Soffrire

Queste sono settimane in cui dobbiamo proprio soffrire.

Abbiamo cominciato quella tragica notte dello spoglio elettorale. Sofferenza da non poterla sostenere da soli. I miei figli si sono spostati da una casa all’altra per soffrire insieme, anche per   reagire, per capire.

Del Caimano sapevamo che rimontava. Lui il dinosauro dal cilindro l’ha saputo tirar fuori. Se non proprio un dinosauro almeno un coccodrillo, cioè, appunto, un caimano. Bersani dal suo cilindro ha tirato fuori né dinosauro, ne’ giaguaro. A me è sembrato un gattino. Insomma, un PierLuigi appena appena sopra un PierFerdi  che rotola in discesa ripida.

Poi la sofferenza dell’attesa. Siamo stati zitti in tanti, trattenendo il fiato, per non  abbandonare la speranza che  il candidato PD e il Presidente trovassero la famosa quadra.  Siamo emersi un attimo a respirare ossigeno alle belle immagini di Grasso e Boldrini. Poi subito di nuovo sotto, a boccheggiare sofferenza, con quel meteorite cinquestelle che minaccia di schiacciare dinosauri, coccodrilli, caimani  e gattini spelacchiati.

Ora Renzi sbotta quasi a nome nostro. Ci fa tirar su le orecchie. Forse anche lui non ne può più di stare in apnea. Dice cose che pensiamo tutti.

Mi aveva già levato la parola di bocca quando ha definito il direttivo PD una seduta di psicoterapia collettiva. E come si sono arrabbiati gli interessati! Forse perchè era troppo vero. Una giornata intera di interventi ripetitivi, con tre o quattro eccezioni soltanto.

E mi leva la parola di bocca  ancora,  quando definisce umiliante la seduta in streaming, dove Bersani  deve  tentare una trattativa con quei due “giganti” dei capogruppo  grillini . Io sono l’ultima della fila, ma mi è sembrato troppo facile vedere la caduta, l’errore madornale. Quando ho rivisto bene la scena, con l’immagine nitida e le parole chiare, nel silenzio delle mie stanze  ho lanciato una imprecazione. Come si fa a farsi mettere in croce così? Da dei presuntuosi che si ammantano di chiarezza virtuosa per poi riunirsi in segreto, inginocchiati davanti  al loro santone-sacerdote Grillo?

Senza contare che le trattative, dove appunto si deve “trattare” devono svolgersi in segreto se    vogliono  arrivare ad un accordo. Lo sanno anche i bambini che la trattativa è una battaglia, dove  i colpi possono essere duri da entrambe le parti e alla fine ferite ce ne possono essere a volontà.  Ferite che tutti vogliono nascondere dietro quel poco o tanto di ottenuto.

Ci voleva tanto a dire no grazie, la recita nel vostro streaming non è una cosa seria? Voi in pubblico non potrete cedere nulla, voi vorrete solo mostrarvi duri e puri. Farvi belli di fronte al vostro capo-padrone.

Ora, dopo l’intervista di Aldo Cazzullo, tutti i bersaniani del PD si buttano addosso a Renzi. Credo siano quegli stessi che dopo la batosta ammettevano  “ Bè, se il candidato fosse stato Matteo…. ecc. ecc.”   Insomma quegli stessi ora sono lì a mettergli addosso la casacca di berluschino. Esattamente come al tempo delle primarie.

Ebbene io, -anche se sono nata nel primo ventennio del secolo scorso,-  avevo scelto di essere con Renzi  perché volevo veramente nel PD un cambiamento profondo di uomini metodi e progetti. Per la stessa ragione ho riletto più volte quella famosa intervista  e sto ascoltando con attenzione le dichiarazioni di oggi, da una parte e dall’altra.

Mi sembra che Renzi si auguri, come ultima spiaggia, un governo di scopo o del presidente, di breve durata, tanto che indica obiettivi precisi e limitati: interventi per l’economia, legge elettorale, correzioni istituzionali, basta finanziamenti ai partiti.  Per andare in parallelo verso quegli scopi, senza svendite di autonomie e di diritti.  E dopo al voto.

Un governo d’emergenza, quindi, cioè ciò che restava di possibile, per quella famosa quadratura del cerchio.  Come mai il Presidente non l’ha tirato fuori dal suo cilindro?  Dirò una cavolata, ma è stato Bersani a fissarsi solo all’ipotesi di strappare stracci di grillini?

La battuta più bella è quella di oggi. Si dice  che Renzi mostra di aver ha paura di un successo di Bersani. Chiedo. Qualcuno spera ancora in quel successo?  E ci  si dimentica, che noi tutti, Renzi compreso,   fino a ieri – e  un po’ ancora oggi –   speriamo e tratteniamo il fiato per un tale miracolo? Magari fosse, che Bersani, in extremis, riuscisse! Ma  senza umiliarsi di fronte al giaguaro diventato leone. Senza più streaming assurdi, senza aspettare una frana grillina, precaria, provvisoria e ricattatoria.

Vedremo cosa uscirà oggi da quel misterioso conclave cinquestelle. Io immagino che tra quei ragazzi e ragazze ve ne siano molti  – o tanti –  onesti volonterosi o intelligenti. Ma credo che quella sia una setta, una scientology, una lobby, una pseudoreligione. Non si scioglierà tanto facilmente, perché il Grillo e il Casaleggio li hanno imbrigliati ben bene con una specie di contratto “di sangue”. Tipo  altri contratti e legami che ben conosciamo, nascosti da termini solenni come onore,  parola data, fedeltà,  famiglia. Per giunta con strada privilegiata a quelli della prima ora, come a suo tempo un certo Mussolini coi suoi di SanSepolcro.

C’è poco da sperare. Perché il loro guru, purtroppo, non è Gandhi e nemmeno Luther King o Nelson Mandela. E nemmeno La Pira, Don Ciotti o Gino Strada.

Un pensiero su “Soffrire

  1. Sì, Teresa, la sofferenza c’è tutta e non potevi esprimerla meglio. C’è anche l’attesa del miracolo, che da un punto di vista laico sa molto di ultima spiaggia, ma tant’è.
    In tutto ciò, e lo dico con serenità, io mi fido di Bersani e non di Renzi.
    La diretta streaming con i 5Stelle, ai limiti della sopportazione, mi ha dato la misura di quanto Bersani sia, onestamente e caparbiamente, in grado di affrontare l’indicibile. Non poteva fare altrimenti, e ha avuto il merito di far uscire i grillini allo scoperto,
    Il problema vero, che nessuno esplicita – se non in contesti ristretti, del genere Micromega – è la dimensione della galassia 5Stelle e la sua forza di penetrazione profonda e fideistica. Sono convinta che il risultato elettorale abbia sopreso anche Grillo, e che, se si votasse di nuovo domani, il M5S otterrebbe percentuali bulgare, anche del 30/40%.
    Con questi italiani, tanti e giovani, bisogna fare i conti e i confronti. Bersani ci prova, ci si mette in gioco, e chi altro può farlo?
    Tutti noi dobbiamo ricostruirci gli strumenti politici, e studiare, e riflettere. Con fatica immensa e mille dubbi, ma dobbiamo farlo. Non possiamo reagire soltanto urlando a nostra volta, per poi proporre Larghe Intese rischiosissime.
    Con un filo, almeno quello, di speranza
    un abbraccio
    Ambra

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