Ridere o piangere

Non so se c’è più da ridere o da piangere sull’episodio del Liceo Righi.

Il consiglio d’Istituto ha rifiutato alla centenaria partigiana Giovanna Marturano di parlare all’assemblea. Cinque contrari compresa la preside e quattro astenuti. Onore all’unica prof  favorevole assieme ai cinque studenti.

La cosa più sorprendente è la motivazione accampata dalla dirigente.  Che un’assemblea del genere poteva aver luogo solo “dopo un percorso culturale appropriato”. Gli insegnanti che hanno detto no e quelli che hanno detto ni, non so come possono sentirsi. Che forse non spetta proprio a loro far svolgere ai ragazzi quell’“appropriato percorso culturale”? Che forse non spetta loro il dovere di insegnare?  Tra l’altro sono pagati, anche se non troppo lautamente, proprio per insegnare.  Dove erano la preside e i professori nei mesi passati? C’è stato il centocinquantesimo dell’unità d’Italia, la giornata della memoria, l’anniversario delle Fosse Ardeatine e il 25 aprile. Più occasioni di così, per quell’appropriato percorso culturale, non si possono immaginare. Giovanna ha cento anni di vita da raccontare, sa tutto del fascismo, delle carceri, del confino, della guerra per la libertà, ed anche delle lotte nella democrazia per i diritti. Poteva essere occasione per colmare molti vuoti.

Motivazione più terra terra, invece, è stato il timore del  ripetersi di quanto successo all’Avogadro, dove il partigiano Bottazzi è stato contestato con gazzarra e insulti. I gagliardi ragazzotti di destra, così aitanti e palestrati, hanno questi di argomenti. Togliere la parola, come la toglieva Mussolini. Usare la prepotenza, pronti a passare alla violenza. Siamo ancora al credere ubbidire e combattere.

Di questi gagliardi nostalgici del gagliardetto si è  avuto paura? Ma quanti sono al Righi? Non mi pare che siano maggioranza, visto che gli eletti nel consiglio sono quelli che hanno proposto l’invito. E non è forse anche compito degli insegnanti pretendere il rispetto e la libertà di tutti, pretendere il rifiuto della violenza? Cioè – parola antica – educare alla democrazia?

Hanno avuto paura di Giovanna.  E qui mi viene da ridere, ad immaginare la scena.

In mezzo agli studenti, sarebbe stato addirittura difficile vederla, quella donnina che ha da poco passato i cento anni. Difficile addirittura vederla. Almeno all’arrivo.  O dietro al microfono.  Così piccola da sembrare una bimba, se non fosse per quella zazzera bianca ribelle e allegra, per il visetto arguto e ridente, lo sguardo  vivo e fermo. Loro così grandi e lei così piccola.  Hanno ragione, in fondo, ad averne paura. Perché se la fanno parlare lei diventa gigante,  mentre loro, – i gagliardi nostalgici del gagliardetto –  diventano piccoli piccoli, bacarozzi. Senza argomenti, o con argomenti triti e fasulli, che hanno la libertà di urlare, proprio perché quella libertà  è stata conquistata e regalata da Giovanna e da quelli come Giovanna.

Diciamo pure che quella preside e quei membri del consiglio di istituto, hanno fatto la scelta sbagliata, inquietante.  Sia per aver ammesso la mancanza di quell’appropriato percorso culturale, sia per essersi inchinati ai violenti, previsti e tollerati.

Spero che presidi e insegnanti ci ripensino. Che Giovanna possa andarci, tra i ragazzi del Righi. Che ci sia un confronto e una riflessione.

Diversamente sono tentata di raccomandare ai genitori romani di non scegliere quel liceo per i loro figli. Almeno fino a quando vi rimarranno questi dirigenti e questi docenti.

Una nota sorridente.

In giardino, qui sotto, mentre andavo a comprare i giornali, alcuni amici mi hanno fatto gli auguri. Hanno detto che è la giornata della mamma.

Io i regali alla mamma li ho avuti, abbondanti, in questi giorni. I miei figli che mi hanno accompagnato a Milano per la presentazione del mio libro “Storie…”. Mi sono sentita coccolata  dai  loro silenzi e dalle loro attenzioni, comprese registrazioni in voce e in video. Lì, alla libreria Claudiana,  ho trovato più amici e solidali che mai i cari Ivan Scalfarotto e Loris Mazzetti, relatori originalissimi e profondi. Una bella signora del pubblico, invitata all’ultimo momento da una amica romana , ha  poi  ringraziato via  email con parole commoventi e lusinghiere. Nei giorni seguenti ci sono state parole speciali  tra me e Loris e tra me e  Ivan, il quale  su “I Mille” ha commentato presentazione e libro con attente riflessioni politiche.

Ancora. Ieri ho trovato una seconda lettera di una mia scolara, che mi racconta di se, di alcuni compagni e compagne e dell’avermi trovata in internet. Dice cose tanto belle che ero quasi tentata di trascriverle pari pari nel blog, ma non sarebbe stato giusto mettere in pubblico tutto quel privato, non facile, assolutamente significativo delle difficoltà attuali dei giovani. Da bimba era brava a scrivere poesie. Dice che ne scrive ancora, per sentirsi meglio. Me ne ha mandata una, gentile, tenera.  Più bel regalo non poteva esserci. Ecco una vera festa della mamma.

Ancora ieri sera, noi tutti insieme a casa di Corrado, semplicemente, una famiglia unita, lietamente e in sintonia.  Ecco un vero regalo. Ecco una vera lunga e grande festa.

7 pensieri su “Ridere o piangere

  1. Una lettera semplicemente penosa, quella della preside Monica Galloni. Parla dei problemi pratici che ne avrebbero potuto ostacolare il buon andamento come una scusa per rifiutare l’assemblea stessa con la partecipazione di una testimone della Resistenza. Se avesse condiviso si sarebbe adoperata per risolvere questi problemi pratici (tipo che poteva esserci troppo sole: un ombrellone sarebbe bastato, penso). Invece lascia trasparire ingenuamente la verità, non condivideva, e probabilmente più che per motivi ideologici (sarebbe stato meglio) per puro timore di dover affrontare qualche problema. E aggiunge pure che i ragazzi non sono preparati, non conoscono la storia, confessando così incautamente il fallimento di lei e degli altri professori come educatori.
    Non condivideva e quindi utilizza i problemi pratici come pretesto.
    Mi chiedo però dove sia l’Anpi, sempre pronti a fare dichiarazioni fuori tema sulla Tav o su Marchionne, ora che viene messo in dubbio il diritto di tribuna nelle scuole di chi testimonia la conquista e la difesa della Costituzione, si sente solo una dichiarazione di un vice presidente vicario?
    Una vicenda preoccupante che non dovrebbe essere digerita e archiviata in pochi giorni come sempre succede.

  2. Nel frattempo pare che la preside si sia convinta che per evitare un problema se ne creava uno più grande, e quindi in un incontro con l’Anpi romano ha promesso di organizzare un’assemblea riparatrice. Il testo del comunicato dal sito dell’Anpi di Roma:

    =====
    Anpi Roma: “Righi, incidente chiuso. La preside ha dato ampia disponibilità ad organizzare incontro con la partigiana Marturano e a programmare percorso della Memoria nel liceo

    “L’incidente è chiuso. Abbiamo parlato con la dirigente scolastica del Liceo Scientifico ‘Righi’, professoressa Monica Galloni, che si è mostrata molto disponibile, ha assicurato l’organizzazione in tempi brevi di un appuntamento con la partigiana Giovanna Marturano e si è detta motivata ad avere un incontro costruttivo con l’Anpi anche per accogliere nostre proposte per il POF sul percorso della memoria per il prossimo anno”. Ne dà notizia in una nota l’Anpi di Roma.

    “Siamo soddisfatti. Incontreremo la preside nei prossimi giorni per fissare assieme l’appuntamento con la Marturano e per programmare un ciclo di incontri con testimoni e storici nel prossimo anno scolastico sui temi della Resistenza, delle deportazioni e della Costituzione repubblicana”.

    Roma, 12 maggio 2012
    =====

    Sarebbe il caso, secondo me, che l’Anpi e i media monitorassero gli eventi successivi e i “tempi brevi”, ad esempio, se l’appuntamento di cui sopra sarà organizzato prima della fine dell’anno scolastico (che è prossima) o se si rimanda tutto all’anno prossimo, poi si vedrà …

  3. Sarebbe stato bello che la Preside di quel liceo si fosse seduta in mezzo ai suoi ragazzi, scollandosi per pochi minuti dalla cattedra, per rimediare alla sua “ignoranza”. Ignoranza, senza offesa, di colei che ignora e non ha l’umiltà di imparare ancora, sentendosi forse troppo in alto per doverlo fare.
    La storia di una vita “qualunque” merita rispetto ed ascolto, perchè può in ogni modo arricchirci, quando poi si parla della nostra storia.. allora quel racconto può racchiudere un valore straordinario. Ma a quanto pare alcuni pensano di poterne fare a meno. Che peccato.

  4. Carissima Teresa,
    il fatto del Liceo Righi è l’indice dell’abbandono da parte delle istituzioni locali, in questo caso il tuo Comune e la Direzione Scolastica con relativa Provincia, della difesa delle proprie autonomie e competenze rispetto le prepotenze, negligenze e permissività del potere statale sempre più corroso da interessi privati e lontano di conseguenza dalle esigenze di pubblico servizio, La nostra …compagna Crisi viene gestita sempre più in termini di paura per la sicurezza dei beni e non come cura intelligente per togliere le occlusioni e gli stagnanti ingorghi parassitari e far così scorrere con costanza e freschezza l’acqua limpida della libertà e della competenza nei canali della circolazione democratica. Il tuo Sindaco – ho visto la sua recente marcia in …difesa della vita !- è l’esempio più visibile di questa decadenza democratica, la cui continuità però finisce con ridestare pericolosissimi e mai sconfessati passati totalitari.
    Non possiamo lasciar passare sotto silenzio questi…episodi (Liceo Righi) e questi fatti ( manifestazione per la vita) perchè possono diventare il braciere dal quale il vento, guidato, della crisi potrà bruciare le strutture dello stato democratico e repubblicano.
    Nel caso, se ai cinque studenti e alla professoressa del Righi è stato impedito
    di far ascoltare la viva voce della storia con quella motivazione…auto accusatrice ( alla quale fà da base la paura di turbamento fascista) prendiamo le mosse proprio da quella…giustificazione per riproporre l’urgenza del nostro contributo per colmare quella mancanza di preparazione. Urgenza a…monte per la gloriosa età della nostra compagna e urgenza a…valle per l’ignoranza che segnerà la crescita dei giovani.
    A caldo mi viene l’idea di organizzare , noi dell’ANPI, con i cinque e la professoressa e quanti interessati dalla nostra iniziativa l’incontro in una nostra sede con tanto di registrazione audiovisiva che nessuno potrà impedirci di inviare alle Scuole. Credo infine che sia un atto dovuto alla cara Giovanna quello di ricrearle più caldamente e più partecipatamente possibile quell’ uditorio che le è stato ignobilmente negato.

  5. irritable bowel syndrome diet is the wearing of an improperly fitted shoe.
    The shoe that caters to your own special characteristics in terms
    of looks and comfort. Pain is usually most severe when getting up
    from a seated position.

  6. Non è la prima volte che la D.s. Galloni fa figurine di “cacca”.. Con me ne fatte più di una e sinceramente non mi sembra pentita. Che non fosse un’antifascista lo si evince dalla sua statura “immorale” e non adatta a “presiedere” la cosa pubblica..Io l’ho sempre paragonata al “ragno che inorgoglisce quando cattura una mosca” (Marco Aurelio)..Ora lascio stare altrimenti m’innervosisco sul serio!!

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