Maratea

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A Maratea c’è la grande bellezza.

Anzi, Maratea  È  la grande bellezza. Quel mare a specchio che lampeggia di onde, quelle scogliere a picco che non hanno bisogno del tramonto per infiammarsi di rosso, quei tetti ruggine dei borghi disseminati  nel verde, le lingue di terra –  penisole o isole – che si infilano nell’acqua, quelle siepi di buganville o di ibisco festose e  accoglienti. E, proprio per noi, quelle distese di ciclamini!  Ciclamini di ottobre!  O ancora quei crocus che accompagnano chi sale dai tornanti verso la cima alta del Cristo ad ali aperte, crocus che sono piccole fiamme d’oro che spuntano dal nulla, tra sassi e sabbia proprio lì, a pochi centimetri dalle auto che salgono in corteo nuziale, verso la chiesetta del sì.

Grande bellezza anche quel Cristo, fratello di quello di Rio, bianco, enorme, protettivo e accogliente, eppure giovane, col volto di un ragazzo di qui.

È grande bellezza quella dei ragazzi delle ultime classi, che ascoltano pazienti e attenti per una lezione lunga il triplo o il quadruplo, alla quale però intervengono con tante domande che sono commenti o riflessioni.  È grande bellezza il calore delle insegnanti e degli insegnanti che sanno di fare il mestiere più  bello del mondo.

È grande bellezza  anche  l’amore e la cura che ha dato forma agli edifici dove si fa scuola.

Quell’Istituto superiore che si chiama Giovanni Paolo Secondo, accoglie una generazione giovane  da tanti scuolabus e addirittura da un convitto. Li accoglie con rispetto, come si accoglie un ospite di riguardo. Pulizia e luce, dentro e fuori, a partire dal grande murales  che è un messaggio di presentazione. Dentro,  corridoi,  aule e  scale, sono mostra permanente delle opere degli allievi  dell’indirizzo artistico. Pittura, scultura, ceramica, rame, modellismo, mosaico. Festa per gli occhi, messaggio di fiducia, dimostrazione di capacità.

È grande bellezza anche l’impegno e l’imbarazzo  delle ragazze e dei ragazzi dell’alberghiero alla loro primissima prova pratica di quanto vorranno fare nella vita. L’alberghiero sta quasi tutto in un edificio romanico, ex convento ed ex ospedalino, che a sua volta è un’altra grande bellezza. Lì tre giovanissime allieve ci hanno presentato i loro sorprendenti centrotavola, creati solo con bacche e  foglie colti lì accanto. Altri studenti futuri sommelier e futuri cuochi hanno trovato la frase esatta  per descrivere le scelte e le qualità dei vini, oppure la composizione delle pietanze e la presentazione armoniosa della frutta. Il loro simpatico istruttore-professore-allenatore ci aveva prima  mostrato con orgoglio le attrezzature lucidissime  necessarie a  tutto quell’esercitarsi, a tutto quel sapere che ruota attorno al cibo e alla natura. Ora  accompagna gli allievi nei vari ruoli, li avvicenda, li incoraggia con gli occhi e con il sorriso e ci ricorda che questo è un gruppo giovane  alle prime esperienze.

In un comune così decentrato e disseminato tra monti e piccole riviere, l’istituto statale superiore ha quattro indirizzi. L’artistico e l’alberghiero, poi  lo scientifico e infine, aggiunto da poco, il nautico. Bell’esempio di quanto ci  aspettiamo dal futuro. L’amore e la cura delle arti, la civiltà  del cibo e dell’accoglienza, l’importanza della scienza come strada per lo sviluppo e infine il mare, da cui un tempo ci si aspettava il pericolo e da cui ora si vuole partire verso il mondo da tutti gli oceani.

È qui, in questa grande bellezza, che mi hanno accolto per la mia  esperienza di vita e di storia. È una fortuna e un privilegio aver incontrato tutti loro. I ragazzi e le ragazze, prima di  tutto, ma anche  i cittadini e le cittadine convenuti in biblioteca. Tanta riconoscenza a tutti quelli che hanno animato,  moderato e arricchito  gli incontri e la discussione.  All’entusiasta  dirigente scolastico, ai professori di filosofia  storia  e  lingua, e alla animatrice del Centro Culturale. Un augurio di gratitudine ai  giovani e motivati  amministratori comunali – sindaco vicesindaco e assessora alla cultura.

A chi ha voluto e promosso questa esperienza, Gabriele e Alessandro, organizzatori dell’Anpi di zona  e  della regione Basilicata, uno speranzoso  arrivederci.

Un pensiero su “Maratea

  1. Gentile sig.ra Vergalli,

    Sono commosso e grato delle bellissime espressioni da Lei avute nei confronti della nostra Scuola, degli Studenti e degli Operatori scolastici tutti, nonché nei confronti della nostra splendida città.

    Con l’augurio di poterLa nuovamente incontrare, rinnovo sentimenti di sincera gratitudine.

    Il Dirigente Scolastico
    Prof. Avv. Francesco GARRAMONE

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