Voglio un altro 8 settembre!

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Voglio un altro otto settembre! Che segni la morte dell’Italia  berlusconiana e che sia l’inizio, anche se faticoso e sofferto, di una epoca nuova, dove buongiorno voglia dire veramente buongiorno e dove condanna voglia dire veramente condanna.  Dove non ci sia un armistizio, ma una resa, una resa senza condizioni. Dove il colpevole non pretenda la grazia, ma a testa bassa chieda perdono.

Perdono per tutto il male che ha fatto, cioè per i guasti profondi nelle teste della gente. Il male più imperdonabile aver insegnato con le parole e con l’esempio, che le regole sono carta straccia e roba per i gonzi. Che la furbizia è  fregarsene dei doveri e  però pretendere tutti i diritti.

Un otto settembre perché venga avanti una bella schiera di giovani ribelli, ragazzi della giustizia, che si alzano in piedi a fare tutti  i rattoppi e  i restauri necessari.

Sto facendo la moralista? Ebbene sì. Credo che occorra proprio un po’ di moralità. Vorrei avere sotto mano il caro Violante e strattonarlo di più che non la coraggiosa pensionata torinese. Non ti basta  aver difeso, o sdoganato, i cari “ragazzi di Salò”, cioè quei così fantasiosi torturatori delle mie amiche partigiane? E ora ti pare proprio necessario dare una mano a un tizio che sa già tanto bene difendersi da se, e farsi difendere da battaglioni di prezzolati?  E come posso sperare  che  non farai  danni anche alla nostra bella Costituzione?  Per favore, un po’ di buon senso.

Poi ce l’ho anche con qualcun altro della mia parte. Ho  sempre detto e pensato che Bersani è una brava persona. Ora, da brava persona, vorrei che lui si mettesse da parte. Che prendesse atto che se siamo in questo buco nero è in gran parte colpa sua e di chi si è scelto  intorno. Perciò vorrei che se ne stesse in silenzio, che seguisse l’esempio di Prodi, che lasciasse la parola e l’iniziativa agli altri.  Non ha più diritto di aiutarci a sbagliare.

Dal mio nuovo otto settembre vedo franare o scolorire un bel po’ di vecchia Italia. E vedo sempre più in luce alcuni nuovi ragazzi  – ora si è ragazzi a quarant’anni, non a sedici come noi della Resistenza – che hanno forza, freschezza, irruenza, coraggio. Ce ne è bisogno, perché sarà dura, cari Matteo, o Enrico, o Pippo. Spero solo che il tempo necessario alla demolizione e alla ricostruzione non sia maggiore di quei famosi diciotto mesi di dolori e di sangue che abbiamo passato noi, tra l’otto settembre ’43 e il 25 aprile ’45.  E che sul terreno non restino tante macerie e tanti morti.

3 pensieri su “Voglio un altro 8 settembre!

  1. EVVIVA LA SIGNORA VITTORIA
    L’ineffabile onorevole Violante (“saggio” timbrato Quirinale) ha provato a spiegare a un gruppo di aderenti al suo partito gli ardui concetti secondo i quali, per essere veramente democratici, si dovrebbero lasciare aperte tutte le possibilità di difesa a Berlusconi (come se finora non fosse già stato così) e quindi valutare, con imparziale distacco, anche quella di un riesame della legge Severino da parte della Corte Costituzionale, cioè in pratica far slittare di un anno, poco più, poco meno, la decisione sulla decadenza da senatore. Guarda caso, al momento, l’unica speranza rimasta a Berlusconi. Violante ci tiene molto a dare questo senso di sobrio distacco, e vi si adopera sempre con estrema coerenza (qualcuno si ricorda la sortita sui repubblichini di Salò e la resistenza?). Il suo motto è: “sempre nei panni dell’avversario” (in volgare: “calarsi le brache sempre”). Nel mondo di Violante chiarezza e distinzione di ruoli non godono di buona stampa, prevale sempre, il gusto per la mescolanza, per la contaminazione, per il trasformer. Direi che è più una questione estetico esistenziale: Violante ama il “mappazzone”, adora il “mescolone”. Ma quando l’onorevole “Abbracciamocitutti” ha detto che bisogna stare attenti a non “trasformare Berlusconi in una vittima” (eterno terrore dei “pavidi dentro”) la settantaduenne militante del PD, Signora Vittoria, ha abbandonato la sala dando segni di viva indignazione.
    Berlusconi una vittimaaaaaaaaaaaaaaa?
    Le uniche vere vittime siamo noiiiiiiiiiiii!!!
    L’unica vera vittima è l’Italia, da venti anni accartocciata sugli interessi di un delinquente, evasore fiscale.
    Violante, ma che cosa ti sei fumato?

  2. Pingback: Voglio un altro 8 settembre! di Teresa Vergalli | Com.Unità | NUOVA RESISTENZA

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