Primarie PD, non è un concorso di bellezza

Leopolda 2013, di Lucca di Ciaccio

Leopolda 2013, di Lucca di Ciaccio

Se fosse  un concorso di bellezza voterei per Civati.

Ma è un concorso per il futuro e quindi voglio riflettere. E le riflessioni mi portano a Renzi.

Sebbene, ormai, venga attaccato da tutti, perfino da Angelino. Vediamo dunque le contestazioni.

Il carisma

Gli si rimprovera il carisma abbinandolo al carisma del caimano. Con l’accusa di aspirare ad una specie di dittatura presidenziale. Senza chiedersi da dove viene il carisma, e di che natura è. Il   successo del caimano, scambiato per carisma, si dovrebbe chiamare servilismo o invidia o ammirazione di furbizia nella speranza di imitarlo o di esserne assolti, visto l’esempio in grande.

Il carisma di Matteo lo vedo come speranza.

Finalmente abbiamo qualcuno che può sfondare e chi lo vuole azzoppare significa che vuole perdere. Vuole perdere pur di non cambiare. Non vuole che venga toccata quella opaca rete di piccoli privilegi, di poltroncine e strapuntini dove si è arrivati per appartenenza e quasi mai per merito, attraverso i rami di quell’albero velenoso che si diparte in correnti e clientele, come in effetti   è diventato tanta parte del PD. E che proprio per questo non ha voluto vedere e tanto meno combattere gli stessi  mali a casa degli altri.

Il carisma di Renzi  non gli è venuto dal partito, perchè il partito di questi tempi non ha mezzi  mediatici per creare alcunchè.  Una volta c’erano i grandi comizi, c’era un giornale. Ora i grandi comizi li fa Grillo – e la cosa più che preoccuparmi mi spaventa. Mi spaventa la superficialità della gente che si accontenta delle battute, del turpiloquio, come se le scelte sulla cosa pubblica fossero uno spettacolo. Mi spaventa l’uomo solo al comando, questa sì, dittatura sostanziale, mascherata dall’applauso della piccola elite in rete.

Da anni non abbiamo voce. Nemmeno più una radio, affossata se ricordo bene da quelli che sono sempre più a sinistra e che per volere tutto e subito – alla Bertinotti e alla Diliberto – ottengono il nulla, anzi fanno retrocedere disastrosamente.

Ora se Matteo ha carisma se lo è guadagnato da solo. Ed è una fortuna che ce lo  metta a disposizione, per una svolta. Un cambiamento visibile, di forma e di sostanza. Credete che se Obama non avesse avuto carisma avrebbe potuto diventare presidente?

Che poi il carisma debba servire a uno scopo non personale, è ovvio. E qui si vede la differenza col caimano, senza che io perda tempo a ricordarlo.

Fare il sindaco

Poi c’è la scelta di continuare a fare il sindaco che gli viene contestata.  In questo ci si dimentica che Firenze, per il mondo, è una città importantissima per luce di cultura, di bellezza e di storia. Essere sindaco di una tale città è un titolo e un merito che noi, da questo nostro pianoterra  localistico non vogliamo vedere.

Restare sindaco è, come dice lui, restare vicino ai problemi veri.  Non cementificare, pensare agli asili e ai nidi, togliere il traffico, risolvere i problemi dei rifiuti. Valorizzare l’arte e la cultura. Sono problemi di Firenze e sono problemi dell’Italia. La cementificazione e i rifiuti sono pascolo di mafia e di camorra. Il traffico è problema di clima e di ambiente e di qualità della vita. I nidi e le scuole e gli asili sono problemi di lavoro e di donne. L’arte e la cultura è tesoro da vantare e salvare. Tutto questo è materia  da affrontare anche in grande. In meridione e in tutta Italia.

La critica più risibile è quella di ipotizzare che fare il sindaco gli porterà via troppo tempo perché il Pd è una macchina molto complessa.

A me sembra che tagliare le gambe alle correnti e mettere a riposo i troppo usurati personaggi del passato sia già una bella semplificazione. E se vi si aggiunge una bella squadra di giovani finalmente ottimisti e generosi. Poi viene da ridere pensando agli altri, che sono sempre stati contemporaneamente dirigenti e parlamentari. Forse confessano che al parlamento non c’era nulla da fare o che loro ci andavano solo per finta? E le commissioni e gli approfondimenti? E gli obblighi vari?  La differenza che io ci vedo è che da deputati o senatori si sta ai piani alti, lontani, anzi lontanissimi dalla gente e dai problemi, mentre a Palazzo Vecchio ci sono le persone, lì, vicine e parlanti.

Candidato al partito o al governo

Parla e agisce come se fosse aspirante  premier,  mentre in palio c’è soltanto, per ora, la carica di segretario del PD. Intanto un segretario deve dire che programma si prefigge. Non come Bersani che non l’ha detto nemmeno in campagna elettorale. Poi è ipocrisia, visto che nello statuto del Pd è detto che il segretario, in caso di elezioni, si candida a premier. Questo secondo logica, se si vuole andare al governo, se  si vuole vincere le elezioni.  Così succede nelle altre nazioni europee.

Tra l’altro abbiamo brutte esperienze alle spalle. Un premier, per lavorare bene, deve avere  dietro  un partito che lo sostiene, non che gli fa la lotta più o meno sotterranea. Un partito senza correnti, appunto. Un partito che abbia solo correnti di pensiero e non di potentati.  Che si discuta, ma che si respiri aria nuova, giovane e pulita.

Vuole far cadere il governo Letta

Questa è una cosa che Cuperlo  e soci non dovrebbero tanto sottolineare. Mi sa che possa proprio aiutare Renzi. Perché penso che tra i cittadini di sinistra siano molti quelli che se lo augurano. Questo governo, nonostante la imperturbabilità di Enrico, non gode molta simpatia. Del resto come si fa a sperare che farà qualcosa di buono dovendo lavorare con Formigoni e Giovanardi, e soprattutto con Alfano, autore del famoso lodo e delle tante leggi e leggine ad personam. Col governo per giunta  azzoppato dalla vicenda Cancellieri.

Personalmente sono molto dubbiosa. Varrà la pena di soffrire fino al 2015 con tentennamenti, riforme svanite, piccolo cabotaggio, nella speranza – o illusione –  di incidere e decidere sulla evoluzione dell’Europa in  stati uniti, o in una entità più simile alle idee di Ventotene e più lontana da un ente troppo finanziario e ottuso? Tanto più che nel frattempo il caimano si organizzerebbe per bene, sorprendendoci con carte nuove tipo figlia Marina o candidatura europea dalla porta dell’Ungheria (tramite i neonazisti ! Che capolavoro sarebbe!). E sempre aspettando che nel frattempo, anche Alfano, oltre a continuare a ricattare Letta,  costruisca la sua nuova destra mentre  magari  il Pd debba difendersi  ancora una volta dagli attacchi  dei suoi vecchi capibastone, che già adesso  tanto lavorano dietro le quinte contro Renzi e contro Civati.

Insomma,  proprio per questo, bisogna che le primarie vadano molto bene.  Intanto in questi pochi giorni ascoltiamo  Renzi con molta attenzione. Credo che chiarirà tutto, e dimostrerà ancora una volta di essere l’unica buona speranza rivolta al futuro.

(materiali sulle idee di Renzi sono sul suo sito. Utile leggere le enews.  Fra le interviste, è molto interessante questa. Per sapere come votare alle primarie, dove possono votare tutti i cittadini, basta andare qui)

2 pensieri su “Primarie PD, non è un concorso di bellezza

  1. “Intanto un segretario deve dire che programma si prefigge. Non come Bersani che non l’ha detto nemmeno in campagna elettorale”: Parole sacrosante!

  2. Cara Teresa,
    ho letto le sue riflessioni e ho visitato il suo blog. Straordinario.
    E spero di leggere la sua storia. Per ora vorrei solo aggiungere le mie riflessioni alle sue. Quando si riflette in più persone, per tutti è un vantaggio.

    “Se fosse un concorso di bellezza voterei per Civati”
    Sapere che Civati può essere il suo “tipo”, almeno per bellezza, per me è importante. L’idea di bellezza, in ognuno di noi, è sempre associata a altro. E credo di percepire cosa sia quest’altro. E’ comunque qualcosa di nobile. Ma andiamo al dunque.
    Se fossi del Pd non voterei, perché non vorrei dare il mio assenso a una visione della politica tutta fondata sulla lotta tra “capi”, monocrati più o meno assoluti, sempre maschi (almeno in Italia) e molto spesso tifosi di calcio. Il monocratismo, l’idea di affidare le sorti del paese a una persona, a mio avviso, è l’esito storico del maschilismo, e non è più adatto, il monocratismo, a rispondere alla comprensione/soluzione dei problemi di tutti. Non riesco a vedere un futuro ancora dominato da giocatori di pallone pronti a scontrarsi in campo, da spadaccini sempre in duello, da affabulatori in gara perenne. Ecco, preferirei una guida di coppia, un uomo e una donna, sempre, per un governo duale, mite, oltre le ambizioni personali, oltre qualsiasi carisma.

    “Il carisma”
    Il carisma appunto. E qui poche parole. La mia generazione ha un’idea di carisma non spendibile nell’attualità dei tempi. Per nessuna/o. E forse anche per la sua generazione è così.
    Pienamente d’accordo sul carisma del caimano; è frutto di un danarismo avvilente, all’origine di ogni servilismo, anche quando si proclama libero (ricordo i “servi liberi” alla Ferrara!).

    “Il carisma di Matteo lo vedo come speranza”
    Ma confondere/assimilare carisma e speranza in una persona (Renzi non è in discussione, vale per chiunque) a me pare ingiusto. Perché se si affida carisma /speranza a una persona, senza aver definito regole generali per l’assegnazione di incarichi, magari per sorteggio da un elenco di “meritevoli”, il merito a lei così caro continuerà a dipendere da un’appartenenza, e un’appartenenza se è senza concorrenza, è più pericolosa.
    D’accordo sul disastro etico di ogni clientela. E un po’ anche per tutto il resto. Ma solo un po’. Infine, si parva licet, il carisma di Obama nasce da un’idea di “costruzione” di una comunità più solidale (la riforma sanitaria), al contrario Renzi deve la sua fortuna di consensi a un’idea di “distruzione” di una comunità, sia pur chiusa, attraverso la rottamazione, almeno al suo inizio (e gli inizi…).

    “Fare il sindaco”
    A questo riguardo, da qualunque parte si veda il problema, credo sia sempre strumentale ogni presa di posizione; si tratta di materia opinabile, e quindi è difficile intervenire. Ma se esistono delle regole….

    “Candidato al partito o al governo”
    Anche su questo punto è difficile aggiungere altro o scegliere tra condividere e non condividere. E’ questione di regole (se un partito è democratico, le regole sono importanti, e possono cmq cambiare con il consenso generale, è già successo, ai tempi di Bersani, per aprire a Renzi. E ricordare questa scelta di Bersani per l’estensione della democrazia significa continuare su una giusta strada, a prescindere dalle persone.

    “Vuole far cadere il governo Letta”
    Speriamo, ma non prima di una nuova legge elettorale.

    “Credo che chiarirà tutto, e dimostrerà ancora una volta di essere l’unica buona speranza rivolta al futuro”
    Bellissima questa conclusione, al di là della persona chiamata a chiarire –insisto, non credo nel monocratismo, anche perché ogni capo diventa capobastone -sono per un mondo conviviale http://lesconvivialistes.fr/- , perché alla nostra età l’attenzione al futuro è indice di generosità, una generosità che per lei ha la sua origine nella lotta di Resistenza, per la mia generazione nelle battaglie del ’68, e, per la parte comune, nelle aule di scuola. O no?
    E grazie per il suo intervento.
    Con stima

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