Le gambe lunghe delle bugie

Non è vero che le bugie hanno le gambe corte. Le hanno lunghe, lunghissime.

L’ordine è già stato eseguito.

Rom, Soldaten vor Gebäude

Ho assistito, qualche giorno fa, ad uno spettacolo gradevole e intelligente di letture e musiche sulla città di Roma, promotori una archeologa, due attori, due cantanti.  I testi brillantissimi erano di Marco Lodoli, Francesco Piccolo, Gioacchino Belli, Trilussa, e di  altri per me sconosciuti. Non so, tra questi ignoti, a chi attribuire una citazione  su via Rasella e le Fosse Ardeatine.  Vi  si affermava – di corsa, ma chiaramente – che siccome i partigiani non si erano presentati, i tedeschi, ecc. ecc. avevano risposto con le 335 fucilazioni.

Mi chiedo. Ma da quand’è che ripetiamo che questa è una grossa, colossale bugia? Non solo ci sono state ricostruzioni di storici, processi vinti da Bentivegna,  processi  dove gli stessi  tedeschi autori della strage hanno dichiarato di non averci nemmeno pensato,  se non altro per mancanza di tempo, visto che solo il giorno dopo, a massacro compiuto,  il comunicato  concludeva “L’ordine è già stato eseguito”.

Proprio a Roma,  passati tanti anni, questa bugia avrebbe dovuto dissolversi, lasciar spazio alla storia. Invece è una bugia che corre ancora,  con  gambe lunghe, lunghissime, serpentiformi, velenose, sempre riaffioranti, annaffiata dagli  attualissimi  odi contro gli avversari del fascismo vecchio e nuovo.  L’aveva raccolta anche Pippo Baudo, in una trasmissione di RaiTre su Roma, e c’è voluto del bello e del buono per una rettifica tardiva e sbiadita .

Serve una  dittatura? Una bella dittatura?

Berlusconi e Grillo

Stamattina al supermercato,  ho colto al volo una frase. Una signora molto abbronzata  vestita di bianco, polemizzava  che ci vorrebbe una bella dittatura, una dittatura, ripeteva. Non ho potuto fare a meno di ribattere con la prima frase che mi è venuta. Non so se lei o la sua interlocutrice mi abbiano sentito bene, ma in ogni caso non hanno osato rispondere.  Immagino che conversassero sullo schifo di questo momento politico o economico.  Non vorrei che la saturazione, l’indignazione o lo scoramento portassero a conclusioni così devastanti.  Del resto di possibili e probabili o aspiranti dittatori, o quasi dittatori, ne abbiamo tanti in giro, da Berlusconi a Grillo, da Casaleggio a Bossi, fin giù giù ai Turigliatto, ai Scilipoti, e troppi altri.

5 pensieri su “Le gambe lunghe delle bugie

  1. lasci perdere Grillo signora Vergalli, da come è ridotto il suo partito oggi, se dovessimo fare un confronto tra Grillo e Renzi o D’ Alema (ed i 111 che hanno votato contro Prodi) o la Zarina Lorenzetti, Grillo farebbe la figura del Partigiano …

  2. ho risposto credendo che la frase fosse dell’ autrice dell’ articolo. Ma così non è (in effetti era poco probabile) quindi va riscritta:

    e quale sarebbe una dittatura buona ? Soprattutto come dovrebbe essere ?

  3. una dittatura buona dovrebbe essere un governo degli scienziati, le risorse umane e le risorse della Terra possono essere gestite solo dagli scienziati, la democrazia presuppone che gli umani siano divinità ma in realtà noi siamo solo animali e quando votiamo lo facciamo seguendo i nostri interessi. Per il futuro dell’umanità auspico la fine della democrazia e una gestione scientifica del pianeta.

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