Il famoso osso di formica

Mio fratello dice che alla nostra età basta un osso di formica per farci cadere. Non so che ossicino di formichina mi abbia fatto inciampare, per cui sono rimasta senza voce per troppi giorni.   Sono restata afona quattro giorni dopo una mia bella chiacchierata. Ero ospite di una classe quarta elementare. Che giornalisti, quei ragazzi! Un fuoco di fila di domande per due ore e mezzo, domande non semplici, non infantili, tutte per esplorare o entrare in un passato, che pur lontano, li riguarda. Io intervistata, mi sono resa conto di quanto possa essere diverso, oggi, il modo di insegnare. Non solo perché si parla di lavagne interattive, ma soprattutto perché a questa età, molti hanno la posta elettronica e  vi conversano con l’insegnante, ed anche con me, che a suo tempo non solo non ho mai avuto una lavagna luminosa e meno che mai il computer che avevo chiesto per un alunno con tetraparesi.

L’allieva Alice di quella classe il giorno dopo il nostro incontro ha scritto a Claudia questa email:

Ciao maestraaaaaaaaa! Sono felice che hai fatto venire Teresa, perchè ha raccontato  bellissime storie sul suo passato. Io quando lei raccontava la sua storia ho immaginato e visto la sua vita tanto tempo fa e comunque era pure simpatica. Però in certi pezzi non volevo starci io in quel momento penza che brutto andare a scuola con i bombardamenti.

Il mondo è cambiato e non tutti lo vedono.

Il mondo è proprio cambiato e visto che i ragazzi, specialmente i più grandi, ormai padroneggiano meglio di noi questa nuova tecnologia, tablet kindle e via dicendo, spero che qualche volta cerchino su Amazon il mio libro “Storie di una staffetta partigiana” che finalmente vi è approdato in edizione e-book. Potranno leggerne almeno qualche capitolo, per una immagine veritiera di uno snodo storico tanto importante

Gli arrivisti e gli arrivati

Chi invece del cambiamento  non se ne  accorge,  non lo vede o non lo vuole vedere, sono quelli di “Tutti per Bersani”. Mi hanno messo in casella una borsina di tela con grande scritta colorata “Tutti per Bersani”. Mi arruolano senza il mio permesso.  Ho saputo da poco che un anziano va volontario in sezione, perché, ha detto, bisogna fare argine a questo arrivista di Renzi.

Questo signore è un vecchio sindacalista, livello nazionale fin da quando c’era ancora mio marito, anni ’50 o giù di lì. Ha una grande famiglia e per posizioni e spinte politiche e sindacali ha piazzato cognati e nipoti, oltre moglie e sorella in posti comodissimi e ben pagati. Non avete idea di quanti enti, società, istituti, fondazioni  banche e non so che altro, ci sono attorno a noi, sempre ad avere occhio. Attorno a lui e con lui in famiglia,  pur oltrepassata l’età della pensione,  in più di uno vanno in servizio, metà tempo e compenso ridotto, in questi luoghi di partito o di sindacato, togliendo il posto, sempre magari mal retribuito, a qualche ragazza o  ragazzo.

Ebbene, questi non sono arrivisti. Loro sono arrivati, e arrivati su quel carro dell’usato sicuro da dove sperano di non schiodarsi. Come se, per occupare il tempo e schivare la noia non ci fosse il volontariato, la generosità, gli altri.

Il guaio è che su quel carro ci si ritrovano in tanti. Li vedo, tutti  volontari, nei circoli ex sezioni, vittime essi stessi della farraginosa burocrazia inventata proprio per arginare il Renzi. Sono quelli del Municipio, spaventati dai progetti di accorpamenti, quelli della Provincia, allarmati anch’essi dalle ristrutturazioni ed anche quelli della Regione, che ancora percepiscono paga grazie alla Polverini e sperano di restare ancora a quei seggi così ricchi di guanciali. E dire che per tanti di loro, di mia diretta conoscenza, viene alla mente il gesto di “Quelli della notte”. Con la mano segnavano il livello basso, livello di quasi raso terra. Vorrei sapere se Esterino Montino, capo gruppo alla Regione e già per  molti anni prima in consiglio al Campidoglio, può mettere in rete, completi di fatture, tutti i calcoli suoi personali e del gruppo, come sta facendo Renzi per Firenze e per il suo camper. Vorrei sentire che il PD si impegna a fare altrettanto, invece di ammanirci in due o quattro o sei pagine, un lungo bilancio tanto difettoso di chiarezza, e non solo per il corpo sei. E che altrettanto facessero i capi gruppo parlamentari di camera e senato. O se l’usato sicuro significa aggiustare l’ammaccatura visibile e lasciare il motore che va solo in prima e seconda e magari non vede il pantano e ci finisce dentro.

Ecco, vedete che anch’io, – che ne ho il privilegio e il diritto con i miei 85 anni e i gloriosi capelli bianchi, –   sono la dimostrazione  che il mondo è proprio cambiato. Il mondo è cambiato perché siamo cambiati noi. Molti di noi.

A noi ex  Pci, DS, ecc.  sono cadute dagli occhi le fette di prosciutto che ci impedivano di guardare dentro casa nostra. Troppa fiducia non va bene. La fiducia va meritata, se no diventa tifo da stadio. Dobbiamo ammetterlo che dopo tangentopoli e dopo Berlinguer, quel grande partito avrebbe dovuto combattere la battaglia dell’onestà, privata e pubblica. Non ricordo nessuna battaglia significativa contro i privilegi. All’inizio i deputati erano inseguiti e a volte perseguiti, per l’obbligo di devolvere al partito. Esiste ancora? Già si faceva fatica all’inizio. A nessuno è venuto in mente di fare come la CGIL di Lama con mio marito. Siccome all’Inps ci sei perché noi ti ci mandiamo e siccome sei lì per perseguire ciò che il sindacato si propone, la paga te la stabiliamo noi, e il di più che secondo le regole ti destinerebbe l’istituto per indennità di carica deve venire al sindacato.  Era tanto difficile? Ma sarebbe stato sostanzialmente diverso. Il partito ti elegge, e anche se sei senza vincoli di mandato, se vuoi continuare ad essere lì da chi ti ha scelto, devi accettare. Sì,  era difficile. Molti se ne sarebbero andati. Che tristezza. Ma quante scuse e silenzi quando si votavano gli aumenti!

Dobbiamo ammettere che il prosciutto dagli occhi ce li ha levati un po’ di esperienza e più di tutti la Gabbanelli, ma anche Grillo coi suoi strilli, e prima anche qualche Travaglio, ora deragliato sempre più verso destra, nonostante il finto sinistroso fanatico Santoro.

Cominciamo a prendere esempio dai sindaci. Mandati ridotti, compensi che però “ci si sta bene”, come ha rimbeccato Renzi a Leoluca Orlando che ne vantava la sobrietà. Ecco è giusto che “ci si stia bene”, ma poi è anche giusto non dare la scalata, arrampicandosi a Provincia Regione Parlamento o ancor meglio a municipalizzate, banche, società a partecipazione statale, istituti e flora finanziaria varia, dove oltretutto maturano indennità, vitalizi e pensioni. Chi non ha prospettive di scalata è più libero di affrontare qualche impopolarità. Chi deve pronunciarsi su questo? Un partito di sinistra e riformista, se vuole stare dalla parte di chi lavora e suda,  deve non solo dirle, ma anche  farle, queste scelte.

Gli ossi di formica e gli ossi d’elefante.

Insomma, per smetterla alla  svelta, dirò perché dopo molte riflessioni ho scelto Renzi.

Non per simpatia o perché è carino. Avrà anche lui qualche pecca. Attento Matteo, agli ossi di formica. Chiarisci sempre tutto. E ascolta, ascolta tanto, sempre.

Mi piace Renzi  perché va in bicicletta. Ma questa è una stupidaggine, forse. Forse è perché Firenze è tutta pedonale. E’ una specie di via francigena di città.. Ci sono stata da poco. E’ stracolma di gente, gente che cammina, che sorride, che si bacia. Una città sorridente.  Folle agli Uffizi, che quattro giorni non basterebbero. (Matteo, fin che puoi, fai fare tanti sconti a chi sta più di quattro giorni e poi altri quattro per girare nei vicoli, vicoletti, ponti lungarni e giardini. E che i soliti tassisti non si permettano di mugugnare, proprio loro che col giro più ampio incassano di più.)

Mi ha anche colpito sentirgli mettere in prima fila gli asili nido. Se questa non è una cosa a favore delle donne, – lavoratrici attuali future o aspiranti, mamme non mamme e future mamme, operatrici educatrici e operanti – , non so cosa altro,  in concreto, si possa immaginare. Ho  già detto della trasparenza dei conti. Si è già saputo che ha limitato le prebende ai grandi manager, quando dipendeva da lui. Ha idee sui grandi lavori cementizi e sui rapporti con l’Europa.  Ma sul programma sarebbe troppo lunga la tiritera e dipenderà anche da tutti noi marcarlo stretto. Personalmente mi ha anche colpito il suo rimprovero agli impiegati che battono la fiacca e si affollano all’uscita prima dell’orario. Perché  ho negli occhi la ressa che c’è ad ogni ora, mattina o pomeriggio,  al bar con giardino del mio municipio. Penso ai tanti assenteisti e nullafacenti  di quando ero al ministero, a quelli che “tanto non mi possono licenziare”. Il mondo può cambiare solo se tutti faranno il loro dovere. Se chi è in testa spinge, controlla e non fa l’opportunista per timore di impopolarità

In più Matteo ha grinta. Forse  ha una utile dose di presunzione o sicurezza di se. In certi casi ci vuole un  coraggio che può sembrare cattiveria..

È troppo giovane per il governo? Pensiamo all’Inghilterra, ai capi che ha. E anche allo stesso Obama, di poco più grande.  Pensiamo ai tanti  che vogliono  rinnovare  le facce, come chiedono i grillini o a  quelli che non vogliono votare più perché non ne possono più di questa politica,  se c’è Matteo in campo potranno venire dalla nostra parte. Tentare una strada nuova per una politica nuova. Sarà un vero cambiamento, cioè una speranza, sogni possibili. Il valore  aggiunto che fa la differenza.

Dall’altra parte c’è la morbida parola rinnovamento, già logora e inattendibile. I giovani non voteranno per l’usato sicuro. Sono giustamente arrabbiati e delusi come noi, che  non abbiamo più  i  prosciutti agli occhi.

A Matteo dico: attento agli ossi di formica, che forse ci sono anche per te.  Chiarisci sempre tutto, non promettere l’impossibile, dai sempre il buon esempio. Ascolta, ascolta sempre.

A Bersani  non dico niente. E’ persona onesta e certo con buone intenzioni. Ma il mondo è cambiato, Non è più il tempo suo. Davanti a lui vedo ossi di elefante, visto che gli ossi di formica non li ha nemmeno visti. E nemmeno quelli di pollo. Ossi di elefante,  anche se le schiere cammellate degli arrivati sul suo carro dell’usato sicuro cercheranno di farlo saltare oltre o di  deviarlo attorno.

Aspetto con fiducia l’osso di elefante. Ve lo faranno inciampare quelli che sono saliti sul suo carro,  perché sono loro, ora ad avere  gli occhi foderati di prosciutto.

9 pensieri su “Il famoso osso di formica

  1. Pingback: Teresa per Matteo | Adesso Partecipo

  2. Teresa carissima, il tuo è un inno al partito, a quello che dovrebbe essere un partito. Il cambiamento di cui oggi ha bisogno il Paese non sono nè le “rottamazioni” agitate dai vari Renzi, Meloni e Grillo bensì il rifiuto e lo sprezzo morale e concreto della partitocrazia.
    La partitocrazia ( ottenere il posto di lavoro e di potere grazie alla militanza), che innescò il cancro nella seconda Repubblica e che esplose in metastasi con la legge elettorale Calderoli è attualmente arrivata al suo apice circolare ( dare il posto di lavoro e di potere ai partiti e ai sindacati che manipolano più voti), rendendo così incolmabile l’abisso tra società reale di lavoratori e classe dirigente.
    Nelle motivazioni delle dichiarazioni di voto alla legge di stabilità ho sentito dire da qualcuno che al governo tecnico non si potevano fare critiche di fondo per il lavoro fin qui svolto, se non quella di “non avere “anima”! Quel parla mentare…partitico chiedeva “anima” ad un governo tecnico, come chiedere alla vanga di affondare la sua lama nella terra da dissodare anzichè sulla testa di un vicino litigioso e aggressivo!
    E’ troppo tempo ormai che i partiti sono diventati aziende di collocamento al lavoro sia di elettori…utili sia di… quadri politici da affiggere nella Galleria Nazionale delle Rendite Perpetue. Questo è il cancro della partito-crazia che bisogna estirpare in nome e con il bisturi della demo-crazia.
    Inno al partito, all’anima e agli animi dei cittadini che si prefigurano e hanno in mente un tipo di società ideale secondo la quale il loro paese dovrebbe organizzarsi per il bene collettivo:
    Secondo e in relazione al confronto e a nche allo scontro di queste idealità si verifica quella concorrenza a determinare la politica nazionale, la sola e essenziale funzione prevista dalla nostra Costituzione per i partiti.
    Quanto lontani siamo da quella funzione in un PD che, addiruttura nelle sue primarie oltre che nelle passate gestioni di potere, oggi zittisce ogni voce che rivendica quella funzione e che, in nome della “governabilità” e dell’ “autorevolezza internazionale” del Paese -temi cari al “CRAXISMO”- presenta una schiera…governativa, premessa di imperitura partito-crazia.
    Ripensaci ancora, carissima Teresa, perchè a volte gli errori di propaganda elettorale…interna ( Tutti per X anzichè X per tutti ) nascondono alle profonde sensibilità degli indecisi questa essenziale differenza della vita democratica in questo pericolosissimo intreccio di primarie di coalizione governativa con l’anima di indirizzo e di guida del partito, di un partito che sta cercando ancora la sua identità di rappresentanza e di idealità.

  3. cara Teresa sei grande!!!!!Mio padre ha 92 anni e purtroppo non si è ancora tolto le fette di prosciutto dagli occhi anche se dei dubbi ne ha alle primarie voterà Bersani e come lui tanti altri che conosco…….io dopo anni che x votare a sinistra mi sono tappata il naso questa volta voterò con qualche speranza che finalmente le cose cambieranno almeno lo spero vivamente per i miei figli e per tutti i giovani di questo paese che ha tante persone oneste.Voterò Renzi e mi auguro che se vince mantenga le promesse fatte e non si faccia ingurgitare dall’attuale sistema che è veramente schifoso!

  4. Pingback: La eNEWS di Matteo Renzi di Giovedì 22 Novembre 2012 | I dinosauri non si sono estinti da soli

  5. Quante sacrosante verità ha detto la Signora Vergalli!!! Soprattutto per quanto riguarda il partito (tutti) come ufficio di collocamento e pensioni (vitalizi!). Vergogna, soprattutto per quelli di sinistra che dovrebbero essere i difensori dei giovani, dei disoccupati, delle donne, degli anziani ecc, e invece si sono sempre più divisi per aumentare le possibilità di farsi, ciascun candidato, la propria claque ricattabile, con un processo che è molto simile a quello mafioso. La mia, la nostra speranza ora è Matteo. Forza Matteo. Tutti per Renzi!!!

  6. Carissima Teresa .. penso che ci l’unica vera e profonda “lezione” che ci dai e che spazza via ogni ideologia ed ogni etichetta sia la tua bellissima energia ed il tuo amore per la gente.

    GRAZIE GRAZIE GRAZIE.

  7. Pingback: Matteo Renzi Enews 358 - giovedì 22 novembre 2012 | Matteo Renzi

  8. Pingback: ADESSO MARANO | enews 358

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