Cultura, esami, crisi, corruzione

Libri, libri, libri, di Misskiki88

In questi giorni di calura i ragazzi stanno affrontando gli esami. Qualcuno ha già finito. In generale è stata una sauna. Penso ai miei ragazzi dei programmi di memoria. Quelli di terza media quasi commoventi nella loro emozione e a volte angoscia. Li immagino con le facce tese in quelle aule in quelle scuole così poco razionali. Le nostre scuole spesso non hanno persiane, quasi mai hanno vetri apribili (per ragioni di sicurezza). Sono feste grosse se l’aula non è esposta a sud. Anche all’università, vedi Tor Vergata, gli esami di questi giorni sono da incubo climatico. Ed è una università costruita di recente.

Quelli delle superiori sono ancora sotto sforzo. I ragazzi dello Scientifico Talete, di esami ne hanno già superato uno. Alla nostra manifestazione finale, al teatro Belli di Trastevere come tesi finale hanno presentato un cortometraggio arguto e scanzonato, intitolato “Virus” dove inventano e recitano di una epidemia di smemoratezza, dove nessuno ricorda le vicende del passato millennio, quando è finita le guerra, quando è nata la Repubblica, cosa sono le istituzioni. Risate amare, bellezza del filmato, idee originali. Purtroppo molto vicine alla verità.

Perché, i “piccoli” delle medie sono stati forse da meno? Loro erano al Teatro Verde della Gianicolense. Teatro strapieno di coetanei e concorrenti. Due rappresentazioni teatrali, protagoniste le classi per intero, compresi i disabili. Questi ultimi addirittura più brillanti e motivati. Poi tre videoclip di altrettante classi, degni di concorrere a qualche premio nazionale. Per gratificazione finale, il regista-attore Ferdinando Vaselli, ha messo in scena un sorprendente atto teatrale quasi in romanesco “A professò, ancora co sta democrazia”, ironica ed efficace lezione sulla libertà e la dittatura. Le scuole medie erano la De Andrè, la Toscanini, la Martellini  la Villoresi e la Morandi,  tutte del Municipio sedicesimo.

Questa è fatica per la cultura.

Metterei sotto il titolo cultura anche una scena colta nel giardino sotto casa mia.

Ho visto un signore dei dintorni che incontro spesso. Molto vecchio, molto curvo, molto traballante. Era in panchina, nella frescura, e si era appisolato – o addormentato – e stava appoggiato o abbracciato alla spalla del suo giovane badante di colore. Il quale lo sorreggeva, con sguardo paziente, dolce e consapevole.

Peccato non aver avuto la macchina fotografica .  Questa è cultura dell’accoglienza, della solidarietà e del rispetto.

Crisi

Della crisi ne sentiamo tanto parlare che quasi ne siamo anestetizzati. Come lo spaventapasseri che dopo un po’ non spaventa più nessun passero e nessun fringuello. Invece la crisi non è un fantoccio di stracci. Basta andare al centro commerciale. Ho visto moltissimi cambi di gestione, ma anche, da un po’, molte insegne scomparse dietro spietati pannelli di legno, senza scritte di affittasi o annunci di nuovi subentranti. Anche le bare sono di legno. Solo che queste non sono verniciate.

Corruzione

Non diamo tutta la colpa ai potenti. La corruzione è un veleno che è arrivato oltre le arterie, le vene e fino ai capillari più microscopici. Una vicina, parlando degli abbonamenti mertrebus, mi rivela che lei ha il cento per cento d’invalidità. Perciò non dovrebbe pagare nulla.  Come sia questa sua invalidità, non so immaginarlo. La vedo sempre di corsa, carica di spesa o dannata dietro al più infimo granello di polvere. È una di quelle che io, crudele, chiamo “madama pezzetta”, perché stanno sempre a pulire, schiave della casa, non padrone.

Altra conoscente ha una pensione Inps al minimo, anche se, confessa, non ha quasi mai lavorato.  I famosi quattordici anni sei mesi e un giorno. Suo marito era impiegato molto vicino a  personaggi importanti.

All’edicola, spaventati dall’IMU, due signori si istruivano a vicenda sul come fare a prendere la residenza nella seconda casa. Forse fidando o ignorando che poi lì si dovrebbe proprio risiedere davvero. Forse contando sull’andazzo della mancanza di controlli.

Diventeremo mai un paese normale?

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