Immagini no, immagini si

Foto di Simone Ramella

Foto di Simone Ramella

Oggi ho visto su viale Togliatti un enorme tabellone elettorale, con tanto di faccione e di slogan. Per le europee!
Dire che mi sono indignata è troppo poco. Ero sull’autobus. Non ho colto il nome ne’ riconosciuta la faccia di quel prepotente, ma solo il partito. E’ uno del Nuovo Centro Destra, cioè Ncd. Cioè è uno del partito di Alfano. Quindi, in successione, ecco tutte le domande, che spero facciano anche quelli che lo vedono. Quanto costa uno di quei mostri? Completo di pilastri e struttura? Quanti ce ne sono già in tutta Roma o in tutto il Lazio? Quanti quel bel tipo ne metterà ancora da qui al giorno fatidico?
Per parte mia, sceglierò di votare proprio chi non mette manifesti, né grandissimi né normali. Accetterò soltanto di leggere un chiaro volantino monocolore, simpaticamente arrivato a mano. In aggiunta o al posto di qualche incontro nel quartiere o nei dintorni. E spero proprio che moltissimi altri decidano come me.
Quell’immagine pugno allo stomaco mi ha fatto ricordare di altre immagini che invece vorrei vedere, per le quali qualcuno mi fa arrabbiare. Quelli di Gazebo, cioè Diego Bianchi, Zoro, hanno un disegnatore eccezionale, ironico ed efficace. Senonchè i suoi disegni corredati da battute, compaiono quasi sempre un solo istante, a volte con il buon Diego che vi ci si mette proprio davanti. Io sono svelta a leggere, ma con tutta la buona volontà spesso devo arrendermi. Anche qui mi viene un pensiero terra terra. Cosa lo pagano a fare un tizio così bravo se poi buttano via i suoi disegni? E lui non protesta? Conclusione. D’ora innanzi vado a letto o guardo qualcosa d’altro, o leggo.
Identico discorso contro il regista di Che tempo che fa di Fazio. Quando c’è il bravo De Caroli che commenta un quadro o un’opera d’arte, la videocamera resta sulle due facce, l’opera d’arte è in fondo, piccola, male illuminata e sempre per poco tempo. D’accordo che le cose belle è meglio gustarle dal vero, ma se ce le fate vedere un po’ più a lungo, ci aprite i cuori e ci spingete a passare qualche ora in più ai musei, alle mostre e alle iniziative del FAI.
Spero di non dovermi indignare ancora. E, da spettatrice, di essere rispettata di più.

 

Un pensiero su “Immagini no, immagini si

  1. Bei disegni visti di corsa e poi buttati, immagini meravigliose che scorrono alla velocità della luce e poi buio pesto. Per fortuna ci sono persone come Teresa che riescono ancora a scrivere più di 14 caratteri. Ci si occupa giustamente di slow food, sarebbe bene qualche volta occuparsi anche di slow life.

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