Guerre

Non volevo scrivere più di coronavirus che pure non è per nulla scomparso, e stavo mettendo a fuoco tante  riflessioni sulla scuola.  Invece mi ritrovo  nell’incubo di  dover pensare e parlare di guerra. Guerra di oggi, vera, presente, sanguinosa, disperata.

Chiediamo, pretendiamo, invochiamo trattative, accordi, incontri, mediazioni, intese di pace. Aspettiamo che  capi di stato ,  capi di eserciti, capi di diplomazie trovino punti di incontro, che poi chiameremo accordi.

Pretendiamo e chiediamo che queste persone potentissime con in testa  Putin trovino l’accordo, cioè l’incontro, cedendo su qualcosa di grandissimo per ottenere qualcosa  di  altrettanto grande, e noi, nel nostro piccolo troviamo il modo di non andare d’accordo sul dare o non dare le armi agli ucraini. Come dire ” fate gli eroi, fatevi massacrare a mani nude” perché noi possiamo avere la pace. Sono stata al congresso romano dell’Anpi. Non ho voluto intervenire, non per mancanza di argomenti ma per non aggiungere fuoco al fuoco.

Com’è che le sinistre trovano sempre il modo di dividersi, di separarsi, di trovare il pelo nell’uovo, di beccarsi come i polli di Renzo? e com’è che le destre, vedi SalviniMeloniBerlusconi, trovano sempre la lucidità di compattarsi?

Dopo queste parole amare voglio fare una piccola riflessione sui comici, cioè quelle persone che scelgono di farci ridere o sorridere. Parto dalla Litizzetto, che a volte può sembrare esagerata nei temi, che ha scritto ai semplici soldati russi una lettera che sembra terra terra ma che punge terribilmente. E ripenso al sarcasmo di Gigi Proietti  e ancora più indietro a Totò, che nessuno ormai definirebbe soltanto come comico.  Non so abbastanza della figura del presidente ucraino, ma quando lo sento dileggiato perchè ex comico mi vien da pensare a questi nostri personaggi e per di più mi risulta che nel curriculum di questa persona c’è anche una laurea in materia pochissimo comica, cioè legge.

E qui mi fermo. Il dolore è troppo forte. Tutto è così assurdo, così fuori dal tempo e dalla storia che sembra un incubo, un brutto sogno.  Speriamo di svegliarci e di tornare a sorridere.

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