Cerchiamo di capirci qualcosa

Grillo

In questo guazzabuglio politico cerchiamo di capirci qualcosa.

Il vincitore è Grillo, il più grande rottamatore, che dai rottami mostra di voler tirar fuori bombe o mine. Cioè distruzione.

Intanto distruggere la democrazia. I grillini sono uno, ma lui è tutti. Lui decide per tutti. La rabbia di quei ragazzi, la delusione di quegli anziani, l’indignazione di quelle donne e la disperazione di quei disoccupati o esodati, hanno generato, a furia di urla e parolacce,  una specie di setta, non dei fans, ma dei fanatici. Diversi e superiori perché capaci nuotatori in rete e nello Stretto, superficiali e felici che qualcuno decida per loro, pensieri e passi concreti. Ne conosco alcuni, e credete che è così.

Non sperate che qualche eletto, perché giovane e onesto, si smarchi dagli ordini. Basta vedere cosa è successo ai due – soltanto due! – che hanno osato. Uno finito con Ingroia e cancellato, l’altra  che si permette di raccogliere pareri e idee tramite quella mitica rete, viene  bollata subito come  infiltrata o addirittura falsaria. (Tra l’altro , udite udite, ipotizzando che quella meravigliosa rete sia anche passibile di falsificazioni! Come se ne sapessero anch’essi qualcosa!)

Insomma, mi ripeto. Ci sento  nel movimento cinquestelle e nel suo capo, molto puzzo di fascismo. Non solo perché  c’è solo uno al  comando, ed è già un chiaro indizio. Ma anche nelle parole d’ordine.  Dire non facciamo, non faremo mai, accordi con nessuno.  Come se accordi fosse una parolaccia. Tutta la vita sociale è regolata da accordi.  Cosa sono le regole se non accordi? Accordi per la convivenza. Necessari per stabilire i rispettivi diritti e spazi vitali. Non voler fare accordi significa anche che si pretende di imporre agli altri, a tutti, il proprio pensiero, le proprie decisioni.

Del resto l’avete sentito il grido “arrendetevi”. Vuol dire che se vinciamo noi  sarete alla nostra mercé, prigionieri  e ridotti al silenzio. Cancellati?  Che ne resta della libertà e della democrazia, la cui essenza è proprio il dialogo, il confronto e il rispetto reciproco?

Mi sembra inutile e  troppo piccino aggiungere che approveranno qualcosa, bontà loro, sempreché quel qualcosa sia conforme al loro catalogo.

Nel quale catalogo,  o programma, mettono tutto e il contrario di tutto. Anche Mussolini ci  metteva “la terra ai contadini”. Nel tutto ci sono cose ovvie e eclatanti, quelle stesse che troppo fievolmente  anche la sinistra ha sollevato. Sono situazioni vergogne privilegi e inettitudini da cui è nata  la parola rottamazione, ma che nessuno, nemmeno noi, vogliamo più sentire deprecare a parole e mai intaccare né scalfire in concreto.

Ho anche una brutta sensazione, a proposito di quella accozzaglia di programma. Mi ricordano i proclami delle brigate rosse. Anche loro ci mettevano la stella rossa, gli ideali del popolo, i riferimenti ai grandi capi storici dell’assalto al palazzo d’inverno. Accanto ai vaffa e agli urli, anche i grillini hanno messo Calamadrei, Pasolini e la Costituzione. Proprio quella stessa Costituzione che più pesantemente di Berlusconi, minacciano di snaturare, a partire dalla esistenza stessa dei sindacati. Del resto chi si prefigge di non fare accordi con nessuno, non li fa neanche coi padroni, visto che anche gli orari o le paghe devono venire dopo accordi, cioè dopo confronti o scontri o rivendicazioni di diritti.

Cosa aspettarsi, ora?

Poiché siamo per la libertà, seguitiamo pure sulla strada del dialogo e della legalità. Mettiamoli con le spalle al muro. Vediamo se vogliono davvero approvare qualcosa di buono o se sono venuti in Parlamento solo per distruggere, per fare esplodere mine. Ma apriamo bene gli occhi sul pericolo.  Il grillismo è un vero pericolo per la libertà e per la democrazia. Il grillismo è la faccia più pericolosa di una destra che si nasconde e si mimetizza. Che, guarda caso, non attacca mai alla gola la nostra vecchia destra berlusconiana, vedi i confusi propositi sulle TV e  quella  visione strana e inefficace sul conflitto di interesse.

Sarebbe ora di non più sottovalutarli, questi cinque stelle. Anche perché, se si andrà presto di nuovo a votare, bisogna che quel  grande popolo di piazza apra la mente ad una più chiara riflessione e scelga di mandare alla guida dell’Italia quelli che, oltre  a cancellare le cose storte, ce la mettano tutta per creare il lavoro e raccorciare le diseguaglianze. Per fare riforme e provvedimenti popolari, di sinistra o di centrosinistra.  Con accordi o trattative, confronti o incontri,  chiamateli come volete,  purché non con Berlusconi e purché  portino a   risultati concreti. Se non ci sarà svendita di  diritti  e se tutto sarà alla luce del sole nessuno potrà permettersi di chiamarli inciuci.

2 pensieri su “Cerchiamo di capirci qualcosa

  1. ho la vaga sensazione che molti elettori si pentiranno di aver dato fiducia a Grillo, non basta dare una delega in bianco per avere la coscienza pulita e sperare in un ‘falso’ rinnovamento (in fondo l’Italia è il paese dei ‘coglioni a 5 stelle’…Berlusconi insegna)

  2. Certo le grida di Grillo danno alle parole pronunciate una connotazione populo-fascista da brividi a chi le parole le usa per convincere e per spiegare o anche per domandarsi semplicemente il perchè delle cose e degli avvenimenti.
    Ma non possiamo sottacere che il terreno da troppo tempo incolto o cementificato, il terreno umano di cui il pentastellato si è impossessato, gli è stato dato dalla latitanza se non dall’ assenza di un pensiero politico all’ altezza dei nuovi tempi della globalizzazione. Quel pensiero ,capace di individuare cause e linee di superamento in vitale collegamento con i vecchi bisogni e le nuove istanze sociali, è mancato e si è perso in una narcisistica difesa della struttura partitica, che già aveva mostrato tutta la sua inaffidabilità di guida con tangentopoli. Quest’ assenza di pensiero ha abbandonato l’ Italia in favore di un concretismo faccendiero che l’ ha portata ai minimi storici del progresso economico e dell’ occupazione e anche adesso , nel momento cioè di massimo pericolo per la democrazia, si contorce in critiche e proposte faccendiere all’ interno della stessa cappa di piombo impermeabile alla impellente drammaticità reale, carica di tristi presagi di guerra e di sopraffazione tra i popoli.
    La massa, confusa ma scalpitante per l’ abbattimento di quella cappa, che il pentastellato sta cavalcando con ferrea briglia ( ha detto che vuole l’ abolizione dell’ art. 67 Cost. a rimarcare l’…incomprabilità dei …suoi designati proprio nel momento in cui viene giudiziariamente alla luce la compra-vendita parlamentare berlusconiana) non potrà tanto facilmente essere riassorbita in una corretta e partecipativa funzione democratica. E’ passato infatti troppo tempo di inerzia di pensiero ed è troppo pungente il morso della fame della crisi economica perchè le risposte vengano dal cervello e dalla ragione anzichè dalla pancia e dalla rabbia.
    Grillo a suo modo sta chiedendo una risposta vera dalle forze politiche e la parola “accordo” ha, nella sua interpretazione…reale, il significato di intesa alle spalle di altri, compresi i suoi, quello ormai comunemente chiamato inciucio.
    Adesso bisognerà misurarsi con parole e fatti veri.

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