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Posts Tagged ‘Giuseppe Mariuz’

Ho finito di leggere il libro del mio amico Giuseppe Mariuz dal titolo “Sangue tra le primule“. Il romanzo si svolge nelle terre friulane negli anni attorno alla prima guerra mondiale.  E’ regione di confine,  luogo della tristissima Caporetto, mondi contadini, povertà e rinascite.

Oggi, con le votazioni regionali,  siamo chiamati a guardare a quelle  terre.
Mariuz fa un affresco avvincente di personaggi che si muovono realisticamente nel loro tempo storico con  pensieri e  scelte, pregiudizi e speranze  che ci fanno comprendere fin nel profondo quel tempo e quegli abbagli che hanno reso possibile il passaggio al fascismo.
Contadini mezzadri talmente dominati da ottusi proprietari  latifondisti da sopravvivere a stento. Donne previste senza voce né volontà,  paesani senza nulla indotti a sotterfugi e piccole illegalità. In mezzo, alcuni sognatori che seguono le speranze socialiste e il mito dei soviet  pronti a pagare duramente il prezzo di quel sogno.  Donne operaie nelle filande che si fanno serve o schiave, ma che a volte si alzano in piedi in dignità o ribellione.
Commentare un libro non si riesce mai a descriverlo. Perciò racconterò le  impressioni che ne ho ricavato.
E’ un romanzo, quindi vi si trovano personaggi coi loro problemi e i loro amori, intrecciati tra loro e immersi nei luoghi e nel tempo.  Mi ha colpito il fatto che proprio seguendo le vicende personali  diventino veri e chiarissimi i fatti storici friulani italiani e mondiali.  Il sogno socialista del sol dell’avvenire si rivela velleitario, nebuloso, con seguaci indottrinati all’obbedienza acritica e votati alla sconfitta anche personale.  La nascente ideologia fascista, mascherata da affascinanti promesse sociali, è abbracciata dai possidenti, dagli arrampicatori e dai violenti, che se ne servono per i loro piccoli traguardi privati.  Il clero povero che vorrebbe stare con i deboli ma che poi si inchina alla gerarchia, più don abbondio che mai.  In mezzo mi piace che emergano due donne, una contadina e una borghese abbastanza colta, che si ribellano alle convenzioni e alle autorità paterne, aiutando e spingendo i loro uomini a scelte più sensate e realistiche, scelte di ribellione e di salvezza.
La molla ideale non può essere che il sentimento, cioè l’amore. Devono passare un po’ di decenni perché al posto dell’amore o accanto all’amore, ci possa essere una consapevolezza e una maturità che si chiama emancipazione o cultura.
Insomma, è un bel libro. Ben scritto, con intrusioni dialettali  intuibili, dove sembra di vedere i sentieri e i guadi sul Piave dove il fronte è passato e ripassato con i suoi morti e i suoi residuati bellici  da occultare o rivendere e coi quali  si può continuare morire dilaniati.
La tristezza è che questo libro, come tanti meritevoli, arriverà a pochi lettori. Sappiamo tutti che il successo dipende dal mercato, cioè dagli editori. Se l’editore lancia o non lancia, se accetta il testo, cioè se lo legge o lo fa leggere,  se trova l’autore affascinante e valorizzabile come immagine, allora il libro va.  lo si può persino candidare a qualche premio.
Chissà mai che qualcun editore leggesse questo mio scritto, suggerisco alcuni dettagli. Mariuz è un professore in pensione che a scuola insegnava matematica.  Non è questo il suo primo libro, ma soltanto il suo primo romanzo. Finora aveva scritto saggi e ricerche su Pasolini, su personaggi partigiani, su lotte operaie ai cantieri di Monfalcone, programmi radiotelevisivi,  raccolte di poesie e racconti. E’ impegnato politicamente ed ha diretto l’Anpi provinciale di Pordenone. Ha collaborato con Cormons libri.
Ha lo svantaggio di avere un piccolo anche se affezionato editore, che si chiama Gaspari Editore, via  Vittorio Veneto 49, 33100 Udine.

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