Come si guardano le donne

meriam

Sono abbastanza infastidita da tutta questa commedia al Senato. Con questi supposti perfezionisti o supposti adoratori della democrazia che nascondono, secondo me, ben altre ragioni.   Io  credo che un Senato non  eletto e  con poteri ridotti  non  tolga libertà ai cittadini, non sia un pericolo per la democrazia. Questo spreco di tempo e di fatica allontana soltanto decisioni più concrete sui nostri problemi, cioè  il lavoro, l’economia, le famiglie.

Mi salvano da questo fastidio, alcuni episodi che sembrano minori.

Per esempio il trasporto della Concordia,  conferma  di competenze e di organizzazione.

Ancora di più l’arrivo oggi a Roma dal Sudan di Meriam, a sorpresa. Tanto che nemmeno i giornali hanno fatto in tempo a darne notizia. Mi piace che si sia lavorato in silenzio. Mi piace che la Mogherini abbia cambiato la sua agenda di ministro degli esteri per accogliere questa donna, coi suoi due bambini e il marito.  Mi piace che Meriam venga proprio in Italia, capitale della cristianità e ora anche capitale d’Europa. Mi piace che l’aereo per arrivare a Ciampino sia passato sul mio cielo,  come tutti quelli che vedo e sento passare sopra le case di fronte alla mia finestra. Mi piace che il Papa l’abbia ricevuta tanto presto, proprio  mentre scrivevo questa pagina. Mi piace che all’arrivo ci sia stato Renzi  con accanto, stavolta, la moglie Agnese.

Tutti segni di come da noi stia cambiando il modo di guardare le donne. Vi sembra poco? Vi sembra forma o sostanza risarcire una donna di tante crudeli sofferenze, inflitte non solo per intolleranza religiosa, ma in omaggio alla proclamata inferiorità della donna?

C’è una immagine che mi fa rabbrividire. Questa piccola bimba, che la madre ora così dolcemente tiene tra le braccia, è venuta al mondo in un film dell’orrore. La scena è un carcere, ma la madre non solo partorirà con dolore, ma dovrà partorire incatenata. Con le gambe incatenate!  Invito tutte le donne che hanno messo al mondo un figlio a sentirsi come Meriam. A immaginare i suoi pensieri, i suoi muscoli e la sua volontà perché quelle catene non diventassero tragico ostacolo a quella vita. Mettetevi al suo posto, chiedetevi  quanta forza  bisogna avere.

Anche da noi, nonostante le tante donne salite al giusto incarico per merito, non tutto è a posto. Abbiamo un piede nel futuro, ma un tallone nel medioevo. Il femminicidio, le violenze in famiglia, le discriminazioni sono i nostri guai. Eppure è giusto voler essere alla testa della lotta mondiale per il riscatto di genere. Le ragazze nigeriane rapite, le spose bambine, le bimbe condannate all’infibulazione, le piccole e meno piccole costrette alla prostituzione, ecco i vari film dell’orrore di qua e di là nel mondo contro cui combattere.

 

Sul tema del rapporto con le donne non posso tacere un pensiero che mi stringe la gola da qualche settimana. La assoluzione di Berlusconi sull’affare Ruby. Decine di riviste colorate con immagini ridenti dell’ex Cav con la sua bella!   Evviva.  Assolto.  Innocente ! Tutto un tripudio.

Innocente? Forse per la legge sì. Assolto? Il fatto non costituisce reato.

Invece il fatto costituisce colpa. Colpa civile, colpa morale,  colpa politica, colpa verso le donne.  Non per essere moralista alla vecchia maniera, ma per l’ostentazione, la boria di chi, potente e ricco, si crede in diritto di impunità. Tutte quelle ragazze attorno a un anziano elargitore di doni.  A gratis?  Tutte  quelle scuse che in privato ognuno è libero di fare il comodo suo.

In privato un politico non può fare il comodo suo.  Se vuole il mio voto per mettersi alla guida, significa che vuole decidere di me e della mia vita, perché è dalla politica che dipende la nostra condizione e il nostro benessere. Tutti dovremmo ricordarlo.

Allora, se debbo affidarti il  mio futuro e quello dei miei figli e nipoti, non mi basta sentire i tuoi  programmi. Per darti il mio voto pretendo che tu sia onesto in tutto, anche nel privato. Pretendo che tu sia migliore di me.

Ecco perché non sopporto questi strilli  di assoluzione e di oblio. Il Caimano resta un maschio spregevole, che le donne non le rispetta, che se ne fa trastullo e basta.  Quella “fidanzata” poi, che si è assunta il ruolo della smacchiatrice, non so come giudicarla. Penso soltanto che sulla strada dell’emancipazione femminile,  certe donne siano proprio  come  grandi massi o viscide barriere.

3 pensieri su “Come si guardano le donne

  1. Cara Teresa,la riforma del senato è una ossessività sotto la quale si nascondono opposti fini politici, ognuno dei quali spera che alla scoperta delle carte da gioco trionfi o si sveli l’azzardo. Noi non ne vogliamo essere i croupiers e non confondiamo l’azzardo con il coraggio. Il coraggio di ogni giorno, quello che chiediamo come pane di vita. Solo chi distribuisce e impasta quel pane

    ha e avrà la riconoscenza dell’umanità oppressa.Ciao, carissima Teresa. Franco

  2. SENATRICE PUPPATO E L’ ART. 21 DELLA COSTITUZIONE.
    Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
    Quando nel marzo del 2013, Laura Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto , Flavio Zanonato, ora deputato al parlamento europeo affermò:
    “ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”
    Sono stato denunciato da Puppato per averla diffamata con calunnie, il processo inizierà il 17 ottobre prossimo.
    La mia non è diffamazione personale, ma critica a comportamenti politici della senatrice Puppato, diffusa con i mezzi a disposizione di un cittadino. giornali online, social network, emails etc.,etc.. Ho aumentato la diffusione dopo che Puppato mi ha inviato a casa due volte il comandante dei carabinieri di Montebelluna, Arcidiacono per farmi cambiare idea e dopo la denuncia.
    Le mie critiche alla senatrice Puppato riguardano principalmente i seguenti punti:
    • La strumentalizzazione partitica dell’evento del Cansiglio il 9 settembre 2012. Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste. Allego la mia lettera aperta dell’ anno scorso a Carlo Smuraglia e la sua risposta.
    • La sua performance come sindaco di Montebelluna. Tra l’altro fu denunciata al TAR dal WWF locale.
    • Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si è pronunciato a favore della riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si è opposta come hanno fatto altri, per esempio Bertolissi eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica veneta.
    • La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita di entrare negli ospedali ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l’ ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).
    • L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale.
    • Il cambiare troppo spesso posizione. Puppattiana durante le primarie del PD del 2012 per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora renziana.
    • L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.

    Francesco Cecchini 21.06.2014

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