Buon 25 aprile

Buon 25  aprile a tutti.  E buon dopo-venticinqueaprile. Cioè buona liberazione.

Per chi non sapesse quanto è costata questa liberazione voglio ricordarvi una donna. Una donna partigiana, una donna staffetta.
Vi prego di andare in internet  su TV2000, programma “Bel tempo si spera” sulla data 24 aprile 2018, o più semplicemente guardare il video qui sotto, tratto dalla trasmissione: la ricercatrice dottoressa Raffaella Cortese De Bosis, insieme alla conduttrice Lucia Ascione, parla di Francesca Del Rio, partigiana Mimma.
La sua storia spiegherà più di qualsiasi discorso, quanto è costato conquistare la libertà che oggi godiamo e che ci sembra ovvia e dovuta. Mimma era una delle tante donne e dei tanti combattenti che ci ha fatto questo dono.
Cerchiamo di non sprecarlo dividendoci in litigi e sottigliezze.

 

 

Un pensiero su “Buon 25 aprile

  1. Carissima Teresa,
    prima di tutto buongiorno ma soprattutto GRAZIE! Il mio primo pensiero di oggi va a te e a tutte le compagne e i compagni che hanno lottato per permettere a NOI di poter godere della LIBERTÀ che avete conquistato con il sangue, con i sacrifici, con la paura, con il coraggio, con il dolore, con la fierezza e la forza dei vostri nobili ideali.
    Ho voluto cominciare questo 25 aprile 2018 seguendo il tuo consiglio di assistere alla trasmissione andata in onda ieri su tv2000, in merito alla storia ancora sconosciuta di Mimma, donna straordinaria della quale spesso hai parlato a me e anche ai miei alunni in occasione dei nostri incontri.
    Poter ascoltare la sua voce, sentire il suo repiro strozzato dal dolore per il ricordo delle aberranti torture di cui il suo corpo è stato vittima e poi testimone ogni giorno della sua vita, e di cui l’anima straziata ha portato il peso, è stata un’esperienza molto forte e toccante per me che sono donna e ora mamma di una bambina che presto diventerà a sua volta donna e, le auguro, mamma.
    Ora più che mai mi chiedo come spiegare ai più piccoli questa parte della storia, ma la risposta la ritrovo sempre nella mia storia di bambina: i racconti dei nonni, semplici, crudi, veri, vissuti, con i quali sono cresciuta e grazie ai quali ho sviluppato una grande passione ed un profondissimo rispetto per la storia, piccola e grande, per la conoscenza di quanto è accaduto prima che nascessi io.
    Penso che desiderare di sapere come fosse il mondo in cui viviamo prima del nostro arrivo dovrebbe essere una curiosità innata di ogni bambino, ed è proprio per questo che narrerò a Livia, con la spontaneità con la quale racconto ai miei alunni, le esperienze di chi ha votato la propria vita per un’ideale supremo, un bene ianlienabile, un diritto sacrosanto: LA LIBERTÀ.
    Lo scorso anno, in occasione della giornata della memoria, hai parlato ai bambini, insieme a Luciana Romoli Baglioni, dell’esperienza della guerra e della lotta partigiana, hai raccontato di Mimma, e le parole che abbiamo ascoltato in silenzio risuonano nella nostra memoria; mi auguro che la loro eco possa superare lo spazio ed il tempo, che i bambini possano raccontare la vostra storia ai loro compagni, ai propri genitori e fratelli, e che, una volta diventati mamme e papà, possano raccontarla e raccontarla ancora con la forza delle emozioni che li ha coinvolti e toccati nel momento in cui si è aperta di fronte a loro, nella loro piccola grande coscienza di cittadini del mondo, la pagina di storia che tu, Mimma, Luce e tutte le altre e tutti gli altri compagni avete impresso con il vostro dolorosissimo sacrificio nelle nostre vite.
    Ti ringrazio ancora una volta, e non te ne sarò mai grata abbastanza, per il tuo instancabile lavoro di testimone e divulgatrice della parte più difficile della storia del nostro Paese di cui sin da bambina sono ORGOGLIOSA. Il sentimento che è nato durante l’ascolto dei racconti dei miei nonni, e poi cresciuto durante le letture (mai dimenticherò le lacrime, la passione e la fierezza con la quale appena 13enne lessi le lettere dei condannati a morte della Resistenza) e poi i tuoi racconti, quelli di Sisto Quaranta, quelli di Luciana e di suo marito Giampaolo, le testimonianze, come quelle di Mimma, delle quali sono venuta a conoscenza tramite documentari e filmanti, è lo stesso sentimento di orgoglio e appartenenza che anima i miei racconti quando li tramando alle nuove generazioni: l’orgoglio di essere VOSTRA FIGLIA.
    GRAZIE TERESA, GRAZIE MIMMA.

    Con profondo ed infinito rispetto,
    Claudia e Livia

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