In Basilicata

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Sono stata in Basilicata, Italia del Sud. Scoperta bellissima. Troppo spesso ci dimentichiamo di quest’altra Italia, piena di importante passato e di vivissimo presente. Per fortuna Matera sarà capitale mondiale della cultura e un po’ di fari si accenderanno su quelle bellezze e su quella storia.

Ho conosciuto Rionero in Vulture, la sua gente, i suoi ragazzi, i suoi dolori e la sua forza. Vedrete più sotto le foto. Anche in quel  paese i tedeschi hanno compiuto una di quelle gratuite stragi di civili, mascherate da rappresaglia, ma fatte per rabbia e disperazione, per vendetta e per voglia di terrorizzare la popolazione. Pochissimi giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre, con gli alleati che risalivano la penisola, i tedeschi ormai in fuga rastrellano nelle stradine di Rionero sedici uomini, giovani e meno giovani, li trascinano in piazza e li fucilano. E’ il 23 settembre 1943.  Due giorni prima, in un deposito di viveri una rivolta di affamati si conclude con un incendio nel quale muoiono un ragazzo di diciassette anni e una donna madre di sette figli.

La città da diversi anni ricorda quel dramma non tanto per le corone quanto per riflettere sulla memoria. Con studenti e popolo, banda musicale e autorità, quest’anno al corteo c’ero anch’io con la compagna Vittoria.  Il percorso seguiva le strade e stradine del rastrellamento, luoghi antichi con l’impronta della povertà e della fatica. Davanti al monumento, semplice e non retorico, la cosa più commovente tra i  dignitosi discorsi, è stato il sentire quei cognomi ripetuti dell’elenco delle vittime, a rivelare  padri e figli e fratelli di una stessa famiglia. Due cognomi Di Lucchio, due di Grieco, e addirittura tre di Manfreda e tre di Santoro.

Si parla sempre troppo poco delle stragi nazifasciste nel sud.  A Barletta, addirittura l’11 settembre del 43,vengono fucilati dieci vigili urbani e due netturbini, ai quali in soli dodici giorni di occupazione nazista si aggiungono  uccisi altri venti civili più trentatrè militari. Non ho trovato ancora i numeri, ma anche a Matera c’è stato un eccidio di civili il 21 settembre del 43.  In tutta l’Italia del sud, mano a mano che gli alleati avanzavano, i nazi e i fascisti si avventavano sulla popolazione,  sui beni e sui luoghi con ferocia disperata. Oltre a fare terra bruciata è stata fatta terra insanguinata.

Poi ci sono altri fatti sorprendenti, come la prima Repubblica partigiana, nata proprio al sud, a Maschito, piccolo comune di origini albanesi, affondato allora nel latifondo.  Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre, i contadini guidati da un antifascista di sempre, Domenico Bochicchio, si ribellano si riuniscono discutono e decidono. Il loro paese diventa  Repubblica, cancella le leggi fasciste e adotta misure economiche e giuridiche contro il latifondo.  Nasce il 15 settembre e vive soltanto venti giorni quando Bochicchio viene arrestato. Commuove sapere che  quei contadini senza terra che avevano anticipato addirittura il futuro dell’Italia, erano  tutti analfabeti, tanto da dover coinvolgere un compaesano istruito, certo Giuseppe Guglielmucci, per poter redigere i verbali delle decisioni e renderle pubbliche.

Ho conosciuto Maschito come luogo solare, immerso in una natura ondulata verde di filari a vigna,   fitti di  grappoli neri che  aspettavano d’esser colti, per diventare un vino ormai famoso e richiesto, l’Aglianico del Vulture. La mia meraviglia e la mia emozione non si ferma al passato e al vino, ma è forte per merito della gente, studenti, professori, cittadini.  Mi hanno chiamata, sì, anche per testimoniare sulla resistenza nel nord e a Roma, ma per festeggiare i loro successi di ricerca sulla memoria.

Spinti da un concorso  dello SPI CGIL regionale, “Spiriti giovani, le generazioni ricordano” hanno ricostruito i fatti di settantadue anni fa con interviste e ricerche, confluite poi in un interessante e simpatico cortometraggio. Premio due diplomi, il nostro incontro e per ragazzi e professori un bel Viaggio di Istruzione a Cassino, non solo per l’Abbazia, ma soprattutto per l’Istoriale e le altre testimonianze di quella battaglia.

Aggiungo una nota sui luoghi. Natura bellissima dipinta a settori dal lavoro umano, con le pale eoliche che ormai ne sono parte, intervallata da zone di boschi per favole, tappeti incredibili di ciclamini,  i laghi a specchio di Monticchio e infine, la piana di Melfi, col suo bel castello in alto e la grande bianca fabbrica Fiat distesa nella piana.

Rionero in Vulture, 24 settembre 2015, corteo di popolazione studenti e autorità, per stradine e vicoletti ove il 24 settembre 1943 tedeschi e fascisti hanno rastrellato 14 persone, poi fucilate in piazza.

Rionero in Vulture, 24 settembre 2015, corteo di popolazione studenti e autorità, per stradine e vicoletti ove il 24 settembre 1943 tedeschi e fascisti hanno rastrellato 14 persone, poi fucilate in piazza.

Rionero in Vulture: sul luogo della strage e monumento ai trucidati.

Rionero in Vulture: sul luogo della strage e monumento ai trucidati.

Maschito, comune con origini albanesi. Qui sono tra il sindaco Antonio Mastrodonato e l’assessore alla Pubblica istruzione Antonia Mininni.

Maschito, comune con origini albanesi. Qui sono tra il sindaco Antonio Mastrodonato e l’assessore alla Pubblica istruzione Antonia Mininni.

Maschito sala consiliare: per la premiazione di un concorso per le celebrazioni del 70°della liberazione dal nazifascismo: Nicola Allegretti, segretario generale SPI CGIL Basilicata e a destra della foto il Dirigente scolastico Rocco Telesca , 25 settembre 2015.

Maschito sala consiliare: per la premiazione di un concorso per le celebrazioni del 70°della liberazione dal nazifascismo: Nicola Allegretti, segretario generale SPI CGIL Basilicata e a destra della foto il Dirigente scolastico Rocco Telesca , 25 settembre 2015.

Rionero in Vulture: al Centro Sociale “P.Sacco” incontro coi ragazzi delle scuole. Da sinistra Armando Urbino, presidente della sezione ANPI di Rionero, e alla mia sinistra il Sindaco On Antonio Placido e Maria Pinto presidente del consiglio comunale. 24 settembre 2015

Rionero in Vulture: al Centro Sociale “P.Sacco” incontro coi ragazzi delle scuole. Da sinistra Armando Urbino, presidente della sezione ANPI di Rionero, e alla mia sinistra il Sindaco On Antonio Placido e Maria Pinto presidente del consiglio comunale. 24 settembre 2015

In festa coi ragazzi di Maschito nell’atrio del palazzo comunale.

In festa coi ragazzi di Maschito nell’atrio del palazzo comunale.

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