Diario della quarantena

Mi sono detta che forse bisogna scrivere un diario di questa quarantena. Tanto per ricordare anche i dettagli.

Comincerò dalla parte più triste. Una mia vicina, conoscente e quasi amica,poco più che ottantenne, è  morta la settimana scorsa al San  Giovanni di questo virus. Alla notizia ho tremato, perché l’avevo incontrata e chiacchierata qualche giorno prima. Lo scontrino del supermercato mi ha poi precisato che si trattava di diciotto giorni prima. Piccolo sospiro di sollievo e grande tristezza.
Questa Mina, abitava alla quarta scala o portone alla mia sinistra, Scala disinfettata.  Anche la sua vicina e amica, è risultata colpita e con lei  la giovane  badante.  La scena del loro ricovero l’abbiamo seguita qualche sera fa. Lampeggiava una bella e nuova ambulanza, con tre addetti tutti in tuta bianca dalla testa ai piedi.  Dai balconi li abbiamo applauditi, sperando che portassero a casa qualcuno. Invece una voce ha gridato ” Poi riportatecele !”
Anche questa signora la conoscevo.  Suo figlio andava allo stesso liceo di mio figlio. Aspettiamo.
Per obbligarmi a non uscire i miei figli mi organizzano consegne a domicilio.  Stavano progettando un carico  per il prossimo 27 aprile, ma il sistema integrato dei supermercati romani ha dichiarato lo stop. Basta, non accettano ulteriori ordini.  Pazienza. Non morirò di fame, tanto più che, causa data di scadenza delle uova, ho fatto quadrucci tagliolini e tagliatelle. Tra parentesi è un modo di occupare il tempo e insieme di stimolare un po’ l’appetito che con questa clausura si è molto ridotto.  Suggerisco a chi si annoia di inventare ricette, modi nuovi e lunghi di trattare verdure  uova e pangrattato.  Ne ho un vassoio, variegato e appetitoso, che chissà per quanti giorni mi tornerà in tavola.
Ci stiamo telefonando e messaggiando. Da un balcone all’altro non è bello urlarci, quindi succede di telefonarci e guardarci , con l’aggiunta di gesti e sorrisi. L’ascensore ora funziona, perciò i volontari della protezione civile sono saliti senza problemi per portarmi le medicine.  Sarei imbarazzata ad approfittare di questi generosi ragazzi se non fosse che lo debbo a mia nuora, che con i figli da sempre è volontaria alla Caritas ed è stata lei a farmeli arrivare.
Il telefono ci aiuta. A  volte anche la  videochiamata.  Ho potuto vedere che i miei nipoti si sono tagliati la barba e sono diventati bellissimi.  Invece non ho accettato di farmi vedere da un lontano amico, che forse ha sbagliato a digitare, tanto è vero che non ha ripetuto la chiamata.  E’  vero che ogni giorno mi vesto e mi trucco con cura, cioè come sempre e a “tentoni” cioè quasi alla cieca, causa disimpegno del mio occhio sinistro. Il disastro, invece, è nei capelli, cresciuti e indomabili, che sembrano un pagliaio disordinato, per i quali non trovo più ne’ mollette, né elastici.  Corrado mi direbbe:  ” Ma allora sei vanitosa!”  Sì, per quanto consentito sono vanitosa.  Smalto alle unghie, cipria e rossetto. Risultato scarsissimo, per non dire pietoso.
Si fanno scoperte stando ai balconi.  Quanta gente coi cani!  Riflessioni amare sui cani. Anche a me piacciono i cani e ancora di più i gatti.  Ho paura che molti abbiano più amore per i cani che per i bambini.  Infatti educare un cane è abbastanza facile e poi vale per tutta la vita. Per un bambino bisogna inventare ad ogni stagione il linguaggio l’esempio i modi, mano a mano che l’età cambia e i bisogni diventano più complessi.
Tornando all’argomento cani, debbo raccontare che da diversi giorni vedo cani e padroni camminare in mezzo al pratone.  Per chi non lo sa, qui da me chiamiamo pratone un territorio diventato bosco che misura la bellezza di 64 ettari  tra i quartieri di Cinecittà, Romanisti e Alessandrino.  Non so se dalle foto se ne intuisce l’estensione.   Come siano rimasti verdi questi ettari è un caso quasi miracoloso. Era zona destinata a trasferirci cioè costruirci i vari ministeri, secondo quanto vagheggiato dal piano regolatore romano degli anni sessanta.  E’ di proprietà privata, ufficialmente recintato, ma evidentemente con varie falle, visto i tanti camminatori che lo attraversano, con cani o senza cani.  Spero  che dalle foto si intuisca che si tratta di uno spazio veramente grande.  Nel nuovo piano regolatore, con Veltroni sindaco e grazie alla mobilitazione nostra e alle nostre cinquemila firme, si prevedono poche cementificazioni e tutte agli estremi, dalla parte via Togliatti e dalla parte Cinecittà studios.
Ieri, però, proprio dal pratone mi è venuto un brutto colpo al cuore.  Stava bruciando !  Per caso ho visto il fumo e sentito una sirena. Vedevo bene con  quanta rabbia avanzasse la linea del fuoco verso di noi.  Vedevo un solo automezzo rosso dei vigili del fuoco, e mi prendeva una rabbia, una angoscia.  Ripensavo a tre anni fa, quando a luglio un  grande incendio aveva preso tutti gli ettari, con evidenti tre punti di avvio, Le fiamme erano tanto  alte e vicine che arrivavano quasi al mio settimo piano e i miei vetri diventavano caldi, nonostante tra noi e il fuoco ci fosse la strada e al margine fosse  stata gettata acqua a salvaguardia.  Quella volta c’era anche l’elicottero ad innaffiare, diverse autobotti , vigili urbani, polizia, una piscina gonfiabile riempita con l’acqua del nostro condominio.  Dopo l’intera giornata di tanto lavoro e davanti a quell’orribile disastro. mi è venuto di pensare :  ecco perché bisogna pagare  le tasse !
Ecco perché ieri, quell’iniziale incendio mi ha tanto commossa. Era commozione di rabbia. Perché anche ora, come allora , nessuno mi toglie dalla testa che si tratta di tentativi dolosi.  Come può esserci della gente tanto malvagia o ignorante o stupida,  che fa queste cose. Le leggi non permetterebbero edificazioni lucrose, ma questi che agiscono così non tengono in conto le leggi, pensano di avere la forza e l’abilità di scavalcare  ogni legge, ogni regolamento e ogni diritto altrui.
Così come mi rattrista temere che da questo disastro del coronavirus possa rinvigorirsi e guadagnarci la mafia, cioè tutte le mafie, nuove o vecchie.
Così come non posso credere che ci siano persone  esperte tanto da entrare nei sistemi informatici dell’Inps per sabotare le sacrosante decisioni assistenziali decise dal governo.  E’ troppo triste pensare che competenza e forse cultura possano andare a braccetto con criminalità avidità e odio.
Eppure ce la faremo, perché noi cittadini per bene, noi che le leggi le rispettiamo, noi che accettiamo anche le raccomandazioni,  noi che non crediamo alle bufale, noi che sappiamo anche soffrire, siamo più forti, più resistenti, più generosi.
E da domani, se mi basterà la farina, seguirò l’esempio del  mio giovane nuovo amico laureato. Mi ha scritto che sta facendo dei dolci e che li metterà davanti alle porte dei vicini di casa.
 Magari ci metterò un bel biglietto con scritto TANTI ABBRACCI !!!!

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