Cos’è democrazia?

Siamo bombardati da notizie di disonestà e corruzione. Viene da chiedersi cosa è in verità la democrazia.  Cioè, va bene l’essere tutti uguali di fronte alla legge, non conta la razza, il sesso, la religione, eccetera. Va bene il diritto di voto, un persona un voto. Va bene la libertà di informazione, cioè il diritto di sapere.

Allora perchè tanta gente ha scelto, votato, preferito un bel tipo come quel certo Fiorito della Ciociaria? E quanti  simili a lui?  Perché ancora tanta gente fa il tifo e ammira un tizio chiamato Caimano che ha al suo attivo tanti intrallazzi e maneggi che puzzano di sporco lontano un miglio? Ci vogliamo aggiungere la conferma di persone comprate in quel solenne posto che si chiama Parlamento, dove ancora pascolano tanti indagati e addirittura tanti condannati?

Io vedo purtroppo che la democrazia non basta. Non basta la libertà, l’uguaglianza, il diritto all’informazione. Secondo me manca il valore più importante, l’onestà. L’altruismo ed anche l’orgoglio. L’orgoglio del fare bene il proprio lavoro, la coscienza del compiere il proprio dovere. La felicità di poter andare a testa alta, senza premi, medaglie o diplomi, ma accompagnati soltanto dal giusto rispetto.

È questo che ci manca. Il problema è come rimediare, come risalire.  Non penso a premi o celebrazioni o retorica.  Ci vuole volontà diffusa. Impegno dappertutto. Nella scuola, nella stampa, negli spettacoli, nell’arte, nelle associazioni, nella buona politica, soprattutto nei buoni esempi di chi sta in alto e di chi sta in basso. E buona informazione, con la verità in piena luce, non seppellita tra l’immondizia.  Ovviamente con indispensabili valide  leggi da non dimenticare poi nel cassetto.

La cultura dell’onestà, la pratica dell’impegno, è questo che occorre. Eppure una realtà pulita vi assicuro che esiste. Persone, giovani o anziane, che meritano di essere tirate fuori dall’ombra e che io incontro ogni giorno,

È quello che voglio fare con questo piccolo spazio e voce.

Per esempio ci sono dei giovani, preparatissimi e consapevoli, che stanno girando l’Italia per raccogliere le storie che sono le radici della nostra democrazia libertà e diritti. Si chiamano Samuele, Miria, Vanni, Edgard, Leonardo. Il filmato, o documento o videoinchiesta che ne uscirà, di sicuro aiuterà a capire meglio il tempo passato e il tempo presente. Sarà un documento di verità, di cultura e di storia. Frutto di professionalità, impegno e sacrificio economico.

Voglio poi parlare di quella ventina e più di ragazze e ragazzi europei che ho conosciuto venerdì scorso, 28 settembre al Museo della Liberazione di via Tasso.  Fanno parte del Servizio Civile Internazionale, che per un progetto europeo chiamato “Female R-eXistence” stanno studiando la storia della resistenza e sofferenza delle donne italiane sotto il nazifascismo.  Ci sarà un filmato, ma vorrei saper descrivere i loro bei volti attenti e i loro occhi a volte lucidi, le loro domande, la loro pazienza per i tempi della traduzione in lingua inglese. Vengono da Germania, Belgio, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca e naturalmente anche Italia.

Hanno ascoltato con interesse la dotta professorale lezione del prof. Antonio Parisella e quella più emozionante della professoressa Gemma Luzzi sulla resistenza delle donne romane comprese  quelle, dimenticate e sottovalutate, che in un centinaio sono state prigioniere in queste stesse stanze. Quindi, con guida in inglese, hanno visitato i locali, le celle, i documenti e i reperti di questo luogo che ancora è pieno di tristezza e di angoscia. Quindi, secondo il programma, hanno voluto ascoltare le nostre testimonianze, la mia e quella di Vera Michelin Salomon, che tra queste mura vi è stata trascinata nel 1944 e poi tradotta in Germania nei famigerati campi di sterminio. La mia, meno drammatica ma simile a quella di tante ragazze e donne della mia generazione in quei tempi  armati.

Non c’è stato orario, lì a via Tasso,  ne’ fame, ne’ stanchezza.  C’era solo un ponte che ci legava, loro tutti vicini ai vent’anni, e noi, Vera con i suoi ottantanove e io coi miei ottantacinque, stretti dal filo della bella  traduzione del giovane Marek  Rembowski, ma soprattutto da tanta emozione e simpatia A noi si è aggiunto anche il caro Modestino De Angelis, colonna del Museo, e figlio di uno dei martiri delle  fosse Ardeatine.

Proprio le Fosse Ardeatine sono state una tappa del loro programma-pellegrinaggio, che comprende Porta San Paolo, Quadraro, Garbatella, San Lorenzo, Casa Internazionale delle donne, Casa della Memoria, “Città dell’Utopia”, “Casale Garibaldi”, tutti luoghi di conoscenza e apprendimento.

Mi viene naturale di pensare che ce ne vorrebbero tanti, tantissimi, di questi gruppi e di questi programmi, in Italia e in Europa.

E trattandosi di donne vorrei concludere con una testimonianza molto femminile e triste. Quella di Maria Teresa Regard, che della prigione di via Tasso ha scritto:

Le donne imprigionate con me cambiavano spesso, ma non furono mai meno di una decina. Dormivamo, quindi, rannicchiate a terra, per mancanza di spazio. La giornata iniziava alle sette. Si andava al gabinetto che era privo di porta, e nel quale si poteva restare al massimo due o tre minuti sotto la sorveglianza delle guardie. Non rimaneva tempo per lavarsi nemmeno sommariamente. Sentirsi sporche fu uno dei supplizi di via Tasso. Non c’era carta igienica né avevamo assorbenti. Poi cominciava l’attesa per l’unico pasto.

Per saperne di più: http://www.sci-italia.it

3 pensieri su “Cos’è democrazia?

  1. Carissima Teresa ! Innanzitutto i migliori auguri per il tuo onomastico con i rinnovati ringraziamenti per la tua instancabile lotta e testimonianza di onestà. Parlavamo di te e delle testimoni come te l’altra sera al Forte Marghera nell’occasione della presentazione del magnifico libro per i giovani di oggi, scritto con le parole e i nomi dei giovani di 70 anni fà, quelli della Resistenza, che vollero e seppero riscattare a prezzo di supremi sacrifici l’Italia e l’Europa dall’ oppressione nazi-fascista. Tra quei nomi riecheggiava quello della tua cara “Laila”, che tu ci hai ricordato con l’affetto e la passione che tu sola sai dare ai nostri cuori e al nostro impegno. “Io sono l’ultimo”, un libro che vogliamo sia diffuso nelle Scuole perchè il valore e l’onestà di quei giovani sia il segno che è possibile sconfiggere ancora il mostro disumano che sotto nuove forme opprime e cerca di dividere l’umana convivenza.
    Auguri Teresa, meravigliosa staffetta partigiana e instancabile tessitrice e testimone di onestà ! In questi giorni andremo a trovare a Trieste, in quel di Prosecco, il novantanovenne partigiano Boris Pahor, lo scrittore triestino di lingua slovena che fu deportato dai fascisti nei campi di Germania, Austria e Francia e che, pur essendo passato per quelle terribili esperienze di dolore e di sopraffazione, conserva intatto lo spirito di onestà e di amore per la vita e sa trasmetere con i suoi libri, tradotti in molte lingue, assieme al ricordo e alla memoria dei compagni caduti nella lotta e persi nel dolore dell’inumana persecuzione, il senso profondo dell’ universalità dell’esigenza umana di giustizia sociale e di libertà.
    Un grande abbraccio anche a nome di Enrica Berti e dei compagni dell’ANPI di Venezia Mestre.
    Franco

    • Carissimo Franco, grazie per il tuo persistente interesse nei miei confronti e per il mio blog. Nel libro “Io sono l’ultimo”, a parte il titolo che non mi piace, ci sono anch’io e l’avrai visto. Hanno scelto una mezza paginetta un po’ fredda, ma giudicata significativa. Ovviamente penso che avrebbero potuto scegliere qualche altra mezza paginetta più calda, tra gli altri pochi fogli che avevo mandato. Però è bene che escano questi libri. Ce n’è anche un altro che ti, e vi, segnalo, dal titolo “Ribelli” con allegato il DVD, edito da http://www.infinitoedizioni.it . Un abbraccio e un buon lavoro a te, ad Enrica e a tutti gli altri compagni. Teresa

  2. Grazie tante per la testimonianza tua e di Vera all’incontro del 28 settembre, sono stato felice di averti incontrato. Mi auguro di vederti la prossima volta in Sicilia, i ragazzi delle scuole hanno bisogno di conoscere la storia dalla viva voce dei protagonisti. Un abbraccio da Rosario Scollo

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