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Archive for luglio 2018

La delegazione di Bibbiano al Cimitero Militare di Firenze

Venerdì scorso, 29 giugno, il quotidiano “La Repubblica” ha dedicato sette pagine, tutto il suo inserto culturale, alla fatica della mia amica Raffaella Cortese De Bosis, ricercatrice.  Questa fatica le è costata tre anni di impegno, su tracce d’archivio, per lo più oltre mare, per la ricostruzione di una vicenda di guerra. Un plotone di quindici ragazzi figli di italiani,  venuti dagli Stati Uniti a combattere in Italia e scomparsi non solo dalla vita ma anche dalla memoria.

Raffaella ha ricomposto tutti i tasselli, inseguito i parenti al di qua e al di là dell’oceano, recuperato immagini e documenti,  illuminato tutti i dolori e le fatiche dei nostri  migranti che fino all’inizio del secolo scorso fuggivano verso il nuovo mondo a ricerca di una nuova vita meno povera e dolorosa.
Raffaella,  in quelle sette pagine, assieme al giornalista Marco Patucchi, ha rifatto la storia di una missione di sabotaggio che dal mare della Liguria doveva far saltare un tunnell sotterraneo della ferrovia Genova-Pisa.  Missione fallita per l’ostilità del mare e per la pochezza delle strumentazioni dell’epoca.
E’ ricostruita la storia di tutti i quindici ragazzi,  ma anche dell’ufficiale nazista che li ha fucilati  subito, nel marzo del 1944, a dispetto di tutti i trattati, quando le vittime indossavano ancora le divise statunitensi. Ed è ricostruita la storia di tutte le quindici famiglie di origine, approdate alle varie latitudini degli Stati Uniti, tutte storie di fatiche e povere di successi, quasi sempre affollate di  figli.
Ciò che sul giornale non si dice, è la fatica e la strategia che la mia amica ha dovuto mettere in atto per raggiungere tante famiglie. Me ne ha accennato sorridendo. Strategie di  approccio per non  essere scambiata per una strana scocciatrice, dialogo e documenti per  aiutare a ricostruire le memorie perdute, antenne per intuire l’emozione e la meraviglia di una vicenda sconosciuta,  dare notizia del luogo di sepoltura, sorreggere la riemersione di un dolore. Guadagnare fiducia per Gabriella è cosa facile, così dotata di simpatia e delicatezza. Così si spiega come abbia potuto farsi dare fotografie e documenti, molti dei quali compaiono sulla ricostruzione di Repubblica.
Questi quindici ragazzi italo-americani riposano nel cimitero militare di Firenze.
Proprio quest’anno mio fratello Orio,  per l’Anpi e assieme al sindaco di Bibbiano, ha guidato una bella delegazione di studenti a quel cimitero militare, dove  riposano  due aviatori americani che lui ragazzo ha visto cadere nei campi verso Montecchio.
E il 25 aprile scorso Raffaella è stata invitata a Postiglione, provincia di Salerno, dove il Comune ha scoperto una lapide in memoria del ventitreenne John J, Leone, matricola 32577443, figlio di Emilio Leone , emigrato da quel piccolo delizioso  paese nei primi anni del secolo.
Non buttate quelle pagine , o se potete recuperatele. Raffaella ha al suo attivo un altrettanto prezioso lavoro sulla strage di Sant’Anna di Stazzema e una ricostruzione anche documentaria sul lager sotterraneo di Mittelbau Dora in Germania.  Per me e per i Comuni di Bibbiano, Canossa e San Polo d’Enza ha scovato i documenti sulla straordinaria storia di Francesca Del Rio “Mimma”, partigiana torturata a Ciano d’Enza dai tedeschi per la quale abbiamo in corso la richiesta di una onorificenza.
Il reportage di Repubblica si conclude con questa frase :
“Ricordare è essenziale in questi anni di smarrimento della memoria e di strisciante ripresa di fascismi più o meno espliciti, più o meno consapevoli. Gli uomini e le donne che hanno vissuto in prima persona anni sconvolgenti e decisivi per la libertà di tutti noi, uno alla volta ci lasceranno per sempre: ed allora il ricordo diventa risorsa preziosissima per non confondere vittime e carnefici, per non cancellare come una linea di gesso spolverata dal vento il confine tra il bene e il male. Oltre settanta anni fa quel confine era chiarissimo, senza se e senza ma. Ricordiamolo e rintracciamolo, affinché quanto è accaduto non si ripeta mai più.”
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