Carissimo Matteo

matteorenzi

Carissimo Matteo, oggi faccio  domande e pensieri.

Hai detto ambizione smisurata. Perché non hai detto coraggio smisurato? Azzardo smisurato? Tutti dovrebbero vederlo, questo coraggio.

Forse hai dato retta ad alcuni grandi vecchi che recentemente hanno predicato in Italia e in Francia con parole di fuoco: “ Ragazzi, fate la rivoluzione, ribellatevi”.  Ti stai buttando tu a fare la rivoluzione?  Ti ribelli per tutti noi? Per trascinarci? Io credo di sì. Spero che i tuoi “renziani” parlamentari o meno, ti seguano in questa rivoluzione. Ed anche gli altri che stanno distratti e sdraiati a giocare sul web o  ad assaggiare i granelli avvelenati di Grillo.

Che ci sia bisogno di correre mi sembra evidente. Hai detto uscire dalla palude.  Cioè non restare impantanati, muoversi. Hai voluto dire che bisogna correre? Credo di sì.

Più che palude, io ci vedo una politica in fila indiana che cammina su un tappeto mobile che va all’incontrario. Insomma tre passi avanti e due indietro e talvolta due passi avanti e tre indietro. Tutto al rallentatore, una specie di moviola continua. Quando il  mondo da noi e dappertutto non solo corre, ma supera sempre i record precedenti, a partire dal web, dal globalismo, dal costume. E, purtroppo corre anche la crisi, cioè disoccupazione, fallimenti e povertà. Ecco, appunto bisogna correre, o almeno camminare di buon passo. Vedo per te e per la tua squadra una bella e avvincente maratona, con qualche tappa di corsa e molti ostacoli da saltare.

Mi auguro davvero che tu sia quello che trascina i giovani e tutti ad una stagione di rivoluzione, di  rivolgimento. Non è più tempo di armi o di violenza, ma di rivoluzione sì. Di coraggio, anzi di azzardo. Di innovazione. Di uscire dagli schemi e dalle incrostazioni. Di idee migliori. Una specie di  grande anello di Ginevra, in corsa verso il bosone dei diritti, o, da italiani, le grandi trappole del Gran Sasso per catturare e fermare il neutrino burocrazia.

Per Letta Enrico mi dispiace. Con la sua flemma e il suo autocontrollo, lo ricordo pur sempre dietro le spalle di Bersani, ed anche in qualche passato governo, indicato con orgoglio come il più giovane. Certo capace, oltre che giovane. Ma appunto mi sembra che la flemma e la serietà non siano qualità bastevoli. Non bastano più. Il ritardo è troppo.

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