Ancora sulla scuola

 

Voglio tornare sull’argomento scuola per non cascare nell’argomento
covid19. Ma non si scappa. La pandemia c’è sempre, c’è ancora e lo
sarà per molto.
I giovani e i ragazzi hanno sofferto il taglio di due anni scolastici,
perchè a causa DAD o a causa dei distanziamenti e dei turni alternati
quello che è stato un rattoppo non può essere definito scuola. Non so
se si può dire che sia stato un rattoppo accettabile oppure, come si
dice in veneto che sia “pegior del buso”. Direi che è poco, piccolo,
meglio di niente, meno buono, più ingiusto.
Marco Campione, che di scuola si è molto occupato e si occupa, leggendo quello che avevo scritto ha osservato:

[…] questo contingente sta durando da un anno e ha attraversato due anni scolastici. Questo tempo a scuola non tornerà più. E questa perdita non produrrà effetti uguali su tutti gli studenti. E non parlo solo delle conoscenze o delle competenze, ma anche di tutta la parte relazionale. Per tutti gli adolescenti e per molti dei più piccoli che hanno avuto la sfortuna di vivere in regioni e/o comuni governati da pusillanimi irresponsabili che han chiuso anche le scuole del primo ciclo.
Alcuni hanno avuto e avranno strumenti per « recuperare », molti altri no. E saranno sempre gli stessi a pagare il prezzo. Per me, che intendo la politica come servizio, in particolare servizio per gli ultimi, questa cosa è intollerabile. In senso letterale, nello scrivertelo (ogni volta che lo scrivo o ci penso) mi vengono quasi le lacrime agli occhi. È una ferita alla mia coscienza. E constatare che nessuno lo considera importante mi fa star male.

Ecco, la didattica a distanza ha creato o rafforzato la diseguaglianza.
Va a farsi benedire l’obiettivo di formare dei cittadini consapevoli,
aperti al nuovo e all’intero mondo. Dall’interno di una cella o
casa-prigione, o separati da invisibili ma durissime pareti, bisogna
essere degli Antonio Gramsci per restare legati al mondo e mandare
oltre quei muri pensieri  e ideali alti e generosi. Ragazzi o
ragazzini, senza confronto, senza sorrisi, senza orgoglio, possono
cadere nella indifferenza, nella noia, o addirittura nel rifiuto. A
meno che ci sia una famiglia a supplire.
Voglio sperare che a pandemia superata la scuola tutta affronti con
forza il problema degli svantaggiati, delle vittime. E non  dovrà
occuparsene solo la scuola, perchè ci saranno i dispersi, quelli che
hanno concluso un ciclo e dovranno essere accompagnati nel campo
successivo o nella vita concreta.
Probabilmente sto sognando. Ma credo di sapere che nel prossimo futuro
nemmeno il muratore o il bracciante agricolo potrà fare a meno di
cultura, cioè competenze. Intanto  servirsi appunto delle tecnologie
esistenti, poi la capacità e necessità  di inserirsi in una categoria,
di conoscere e difendere sia i diritti che i doveri. E in aggiunta
saper guardare anche il mondo, che ormai non è più lontano, ma ci
avviluppa e ci condiziona.
In un altro passo della sua lettera,Campione accenna al fatto che non tutti gli insegnanti si ispirano a Montessori, Don Milani e Rodari.  Certo. lo so. Ma allora che ci fanno i sindacati, le facoltà universitarie  e tutte le associazioni ed enti che si occupano di didattica, che stampano riviste e organizzano convegni o corsi di formazione-aggiornamento?  Li vorrei più invadenti, più agguerriti. E siccome non smetto mai di sognare, vorrei che anche la politica mandasse segnali forti, tanto dai seggi di comando quanto dagli avamposti dell’opposizione.

Una ultima annotazione.
Se fin dall’inizio del percorso scolastico fosse  chiesto agli
insegnanti di servirsi della tecnologia per l’insegnamento, sarà più
naturale e più autorevole, poter  addestrare alla scelta, alla
diffidenza e alla pericolosità che vi si nasconde. In rete c’è tutto,
ma quel tutto non è tutto buono e tutto utile. La cronaca recente,
purtroppo ci mette in guardia. Bisogna abituare fin da piccoli a
pretendere di sapere se gli autori o le fonti siano onesti, affidabili
e conosciuti.
Il pericolo ora non può  venire dallo sconosciuto che ti  offre le
caramelle, ma da un piccolo schermo, colorato musicale e sorprendente.

 

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