Sul vecchio sentiero

 

Non avrei mai creduto che dopo anni qualcuno ripercorresse il mio vecchio sentiero.

Sono stata ad una scuola qui vicino, due strade più in là, a mezza distanza  tra Cinecittà storica e Cinecittà Est, invitata in una classe terza elementare. Bimbi vivissimi, elettrizzati dalla storia vera della bimba ebrea cacciata da scuola, che hanno letto nel mio libriccino “Non era una notte buia e tempestosa”.
Troppe cose  avremmo dovuto raccontare a quei bellissimi e troppo piccoli bimbi. Alcuni temi assolutamente non possibili. Non si possono raccontare le camere a gas, soprannominate docce. Non si riesce a spiegare perché seminare odio sia tanto utile ai dittatori. Meglio restare sulla sofferenza dell’essere cacciati da scuola, sul diritto allo studio e alla conoscenza, sulla accettazione del diverso, sulla molteplicità degli usi e dei costumi nonché delle credenze religiose.
Sono ripiombata in una atmosfera che conoscevo bene, Molta partecipazione, molte domande, una bella dose di allegra confusione. Ho raccontato della scuola di quando ero piccola e non c’era la libertà, di quando i figli dei contadini e dei poveri si fermavano sì e no alla terza elementare, causa  miseria e necessità di lavorare. Poi  il confronto con i diritti di oggi, da apprezzare e godere.
Due ore però non bastano. Forse buttano un seme di curiosità o fanno da inizio a tanto lavoro educativo e culturale magari lungo cinque anni. cinque classi.
La sorpresa più inaspettata mi è stata fatta dalle insegnanti. Mi dicono che si accingono a realizzare un loro giornalino scolastico. Ne prevedono tre numeri nell’anno in corso. Credevo si servissero della rete, invece hanno deciso di progettare il cartaceo, credo fotocopie comprese. Mi dicono che, così, ogni scolaro avrà la sua copia.
Non ho avuto abbastanza tempo per discuterne o commentare. Ne avrò occasione perché con queste tre insegnanti così entusiaste  potrò ancora confrontarmi. Ma la felicità è grande. Se il vecchio sentiero  è ancora utile come non meravigliarsi? Vale ancora per i piccoli autori poter gioire alla vista del proprio racconto stampato, del disegno riprodotto, sapendo che sarà letto e commentato da genitori  e compagni, da amici lontani, da scolari più piccoli e più grandi.
Sarà come mettere al sicuro quello che si è imparato e certificare la propria crescita di scolari e di piccoli cittadini. Ed anche del loro essere non un gruppo informe, ma una piccola vera comunità che si stringe alle sue insegnanti e ad ogni altro operatore scolastico nel lungo e importante cammino di cittadino consapevole.

2 pensieri su “Sul vecchio sentiero

  1. Cara Teresa, sempre belle, profonde, toccanti le tue testimonianze, le tue riflessioni. E grande e ammirevole il tuo impegno e la tua passione. In questi tempi difficili, semi e umanità fanno bene!!
    Grazie, un abbraccio
    Paola (la montatrice del documentario “Ribelli”, ricordi?)

  2. Brava Teresa, il giusto modo per avvicinare i bambini a una realtà troppo dura per essere rivelata interamente alla loro età. Giuseppe

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