Sondaggi

 

Tutti ora fanno sondaggi.

 

Anch’io, nel mio piccolo, ho una specie di bacino di opinioni.  Il gruppo di ginnastica, più di quaranta  donne e un solo uomo. Quelle dell’università popolare, che negli anni sono diventate tante. Le più aristocratiche di “Civita”, i vicini di casa, gli ex del comitato di quartiere, qualcuno del PD, gli sparsi dell’Anpi, le mamme e gli ex ragazzi delle mie scolaresche. Poi una amica di Centocelle, sola, sensibile, immersa nel volontariato e nel chiacchiericcio del mercato e della farmacia, che riesce sempre a stupirmi.

 

Io le dicevo di temere che la gente non avesse coscienza di quanto si rischia con questa oscura parola default. Mi ha smentito con veemenza. Lei si confessa paurosa, emotiva e sempre in allarme. Ne ha motivo, perchè è lei che si preoccupa per gli altri ma nessuno, credo, per lei. Ha raccontato di essersi precipitata in banca a ritirare duemila euro. “ Se all’improvviso mi devo ricoverare o devo  fare una cura,  o  controlli  urgenti; se mi viene un guasto in casa, se ho il pericolo dei denti, che faccio se la banca non  mi dà più i miei soldi?” Infatti lei, che pure è capace e attiva, chissà per quale allergia alle novità, non ha né il libretto degli assegni e tantomeno il bancomat.  Dice che credeva di essere esagerata, invece alla banca ha trovato una fila che non finiva più, e tutti a ritirare soldi.

 

L’ho  fatta sorridere, perchè le ho raccontato che, da parte mia, ho cominciato a pagare col bancomat anche le spese piccole o piccolissime. So bene che è solo simbolico, il gesto. Ma mi sento più a posto con la coscienza e spero che si vada in quel senso. Contanti il meno possibile. Con lei abbiamo parlato a lungo dell’effetto evasione e sommerso. A proposito,  io so che  lei si è affezionata ad un giovane artigiano che da anni le fa lavori e favori. Per pagarlo, oltre agli inviti a cena e  ai  regalini,  vorrà usare sempre le banconote. Spaventata più del bancomat che del blocchetto assegni, mi dice “ Ma sono sempre somme piccole. E poi se mai lo pago un po’ per volta”.

 

Più che sondaggio, questa è una piccola scheggia di verità. La “gente”  non è stupida, sospira e sa di doversi accollare qualche dovere. Lo ricordino quelli del pelo nell’uovo e quelli del non è mai abbastanza. Saranno percepiti come frenatori e disturbatori,  impiccioni  indesiderati. Senza contare che le cure possono essere proposte in varie forme, con i giusti contrappesi. Lasciamo a questa squadra di salvataggio qualche ora per lavorare , poi cercheremo di capire.

 

Un pensiero su “Sondaggi

  1. Mi sono sempre opposto alle carte di credito usate senza meticolosa attenzione per tutti i tranelli di pericolosi scoperti e ricalcoli al limite dell’usura che uno scriteriato uso da parte del semplice consumatore comportano.
    Non è detto però che un nuovo approccio al pagamento bancario, sotto l’aspetto della lotta all’evasione e ai pagamenti in nero, non possa invece essere un’efficace risposta collettiva dei consumatori contro l’evasione e l’accumulo di pericolosissimi accumuli di capitali monetari senza nome, che,con la errata convinzione della…balla “pecunia non olet” (le pecore -dal “pecus” latino “pecunia”, valore di scambio dei nostri antenati dei sette coilli), alimentano strane performance bancarie, finanziarie e imprenditoriali.
    Interessante al proposito mi sembra il pagamento al…nero di turno (sia esso l’idraulico, elettricista, massaggiatore o parrucchiere etc etc.) con buoni da riscuotere in banca. Non so cosa ne pensano i banchieri, ma credo che i bancari ( i lavoratori dipendenti) sarebbero contenti.
    Teresa sei grande!

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