Se non ora….adesso!

Donne in carriera, foto di Corrado Truffi

Donne in carriera, foto di Corrado Truffi

 

Se non ora, adesso.  Quasi non ci credo.  Che il soffitto di cristallo si sia un po’ rotto,  che ci siano tanti ministri quanto tante ministre, che le capolista alle europee siano tutte donne nel pd.

Che quell’onda indignata delle piazze di se non ora quando sia arrivata finalmente, non a parole, non a cortei, non a dibattiti, ma nei fatti?  Fatti e persone.  Ci voleva un Renzi e la sua squadra per tanta rivoluzione? Dopo tanta chiacchiera? Demagogia a ufo? Teoria a vuoto?

Ora un fatto, una chiarezza. Ecco, una donna ministro della difesa, per esempio. Con tutti i soldati sergenti  ufficiali colonnelli o generali a doverla seguire. Con cuore di donna e competenza di persona.

Poi le ultime promozioni. Quelle donne inserite in alto, alle aziende pubbliche, non per bellezza o per genere, ma a giocarsi quella competenza e a sostenere i previsti impietosi esami.  Perché tutte, quelle e queste, non avranno sconti, non  saranno mai perdonate nemmeno per un bruscolino.

Tuttavia, oggi, care amiche di email di sms o di blog, godiamoci questo momento. Nei fatti  sentiamo di essere ad un passaggio decisivo. Finalmente siamo diventate  persone, cittadine, cervelli e competenze, alla pari, anche se diverse, a tutti i compagni dell’altro sesso.  Non è più il tempo di mia madre che si ribellava al non contare niente, anzi, meno di niente solo perché donna.

Senza dimenticare che il mondo vicino e lontano ha ancora un piede nel medioevo. Pregiudizi, diffidenza, ignoranza, voglia di considerarci loro proprietà e loro divertimento. Ce n’è fin troppa di questa zavorra. È cronaca nera o quasi nera. Non si finirà mai di  lottare. Non più da sole, però.  Noi per tutti e tutti  per noi.

 

Radici nella Resistenza

Sarà per questo risveglio di interesse sull’altra metà del cielo che si cerca di riacciuffare le verità sull’apporto femminile alla storia di settanta anni fa.  In RAI si parlerà del 25 aprile dalla parte delle donne. La sera di questo venerdì di festa,  su TVsette del GR1 in seconda serata andrà in onda un documento indagine, firmato da Grazia Mazzola, valente giornalista di inchiesta.  Non perdetelo.  Ne uscirà uno sguardo diverso che arriva ad oggi e va avanti.

 

Scuole e insegnanti

Parlando di donne ho riflettuto su quelle che mi stanno attorno. Sono immersa in una bella realtà femminile che va sempre più affollandosi. Ogni volta che vado nelle scuole incontro insegnanti che mi suscitano ammirazione e simpatia. La scuola, veramente, si regge su di loro. Anche sui pochi insegnanti maschi, in verità. Con le donne  è inevitabile e meraviglioso diventare amiche.

Al quartiere Boccea, insegna Francesca, che ha organizzato tre giorni di incontro storico, letture, riflessioni, visite e viaggi. In quella scuola Renzi Matteo e Renzo Piano avranno un bel po’ da fare.  In diverse aule non  si poteva entrare, perché inagibili.  Mi  aveva colpito un cartello appeso a una porta, con su scritto a pennarello : “Non entrare! Ci piove!”  Era l’aula per le lezioni di musica. Gli strumenti stavano addossati al muro della sala grande accanto.  Ho commentato che almeno avevano una bella dotazione, anche un pianoforte a coda. La risposta è stata. “E’  grazie ai genitori. Se abbiamo qualcosa in più è tutto per merito dei genitori”.  Ho ricordato che anch’io, alla mia scuola, tanti anni fa, avevo al centro dell’aula un bel secchio per l’acqua dal soffitto.

Una nuova amica è Giuliana, che insegna a Tor Bella Monaca, scuola media Ilaria Alpi. Tra i ragazzi problemi di ogni tipo, famiglie con situazioni di ogni tipo. Eppure, quelle tre classi, sono state non solo attente, ma ricche di domande  dette a voce oppure scritte. Qui insegnare è affrontare la realtà. Ho detto altre volte che insegnare è operare su diversi piani. C’è il contenuto culturale, volgarmente chiamato didattico. Poi bisogna tenere conto di tutto, tenere insieme tutto. Organizzare i tempi, trovare accenti e contenuti coinvolgenti, cogliere  stanchezze o chiusure, e, alla faccia della privacy, tener conto di ciò che c’è fuori e cosa c’è stato prima. Qui, oltre la cultura, serve la psicologia, la generosità, la sociologia e persino  la politica.

In aiuto a queste persone coraggiose, vorrei che si facesse qualcosa per le  aule dove ci piove e  per le  scuole  che tamponano le falle sociali.  Vorrei che gli insegnanti, oltre ai problemi di registri burocrazia  e regole, avessero anche loro una speranza per poterne regalare un po’ anche ai ragazzi.

Un pensiero su “Se non ora….adesso!

  1. Si, Teresa, sono d’accordo e mi piace che si parta davvero con le scuole.
    Sono un pò rammaricata per alcune amiche che dicevano che Renzi parlava poco di scuola nei suoi programmi. Ben venga il poco parlare l’importante è fare. Io continuo a sostenere Renzi, anche se non ce la dovesse fare, ha innescato il punto di non ritorno e a dispetto delle ortodossie è quanto di meglio io stia vedendo da molto molto tempo.
    Lola Sivieri, una tua vecchia (in senso anagrafico ma anche storico) e assidua lettrice.

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