Greta e Vanessa

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Forse non sono la sola ad aver provato un sentimento di pietà, vedendo i volti di Greta e Vanessa, le due ragazze appena liberate. Mi sono sembrate piccole, smarrite, sopraffatte, ferite. L’angoscia mia e quella loro si sono mischiate e tramutate in sgomento, in gigantesco punto di domanda. Dove abbiamo sbagliato?  Il mio sentimento per queste due giovani donne lo chiamerei di pietà affettuosa.

Ho ricordato un’altra immagine, quella dell’arrivo delle altre due ragazze sequestrate, le due Simone, – così le abbiamo chiamate- che scendevano dall’aereo sorridenti e luminose in quei loro bellissimi lunghi e fioriti abiti etnici. Ho ricordato anche all’opposto il volto di Giuliana Sgrena, maschera di dolore e di incredulità, come se vi si fosse impresso il peso del corpo morto di Calipari.

Ripensandoci, abbiamo ormai un bell’elenco di donne sequestrate in quel dilemma bellico che è il  Medio Oriente.

Greta e Vanessa non sorridono e sorrideranno ancora meno quando conosceranno tutte le cattiverie, tutti i rimproveri che si sono viste buttare addosso. Chissà se potranno ritrovare i loro volti, quelli sorridenti e ingenui di “prima”.

Mi si era stretto il cuore al momento di quel video dalla loro prigione dove chiedevano aiuto. Avevo pensato. Ecco come si distrugge una donna. Anche un vestito tutto nero che nasconde e cancella, che riduce persino il viso ad una piccola maschera senza colore e  senza forma, è di fatto una uccisione, un annientamento. Non sei più tu, sei una cosa, un oggetto, che tengo in vita soltanto per servirmene. Un buon boccone dentro un barattolo scuro, da godere o da buttare.

Greta e Vanessa sono accusate di leggerezza, di non  essere state prudenti, di non aver seguito procedure più sperimentate. Mi sono ricordata di noi ragazzi della resistenza, anche più giovani di loro e meno colti. Quante leggerezze. Quante prudenze ignorate. Molte di quelle leggerezze o incompetenze o imprudenze sono costate la vita.

Quella squadra del  mio paese che dopo lunga marcia si rifugia per un breve riposo in un fienile e viene sorpresa dai tedeschi.  Sparatoria, fuga avventurosa, feriti, poi gratificati con medaglie. Non avevano pensato di mettere qualcuno di sentinella. Lo confessano dopo molti anni. E tante altre sortite, tante ingenuità, tanti azzardi, tante imprudenze. La storia di quella strana guerra potrebbe essere rivista mettendo in luce queste falle o colpe. Tuttavia lo scopo e il risultato, pur pagato così caro, è quello che ci ha salvato. Che ci ha dato la nostra libertà, quella che ci spinge, oggi, a difendere e chiedere la libertà per tutti i popoli.

Anche le due ragazze, le piccole Greta e Vanessa, se hanno sbagliato in imprudenza non hanno sbagliato in obiettivo, in sogno di solidarietà, in voglia di giustizia, in prova di amore. Perciò io le abbraccio, da nonna, da partigiana, da persona che ancora sogna non solo la non-guerra, ma minori disuguaglianze e minori dolori su questo pianeta.

3 pensieri su “Greta e Vanessa

  1. Cara Teresa,

    il tuo scritto è una boccata d’aria pura. Anch’io vorrei abbracciare Greta e Vanessa come nonna e come donna. In questi giorni in rete è circolata tanta spazzatura e, immancabile, la costante maschilista che ebbe fortuna ai tempi delle due Simone. Ora riesplode con aumentato vigore osceno per due ragazze, «sicuramente» alla ricerca di avventure sessuali. Spazzatura che il web raccoglie e amplifica in un delirio sessuofobo e, perché no?, pure terrorista: mai si usa un simile oltraggio quando il rapito è un uomo. In mezzo a tanta bestialità anonima, c’è chi si firma (con foto) ed è nientepoponimenochè il (dis)onorevole Gasparri.
    Scrive in un tweet: #VanessaeGreta sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!@forza_italia.

    Maurizio Gasparri, intervistato su Repubblica, a Maria Elena Vincenzi che gli chiedeva ragione del tweet qui sopra ha così risposto «Spero che non sia vero. Io registro e chiedo. Non ho affermato nulla. Non vedo perché non posso fare una domanda». Disgustoso, altro non saprei dire.

    Un abbraccio.
    Enrica

  2. Ho fatto il copia-incolla e inviato il tuo scritto a tutti i miei contatti. Sono molto orgogliosa di poter scrivere “questo è un testo della mia amica staffetta partigiana Teresa Vergalli”.
    Ed ecco un esempio delle tante risposte che mi sono pervenute:
    “Non conosco la tua amica Teresa ma l’ho immediatamente inserita di diritto nel mio personalissimo elenco di “Anime belle”.” Luca

  3. Cara, carissima Teresa. Gasparri è immondizia! Quello che mi dispiace è che quella che tu e tanti altri chiamano una” leggerezza”di due giovani piene di entusiasmo ha messo a repentaglio altre vite umane. Altro non aggiungo.

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