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Dopo una pausa

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Dopo una bella pausa dovuta alla battaglia per il SI al referendum, seppure ancora dolorante per la sconfitta, riprendo le mie riflessioni. La cosa più bella di questo dicembre 2016 è stato il mio incontro e la  calda amicizia con Sergio Staino, persona eccezionale coraggiosa e preparatissima, a cui va il mio sostegno nella  battaglia per tenere in vita la storica testata de L’Unità.

A proposito di Unità, ripubblico l’articolo pubblicato il 10 dicembre sul giornale, per quelli a cui fosse sfuggito. E’ passato un po’ di tempo, ma è ancora la mia opinione.

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Carissimo Sergio,

                         non sono proprio fatta per la politica. Bisognerebbe non arrabbiarsi, non prendersela con gli amici e compagni che hanno scelto il NO: E sì che avevo detto “siete liberi di scegliere” ma poi, con cattiveria, aggiungevo “siete liberi di sbagliare”. E ora, invece di sorridere perchè la democrazia è così: a volte si vince e a volte si perde, faccio fatica a comprenderli ed anche a perdonarli. Anche perchè sono in difetto. Possono sempre pensare che invecchiando mi si è appannato il cervello. Ma allora, come mai, nella mia vita sono sempre stata per il rinnovamento, sempre accanto ai giovani? Nel vecchio PCI io ragazza e insofferente, trovavo spesso da ridire, tanto che mi avevano soprannominato “vespetta”. E con  Occhetto che, in ritardo, tentava di  staccare il PCI dal marchio stalinista, fino a Prodi e a Veltroni, che sceglieva un partito aperto ai cattolici democratici. Ed  ora ho dato fiducia  a Renzi, che vuole riformare, innovare.
   Farò peccato, ma oggi voglio  guardare nella pancia di quelli del NO. A parte i pochi che hanno creduto di difendere la Costituzione, a parte  tutti quei politici  di qualsiasi sfumatura. età o carriera che tra tante poltrone disponibili sperano di raggiungerne una presto o tardi. Ma questi sono pochi, si possono persino contare. Ma la “gente”, quella che ho incontrato al mio seggio, facce mai viste trascinanti vecchi con bastoni e carrozzine? Perchè avranno scelto il NO?
 Ne ho visti  tanti  entrare e uscire dal cancello delle case popolari, un bel quartierone di  appartamenti del comune. Qui tutti sanno che lì dentro, oltre a non pagare nemmeno le duecento euro di affitto, si sono fatte e si fanno le peggiori cose, appartamenti venduti e occupati, pareti sfondate, accurate ristrutturazioni interne e spazi comuni in degrado.
 Poi pensavo alle mie amiche insegnanti e a tanti conoscenti statali. Puoi farli uscire dal precariato e sistemarli anche in sede migliore, ma ti diranno sempre che no, non va bene, perchè il preside può licenziarti e assumere chi gradisce. Non è vero ma ci credono.  Altrettanto gli statali. Quel contratto sbloccato e quegli aumenti non andranno  mai  bene perchè non c’è più quel divieto al licenziamento.Era troppo bello trovarsi una nicchia e addirittura lavorare il meno possibile.
Credo che ci sia troppa gente che ha paura delle riforme. Trova forse che Renzi gli è antipatico proprio perchè giovane energico e determinato. Vogliono fermarlo prima che faccia altre riforme.   Non sia mai che i fannulloni e i disonesti possano essere licenziati o almeno spostati, non sia mai che nelle case popolari si rispettino graduatorie e diritti ma anche i doveri. Non sia mai  che non si possa più costruire sugli argini e sulle spiagge. Non sia mai che milioni di cittadini siano messi nel caos perchè un sindacatino dell’uno virgola indice continuamente scioperi dei trasporti. Non sia mai che non  ci si possa ammalare tutti insieme la notte di capodanno. Non sia mai che non si possa accampare l’assistenza a un familiare senza doverlo dimostrare.
Questo triste elenco potrebbe continuare.
Quelli del CNEL che hanno festeggiato !  E tra loro, non so per quale quota, ha gioito anche qualcuno della grande CGIL, che vi ha qualche entratura.
 Io non lo conosco Renzi, non l’ho mai incontrato. Ma spero che nella sua vita ancora lunga riesca a portare avanti anche tutte le altre riforme, cambiamenti e innovazioni di cui abbiamo bisogno. E che anche gli inquilini delle case popolari, gli statali e gli ultimi della fila, quelli definiti  poveri o quasi poveri, imparino a non bere a garganella le battute grilline, i veleni dei giornalacci di destra, le grida razziste di certi padani.  Perchè sono le riforme che ci possono fare andare avanti, in questo mondo che corre.
E spero che  il partito lo aiuti anzichè bruciarlo e che tiri fuori e sostenga le tante persone eccellenti e capaci che possono con lui fare gruppo e forza. Spero anche  che la tua l’Unità continui con la sua luce a darci una mano.
Ti abbraccio

unita

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