Nella rete

RETE

Ho potuto leggere tutta la polemica sull’argomento del mio post su dittatura buona democrazia cattiva.

Ho sentito da Fazio il cinquestelle della vigilanza RAI esaltare la democraticità della rete, che fa girare in circolo le idee a differenza della TV che pontifica senza interloquire.

Se si può chiamare dibattito quello andato in rete su dittatura buona e democrazia cattiva ho molti dubbi. Soltanto Corrado porta argomenti, confronti e idee. Gli altri, evidentemente quasi tutti grillini, scrivono slogan, ovvietà, a volte insulti, e frasi ripetute e rimasticate. Non ascoltano, non rispondono. Mi hanno fatto pensare alla Carfagna e alla Gelmini, che nei dibattiti sembravano avere un registratore incorporato.

Se la bellezza della rete è questa, povera rete, per come viene usata. Credo di far bene io a lasciar perdere quasi del tutto Facebook, per il tempo che richiede e per il poco che produce. E perché ci trovo, accanto alla lodevole immediatezza, un  difetto di superficialità e spesso di inutilità. Mi chiedo se questi che stanno sempre a smanettare non hanno niente da fare, ad esempio un lavoro, qualcosa da leggere o da studiare, amici da vedere, film o conferenze o affetti e famiglie.  Forse sono io che non ho sveltezza, ma se lascio perdere internet è perché ho ginnastica o teatro  o incontri all’associazione culturale, o un pranzo da organizzare e tante email da mandare e ricevere. In questo della posta vedo utilità e bellezza. Lì sono felice di avere amici e amiche un po’ in tutta Italia, a Milano, Venezia,  Firenze, Rimini e soprattutto nella mia Reggio Emilia e dintorni.

Sono felice anche di poter leggere sullo schermo l’Unità e altri quotidiani, di catturare su Amazon il libri per il Kindle, di leggere diversi blog molto interessanti, a proposito dei quali voglio segnalare quello de “iMille”, su cui trovo articoli e proposte degni di  un quotidiano importante o di un vero dibattito culturale.

Uno di quegli internauti mi chiede di non fare la maestrina.  Sorrido e mi piace.  Chissà se esporre il proprio  parere è fare la maestrina. Ho già detto che non ho la verità in tasca. Non credo di aver mai fatto la maestrina, anche se ho fatto la maestra. Infatti ancora maestra mi chiama Franco, un mio antico scolaro, ora ingegnere, che mi ha ritrovato e mi ha invitato a cena l’altro sabato, per farmi conoscere la sua nuova famiglia. Anche Fabio, che  vive a Bologna, mi ha chiamata maestra venerdì, quando mi ha rincorso per strada. E  non l’avrei riconosciuto, ora così uomo e  bel giovane.  Mi chiamano ancora maestra gli ex bambini e bambine, ora laureati o no, professionisti o lavoratori, vigili del fuoco o guidatori di autobus che direttamente o indirettamente mi seguono  a Roma o nel quartiere e mi salutano. Forse ricordano quando alle loro richieste – per esempio di spiegare i buchi neri dell’universo o di insegnare la radice quadrata-  ammettevo di non sapere tutto, o di dover studiare o ristudiare a mia volta. E magari lo facevamo insieme. Oppure chiamavo in aiuto qualcuno più esperto per gli approfondimenti su arte e archeologia per comprendere meglio la storia.

Chiedo scusa per questa parentesi privata. La metto perché non voglio passare per una vecchia che sputa sentenze. La morte di Lizzani mi ha dato più tristezza di quanto mi è riuscito scrivere a botta fresca. Come è logico, visto che anch’io non sono lontana a quella età, ho fatto tutti i brutti pensieri sulla vecchiaia e sulla morte  rievocati da Calabresi, da Ozpetek e Ferdinando Camon. Poi muoiono anche i Giuliano Gemma, che avrebbero ancora i decenni davanti. Non posso certamente  fare molte cose utili  agli altri. In ogni caso, fin che ho vita cerco di  vivere. E fin che ho  pensieri cerco di condividerli.

Un pensiero su “Nella rete

  1. cara teresa vorrei risponderti sul tuo pensiero sul m5s.
    io non mi sono mai occupato in passato di politica e non me ne occupo adesso , ma sono un cittadino che mi informo su tutto quello che mi succede attorno a me e in questo paese .
    Non sono ne di destra e ne di sinistra ma posso dirti che simpatizzo con tutti i partiti che fanno economia di denaro pubblico e i partiti che sono vicino alle persone senza dover essere spintonati da guardie del corpo che ormai qualsiasi politico la richiede , sempre con i nostri soldi quelli pubblici.
    Si sono diminuiti lo stipendio a 2500 euro e la rimanenza messa in un fondo per aiutare le piccole e medio imprese come lo stesso dei soldi dei rimborsi elettorali che erano 42 milioni di euro dimostrando a tutti che il partito può essere amministrato lo stesso mentre tutti gli altri partiti compreso il pd i soldi se li sono tenuti e nemmeno ne parlano . Sono tutti ipocriti ti parlano di eguaglianza ti chiamano compagno e poi loro li vedi nei migliori posti turistici in barche che sono in pratica delle navi girandosi il mondo con i nostri soldi .
    quindi se io vado a votare voto la sincerità ma sopratutto i fatti e i fatti li stanno facendo solo il m5s questa e la verità che vedono i cittadini comuni come me che non sono legati in nessun partito.

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