Salvare gli altri e affossare i tuoi

Letta

Come siamo bravi a farci del male! Salvare gli altri e affossare i tuoi è diventata un’arte, una specializzazione. La faccenda Cancellieri ne è l’ultima dimostrazione.

Come si fa a dire che con la divisione nella destra il governo è più forte? Se ho ben capito ora Letta ha  sei  voti di margine in parlamento. Con sei voti si è più forti? E chi è rimasto con Letta a che gioco gioca? Mai come in questi giorni abbiamo sentito tante dichiarazioni d’amore per Berlusconi. Manco fosse San Valentino. I cosiddetti dissidenti lo amano più che mai. Infatti stanno andando divisi per colpire uniti. E il primo colpo lo danno sulla faccenda Cancellieri.

Ecco perchè Letta ha detto che condannando la Cancellieri si condannava il suo governo. I cosiddetti dissidenti diversamente berlusconiani, hanno evidentemente ricattato. Infatti loro avrebbero votato per salvarla. Salvare la Cancellieri si salva non solo Alfano, miracolato sulla foglia di fico del non sapevo, ma si salva un altro telefonatore, si salva un altro dal cuore d’oro che voleva aiutare una povera ragazza in pericolo.

Questo ho capito anche senza un corso accelerato su come interpretare oggi la politica. Eppure credevo che far dimettere un ministro, come è già successo, non dovesse comportare come effetto collegato, la dimissione o la caduta di tutto il governo. A meno, appunto, di un ricatto dell’alleato principale.

Non vorrei essere una di quelle giovani meravigliose donne e nemmeno di quei bravi ragazzi che abbiamo spinto al parlamento con le nostre faticose “parlamentarie”. Oggi hanno dovuto salvare il gioco degli altri, cioè di quelli che stanno col Pd al governo delle cosiddette larghe intese  per continuare a dettare la linea. In questo modo si affossano  i nostri, non quelli adagiati o timorosi, ma quelli che vorrebbero cambiare strada,  nel paese e nel PD.

Che forza avrà il governo Letta dopo questo rivolgimento? Assolvendo la parte diversamente berlusconiana potrà ottenere l’appoggio a scelte giuste? Con una Cancellieri così sbiadita, che riforme potrà mettere in campo? Dicono tutti, Napolitano compreso, che bisogna andare fino al 2014, per l’Europa, per la legge elettorale e quant’altro. Non vorrei che tutto questo tempo venisse regalato non ai giovani senza lavoro e agli anziani esodati o disoccupati, ma al candido Angelino che deve avere il tempo di organizzare il suo partito. Io prevedo  che, da figliolo sempre innamorato dell’antico padre padrone, lo utilizzerà per attrezzarsi a colpire più forte, unito a Forza Italia, e  recuperare tutti i voti persi  la volta scorsa.

4 pensieri su “Salvare gli altri e affossare i tuoi

  1. Cancellieri idem Idem non est.
    Quello che nella vicenda Cancellieri mi disturba di più è la sorte toccata al ministro Idem.
    Certo, pasticciare con l’Imu al fine di evaderne una quota è grave per tutti, tanto più per un ministro, quindi si doveva dimettere, coerenza, coerenza, bravo Letta! Ma allora cosa dovrebbe fare un Guardasigilli che, in virtù di un’antica amicizia, non priva peraltro di intrecci meno ideali, si mette subito a disposizione e bolla come ingiusta l’attività svolta dal magistrato? E’ questo il comportamento che dovrebbe tenere il Ministro di grazia e giustizia? Certo, il familismo impera (…”sono amica di vecchia data”…) facendo premio sulla carica istituzionale e poi c’è sempre quello slittamento semantico per cui, da noi, ciò che è “indegno” è percepito come “peccato”, ma allora se è peccato va perdonato (Uno in Palestina lo faceva settanta-volte-sette). IPOCRISIE. La Cancellieri viene assolta (“perdonata”) solo perché altrimenti si creerebbe un problemone per il governo. Solo per questo. Così la coerenza del “Letta-ministro Idem” va in pezzi di fronte a quella del “Letta-governo Letta”. La Cancellieri ha dimostrato che non tutti i carcerati sono uguali e Letta, per non essere da meno, che non tutti i ministri sono … idem, ma che il potere e la sua conservazione fanno sempre aggio sulle cosiddette questioni di principio.
    Dei tre candidati alla segreteria PD uno solo si è dimostrato in grado di non mescolare principi e opportunismo, infatti è anche l’unico che non ha dietro nessuno dei vecchi impapocchioni sempre disposti ad ogni compromesso in nome di più alti interessi, dicono loro, che poi non sono altro che i loro propri personali interessi.

  2. Sono profondamente deluso per il caso Cancellieri, che il Pd l’abbia salvata, è vergognoso,Letta dice che votare la sfiducia alla Cancellieri, era votare contro il suo governo, governo solo degli annunci ma di fatti concreti pochi, poi il Presidente Napolitano, mi ha deluso, si stà comportando al di fuori della costituzione, come se fosse una repubblica presidenziale, mi ha deluso.

  3. Condivido totalmente lo scritto di Teresa Vergalli e non può essere diversamente e per chi crede ancora nella sinistra come speranza di riscatto dalla amoralità della politica è un colpo basso che indubbiamente ci farà riflettere alla prossima tornata elettorale .

  4. Solitamente non sono una vera carogna (spero) ma la notizia dell’arresto dei Ligresti mi aveva reso felice.
    Da anni nutrivo nei loro confronti un sentimento complesso: disprezzo, rabbia, senso di impotenza.
    La loro storia, passata dall’amicizia fraterna con la famiglia Craxi a quella con la famiglia Berlusconi, è davvero disgustosa.
    Le schifezze avvenute nella gestione dell’Istituto Galeazzi avevano passato il limite (incidente alla camera iperbarica compreso, per mancate misure di sicurezza).

    L’arresto dell’intera famiglia Ligresti e la condanna, nello stesso giorno, di Tronchetti Provera sono stati colpi forti alla credibilità di una élite che ha pesantemente condizionato questi ultimi 30 anni della vita del nostro Paese e che ha dato un contributo decisivo, con la sua avidità di soldi e di potere, alla crisi economica di oggi. Collegare Craxi ed il CAF, travolto dalle inchieste del pool di Milano, alle fortune di Berlusconi non è stato mai difficile per chi ha seguito le cronache degli anni 90. Il modo in cui Ligresti ha continuato ad operare sotto l’ombrello, di cui dovremmo discutere con più forza la legittimità, di Enrico Cuccia e di Mediobanca dopo essere stato arrestato e condannato dal magistrati di Mani Pulite, propone con forza l’dea
    di un potere economico che ha continuato a governare il Paese, cambiando semplicemente i suoi riferimenti politici. Senza che mai si sia riusciti da sinistra, però, a limitare il potere e la cialtroneria di persone che tutto erano tranne che dei “capitalisti”.
    I termini sono importanti, infatti, e capitalista è, o dovrebbe essere, colui che investe e produce cercando margini, più o meno accettabili, di profitto, non colui che ruba, corrompe, stravolge gli ordinamenti democratici di un Paese. Distruggendone insieme la credibilità e l’economia.
    Un capitalismo ottuso che non concepisce più il lavoro come mezzo di sviluppo economico.
    Ecco perché è intollerabile il rapporto di un Prefetto prima, Ministro agli Interni e di Grazia e Giustizia poi, con questi mascalzoni.

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