Il coraggio di scegliere Renzi

Sapevo che, schierandomi per le primarie avrei avuto critiche e consensi.

Rispondo a caso ad alcune cose sentite a voce oppure dal web.

1 – Ancora la storia che non si perdona a Renzi di essere andato ad Arcore da Berlusconi.  Basterebbe avere un po’ di memoria e ricordare che Matteo ha indicato come primissimo obiettivo quello della legge sul conflitto di interesse. Credo che possa bastare per perdonarlo. Alcuni altri sono andati a Mediaset cordialissimamente e in più non hanno fatto nulla per il conflitto di interesse.

2 – Sempre l’accenno che i fiorentini non amano Matteo. Ho molti amici fiorentini, sezioni Anpi di Isolotto e Oltrarno, la libreria delle donne, i redattori di una radio, gli autori del libro “Ribelli”, una montatrice di documentari, due registi di cui uno giovane ma già variamente premiato, tre famiglie di quasi parenti e una di amicissimi, medici i genitori e  quasi tutti laureati i cinque figli. Non mi hanno rappresentato critiche. Giuro che tra oggi e domani li contatterò per un mio sondaggio privato.

Immagino che gli scontenti ci siano davvero. Però bisogna vedere chi sono. Se sono i dipendenti pubblici rimproverati per fiacca o spostati a qualche titolo, quelli che non ottengono licenze abitative e cementizie, quelli di tavolino selvaggio,  quelli che hanno paura dei controlli fiscali o delle garanzie di legalità. O i tassisti che da tutte le parti sono una lobby e vorrebbero passare  dove non passano altri veicoli, come se le loro marmitte non avvelenassero i pedoni. O che hanno paura di dover rilasciare gli scontrini e attenersi a tabelle ragionevoli. O che temono le licenze date dal Comune.(A proposito i tassisti fiorentini non ci hanno dato scontrini, come a Roma, dove  dobbiamo pretenderli e poi controllarli perchè te li scribacchiano inesatti e  incompleti. A Reggio Emilia, con mio figlio abbiamo fatto un pezzetto di strada. L’importo era di 5 euro cinque. Il tassista, a sorpresa, ci ha allungato la ricevuta!)

3 – Altra critica. Pare che Renzi non sia abbastanza PD. E’ l’unico che ha detto chiaro che se non vince si mette ad aiutare il vincitore e torna a fare il sindaco, finchè i fiorentini lo vorranno. E senza mira di altre poltrone. Non mi pare d’aver sentito altrettanta chiarezza. Anzi qualcuno, D’Alema, ha detto che con Renzi vincente lui tirerà fuori le unghie. Chiedo: chi ha a cuore l’unità del partito?

4 – La  etichetta di arrivista.

Chiunque si candida a qualcosa è naturale che ci voglia arrivare. Definiamolo pure arrivista. Anche un ragazzo vuole “arrivare” alla laurea o al lavoro.  Ma altri non si sono presentati. C’erano sulla piazza molte persone validissime, uomini e donne, giovani e meno giovani, che potevano farsi avanti. Ma ci vuole anche un certo coraggio. E la grinta, di cui ho parlato. Senza grinta e senza coraggio, od anche sicurezza di sé, si può pensare di combattere contro i poteri forti, le caste, gli interessi, le consorterie, la finanza?  Per difendere gli interessi dei più deboli o gli interessi della maggioranza, o gli interessi delle generazioni future,  ce ne vorrà di coraggio e di grinta, anche da tutti noi. Non basta indignarsi o astenersi. Non ci sarà da fare la rivoluzione, come diceva Monicelli, – almeno io lo spero – ma di sicuro ci vorrà coraggio e senso della giustizia e del sacrificio. E che ci si metta in testa che è venuto il tempo di fare ognuno il proprio dovere.

5 – Ultima nota che ci metto io.

Molti hanno sottolineato simpaticamente i miei 85 anni. Non vorrei che qualcuno invece  mi  attribuisse qualche fenomeno di senilità. Basta pensare al Capo dello Stato, a cui tutti ci aggrappiamo. Per il mio caso non si spiegherebbero le tante chiamate che ho a  Roma e in Italia,  non solo come testimone di un tempo storico lontano, ma per riflessioni  sul presente, sui problemi delle donne , sulla scuola ed anche sul quartiere.  Ecco, a proposito di quartieri e del partito. Anni fa, quando era sindaco Veltroni avevamo una miriade di comitati di quartiere attenti e combattivi, Il nostro, dovrei dire il mio, ha ottenuto per il piano regolatore una significativa riduzione delle cubature edificabili a favore di un parco.   Ora che  Alemanno sta facendo sfracelli e se ne frega del piano regolatore,  il PD non fa nulla per promuovere la mobilitazione dei cittadini. Credo che quelli contro le discariche siano nati per ribellione spontanea e non so chi ci si  sia messo alla guida.

Per tornare alle primarie e alle mie ancora sveglie facoltà mentali, dirò dei caldissimi applausi che ho avuto mercoledì dai partigiani e popolo del Quadraro, in un incontro sulla resistenza delle donne, quando ho espresso la mia simpatia per Laura Puppato  e il mio sconforto nel  vedere il deserto che le si è lasciato intorno. Dove sono finite tutte le donne di “senonoraquando” ?  C’è solo il femminicidio di sangue da combattere, od anche quello mediatico e politico?

E voglio accennare alla emozione, giovedì, nella bellissima aula  magna della Scuola dei vigili del fuoco, quando  i  giovanissimi studenti medi del Municipio XI,  dopo essersi commossi  alla lezione di Piero Terracina  sul razzismo e la deportazione,  mi hanno chiesto  una definizione  su  libertà e  democrazia. Mi hanno capito perfettamente e applaudito tantissimo quando ho detto che  non ci può essere giustizia libertà e democrazia se i cittadini non hanno la possibilità di controllare gli eletti. Che non si può affidare la cosa pubblica a persone che, come ai lontani tempi fascisti, non devono rendere conto se non alla loro casta.  Se non c’è disponibilità ad essere controllati, non c’è democrazia. Se non si alza la bandiera dell’onestà e della trasparenza, non si è adatti ad assumersi il peso della gestione dell’interesse collettivo.

Più immersione nella attualità di questi episodi, non so cosa  altro dovrei dire.

Aggiungo solo che, tra i cinque candidati apparsi su SKY ( e avevo notato che pochi sapevano di poter vedere l’incontro anche su Cielo, in chiaro) io avrei voluto sceglierli tutti. Erano la prova che questo PD è un vero partito, una cosa bella e grande, che vorrei vedere crescere, con tutte le sfumature ma con tanta collaborazione e rispetto reciproco.

Per quanto possibile, nonostante gli anni, mi batterò per questo, non per me che sono arrivata, ma per i nipoti miei e i nipoti di tutti.

5 pensieri su “Il coraggio di scegliere Renzi

  1. Ciao Nonna Teresa,
    ciao a chi passa di qui.
    Sono uno dei cinque figli dei due medici, e vi dico qui la mia da fiorentino non coinvolto nelle categorie sotto diretto attacco (dipendenti pubblici, tassisti, etc.).
    Personalmente andrò a votare Nichi Vendola.
    Ritengo il suo programma migliore da ogni punto di vista, se non per la scuola, che vuole in qualche modo riportare allo status di finanziamenti e concorsi garantiti, ma senza cambiarne le regole.

    Fatta questa premessa, il mio parere su Renzi.

    1) Ritengo che sia Renzi che Berlusconi (che Grillo, che Obama) siano dotati di quella qualità che si chiama carisma, la capacità di un leader di avere pressa sulle persone, di seguirne l’umore e di saper dettare l’agenda del discorso pubblico. Il fiuto politico necessario a spiazzare gli avversari in corsa e a vincere le elezioni. Due di coloro che ho citato mi sembrano populisti che mirano alla folla per tirarne fuori il peggio. Gli altri due, leader che cercano di capire la folla e al contempo di convincerla a cambiare verso una meta migliore.

    2) Matteo a Firenze ha fatto cose buone e cattive. Non mi è facile da cittadino valutare il suo operato, qui ne do una breve sintesi.
    – Ha stabilizzato la situazione del trasporto pubblico (anche mettendo in vendita l’ataf che era un baraccone in perenne perdita) e migliorato la vivibilità del centro storico, anche pedonalizzando il Duomo (cosa di cui si sentiva l’esigenza da decenni e che nessuno aveva il fegato di fare), e al contempo ha mandato a carte quarantotto i progetti di tranvia per il centro storico, rallentando un processo che dopo anni di discussioni finalmente stava trovando il suo ritmo.
    – Non ha voluto affrontare i problemi di disagio sociale della città, in particolare il problema immobiliare, che a Firenze resta un ostacolo notevole per chi voglia metter su famiglia e per gli strati meno abbienti, e la questione dei richiedenti asilo, totalmente ignorati dal comune che li sfratta alla prima occasione (in questo la mia sensazione è che non si sia distaccato di nulla dalle precedenti amministrazioni, anche se ero troppo giovane per farmi un’idea precisa all’epoca).
    – Ha riportato il buon senso nell’amministrazione dei parcheggi e nei rapporti con la sovrintendenza (la famosa questione del cordolo del ponte S.Trinita è palesemente una polemica di chi non ci è mai voluto passare in bici e cerca una scusa per attaccar briga); ha anche proposto, secondo me con audacia e intelligenza, di cercare sponsor privati per completare la facciata di S.Lorenzo, spoglia da cinque secoli, secondo il progetto originale di Michelangiolo Buonarroti (nessuno che io sappia aveva osato tanto, e gli va nel merito di senso della bellezza e intelligenza politica).
    – Ha dato in gestione ai privati molte piccole realtà comunali (biblioteche, asili nido, centri per persone con disabilità sociale e mentale), affidandole ad una grande cooperativa di area cattolica che si è aggiudicata la maggior parte degli appalti e che, da quel che mi dicono, utilizza personale precario e non formato.

    3), 4), 5) Mi trovo totalmente d’accordo con Teresa.

    Tra Bersani e Renzi probabilmente sceglierei Renzi, perché mi dà modo di giudicarlo con esattezza e trasparenza, mentre di Bersani devo indovinare i programmi dal suo passato (che non mi attira), dal suo presente (che non mi attira) e da quel poco che dice sul programma (che è oscuro, a confronto di quello di Renzi).

    Un saluto a Teresa e a chi passa di qua.

    Francesco L.

  2. dimenticavo: mi sembra che Renzi sia l’unico ad avere il coraggio di affermare che la scuola così com’è non funziona; è lì che voglio lavorare, e tra tutte le proposte le sue mi sembrano le sole su cui si possa partire per migliorare la situazione

  3. Teresa, 85 anni, per una falsa interpretazione dei Bersaniani, è da rottamare!
    è l’esempio vivente che l’età anagrafica non conta nulla, come Matteo ha più volte chiarito!

  4. Il coraggio di scegliere Bersani, il quale insieme ad Hollande, i socialisti spagnoli, i socialdemocratici tedeschi, i laburisti inglesi di Miliband ed i socialisti di tutti i paesi dal Portogallo a quelli del Nord Europa, lotta per la costruzione degli Stati Uniti d’Europa e come prima posizione di questi giorni hanno votato per il riconoscimento all’Onu della Palestina.
    Il compagno o amico Renzi con chi vuole costruire l’Europa? Forse con la Signora Merkel ed il Signor Cameron che, come lui, si sono astenuti rispetto al riconoscimento dello Stato di Palestina e sono i più fieri propugnatori della politica suicida del solo “rigore” per uscire dalla crisi.
    1. Alcuni altri sono andati a Mediaset a fare assemblee con i lavoratori, alla luce del sole, a dire che l’impresa era una risorsa per il Paese e non ad Arcore, a casa di Berlusconi come ha fatto Renzi;
    2. Tutti, fiorentini e no, giovani e no, possono liberamente votare per Renzi, sempre se si sono iscritti entro il 25/11 e se non lo hanno potuto fare, entro questa sera dichiarando la impossibilità di averlo fatto prima, secondo il regolamento.
    Gli scontenti, tu alludi a coloro che altrettanto liberamente vogliono votare per Bersani, credo che non possano essere individuati tra coloro che non hanno avuto licenze abitativa, tassisti di Roma che non danno gli scontrini, ecc.. ma invece si tratta di circa due milioni di giovani, lavoratori, pensionati, piccolo imprenditori, professionisti, ecc.. che vogliono un profondo cambiamento della società e vogliono farlo puntando sui giovani e senza rottamare nessuno.
    Si rottamano le macchine, gli oggetti e no le persone; con la rottamazione non avremmo avuto un Presidente della Repubblica come Napolitano.
    3. Renzi, se perde, tornerà a fare il Sindaco. Bene. Bersani, se dovesse perdere, continuerà a fare il Segretario del PD fino al congresso continuerà a dare il suo prezioso contributo secondo le decisioni di “noi”, democratiche e democratici.
    4. Sono d’accordo che ognuno, con senso della giustizia e con coraggio, faccia il proprio dovere. Il PD è un grande partito e deve poter contare sul contributo di tutti sulla base del rispetto reciproco e quindi è assurdo additare chi vuole il rispetto delle regole, base di ogni democrazia, quali soggetti provenienti dalla Bulgaria (poveri Bulgari che non hanno alcuna colpa!)autori di editti e di condanne appunto di tipo bulgaro.
    Buon voto, con affetto
    Andrea Gianfagna

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