancia delle donne. Prima per il piacere e dopo per il potere. Come a ricordare che la legge sull’interruzione della gravidanza è da cancellare. Come a ricordare che del corpo delle donne sono sempre padroni loro, gli uomini, con la maschera della finta dolcezza.

Vogliono decidere loro? Sperano di ingannare anche le stesse donne?

E’ un gioco vecchio, vecchissimo. Anche quelli che le accoltellano perché tu sei mia e non devi essere di nessun altro. Ti accoltello e  ti ammazzo perché ti amo. Non sei contenta di questa grande prova d’amore? Qualcuna ci casca. Mi picchia perché è geloso, è geloso perché mi ama.

Anche Angelino, angelicamente ama quella piccola cellula embrionale, salvo poi non fare nulla per la donna in carne e ossa pensieri e lacrime,  che quell’embrione contiene. E non fare nulla  per le famiglie che i figli li hanno o li vorrebbero e  chiedono nidi, scuole e case  e sussidi e lavoro, ne’ per le tante mamme sole. Come se non bastasse che in certe regioni riuscire a interrompere una gravidanza è una impresa quasi impossibile a causa degli  obiettori di coscienza, spesso ipocriti e opportunisti. Come se non bastasse il sopravvivere di  questa archeologica cultura della inferiorità della donna e della pretesa di predominio che ne consegue, con la degenerazione del possesso.

Caro Angelino, se non è zuppa è pan bagnato. Anche tu sei come quelli che le picchiano o le accoltellano. Le donne sono tue?  Sul loro corpo vuoi essere tu a decidere? Voglio ricordarti le strofe di un antico canto di lotta: “ Se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorar”. Ecco, prova, mentalmente, a metterti   un corpo di donna e a dover decidere dolorosamente una cosa tanto intima e tanto gravida di conseguenze. Prova a immaginare il dolore e poi anche il rimpianto.

E dopo  vai a fare il possibile affinché  tutti i bimbi possano nascere nella gioia e nella certezza di un futuro, con due genitori oppure uno solo, o  magari adottati, perché no, da una felice coppia gay .

2 pensieri su “E’ appena passato l’8 marzo

  1. sono pienamente d’accordo con te cara Teresa, anche questa è violenza contro le donne. Il solito problema di volerci gestire, di avere paura della nostra libeertà.. andiamo avanti perché molte donne per le ragioni più svariate mancano di questa consapevolezza. A presto.

  2. Provare a mettersi nel corpo di un altro, di un’altra, nei suoi sentimenti del momento ( quanti giornalisti imbecilli sentiamo chiedere ai parenti affranti da dolori irreparabili per la perdita dei propri cari ” cosa prova, come si sente, cosa ne pensa…”, e altre idiozie del genere), è quantomeno un doveroso atto di intelligenza quando non si possiede la capacità di sentire subito con il cuore e con la mente il dolore, la gioia, la timidezza e l’entusiamo altrui.
    Tutto ciò si chiama avere “rispetto”, il contrario di quello concepito da Alfano e dai pari suoi, che il rispetto credono sia una cosa dovuta dagli altri a loro stessi in ragione della loro potenza, che spesso è solo prepotenza e sfrenata ambizione di egoistico. Spesso questi indivividui si riconoscono dal fatto che “pretendono” rispetto. Si sono…sacrificati – a chi?- a fare i “ministri” della Giustizia, dello Sviluppo Economico. etc. etc. !!!). Si sono ritirati dal potere solo per esercitare il ricatto per averlo ceduto quando le conseguenze delle loro malefatte sarebbero diventate chiare anche agli occhi degli stupidi.
    . Per quel tipo di individui la società viene vista e voluta solo come accondiscendenza e asservimento alla loro o r d i n a t i s s i m a visione
    accentratrice e ogni momento e fase storica sono buoni per ritentare quella
    sopraffazione.
    Noi non proveremo mai a metterci nei loro panni perchè, con Antonio Gramsci, abbiamo capito che sono ” così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire”.

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