Prima delle vacanze, una scuola

Queste saranno riflessioni su una cronaca.

Ero contenta di aver indovinato, nel fare le proposte per il governo dei professori, a segnalare Marco Rossi Doria, il maestro di strada napoletano ottimo conoscitore dei problemi scolastici, nominato meritatamente sottosegretario all’istruzione. Vi pensavo ieri, rammaricandomi che non ci fosse stato il tempo di invitarlo ad una scuola di Roma, quartiere Corviale, periferico, così discusso e noto.

La scuola, istituto superiore “Colomba Antonietti” vi celebrava e  festeggiava i suoi cento anni e i centocinquanta dell’unità d’Italia.

Nel grande salone anfiteatro, sede del Municipio XV, una sventagliata di esperienze, lavori,  ricerche, filmati,  faceva vibrare di orgoglio una bellissima moltitudine  di ragazze e ragazzi, veri protagonisti-autori della giornata.

Il nome Colomba Antonietti, è ora ricordato finalmente nella storia del Risorgimento. La giovane ventitreenne morta sul Gianicolo nella difesa disperata della Repubblica Romana i ragazzi la conoscevano già. E ne raccontano  in due filmati, dove vanno alla riscoperta di quella storia e di quella identità,  nel luogo di quelle vicende,  attorno al busto chissà se somigliante, nei pressi delle mura, nell’immagine di quell’assurda palla di cannone,  forse la stessa, che ha colpito a morte la giovane Colomba.

Questa scuola, con questo nome, nasce nel 1811 non a caso, quando sindaco della città era Ernesto Nathan, figlio di una generosa e capace protagonista del Risorgimento, Sara Levi Nathan.  Anche lei è una delle donne finora dimenticate che combatterono con Mazzini e Garibaldi non solo nella scia di legami privati ma per autentica sete di  libertà , di emancipazione e di conoscenza.  Una scuola nata per l’istruzione delle ragazze. Così un altro tassello della storia  è messo in una luce più giusta.

Riassumerò rapidamente.  Un professore che illustra un  filmato con tutte le tappe le mappe e le foto, che in questi cento anni ha accompagnato i trasferimenti dell’edificio scuola Antonietti:  da Corso Vittorio ai pressi di Campo dei Fiori, poi a via dei Papareschi e infine, negli anni ’70,  l’aggiunta della succursale nuova qui a Corviale. Anche i luoghi, i quartieri e gli edifici, oltre alle aperture a agli arricchimenti didattici, hanno il loro peso. Ci si riassume lo sviluppo urbanistico e industriale della città negli ultimi cento anni, il Gasometro, il ponte di ferro per la ferrovia papalina, la Centrale Montemartini, la periferia agreste divenuta quartiere.  Un altro professore, sempre con due allegri filmati, riporta esperienze di teatro, due commedie che come attori coinvolgono anche i docenti. Poi una toccante cronaca di un viaggio ad Auschwitz in collaborazione con la comunità ebraica di Roma.

Ecco un altro passaggio, il legame della scuola con il tema del razzismo. Da qualche anno le curiosissime e brave docenti avevano scoperto dagli antichi archivi della scuola, di aver avuto una preside – o direttrice – di religione ebraica, cacciata via nel 1938 proprio dalle leggi razziali. Si chiamava Adele Foà, anche lei, come Colomba, donna d’avanguardia nel perseguire il riscatto femminile e l’educazione del popolo. Ne hanno ricercato le tracce e l’hanno ritrovata sempre attiva e sacrificata, insegnante in  uno sperduto centro della Sicilia, con una sorella scienziata benemerita nella lotta contro le malattie della vite. Anche di questa figura storica ne ha parlato brevemente una delle insegnanti. Brevemente, perché nella scuola è una storia già nota.

Ancora una serie di esperienze educative, tutte promosse in gara collettiva.  Premiata una giovanissima per un ironico e profondo testo di diario scolastico. Un ragazzo per il bozzetto di un nuovo logo della scuola, semplice ed efficace tra i molti altri validi presentati.  Altro riconoscimento ad  una ragazza, primo premio per un bel video  che affronta il tema della violenza sulle donne,  riccamente documentato.  E ancora l’allegra brigata di una intera classe, felice di mostrare un ironico e compiaciuto documentario della loro vita scolastica, multietnica e multisportiva.  Con rammarico per le ragioni di tempo, si preannuncia che più tardi, all’aula magna della scuola, continuerà la visione di altri lavori filmati e grafici.

Concludo la cronaca con noi invitate. Elena Doni, la scrittrice che ha messo in luce la storia e la figura di Colomba nel bel libro collettivo “Donne del Risorgimento”. Lia Levi, scrittrice che in questa scuola ha ripetutamente portato la sua testimonianza sull’olocausto e infine anch’io, che qui ho avuto molti incontri sulla memoria partigiana.

Unica autorità istituzionale presente, il giovane presidente del Municipio, Sergio Paris, che non solo riconosce a parole l’importanza dell’istituzione scolastica, ma l’aiuta in mille modi, purtroppo non più monetari a causa delle casse vuote, Alemanno imperante.

Ultima scena, significativa dell’impegno e dell’entusiasmo. All’atrio della scuola, una grandissima tavolata accoglie la folla allegra e affamata dei ragazzi e dei docenti con mille scelte, salate o dolci, frutto del lavoro dell’inventiva e della generosità di ragazze ragazzi e famiglie.

E’ una realtà. Docenti malpagati e frustrati, finanziamenti quasi zero, preside entusiasta ma in difficoltà, istituzioni lontane. Eppure la passione e la condivisione fanno ancora miracoli. Che la scuola “Colomba Antonietti” continui a volare alta e i suoi ragazzi a non perdere entusiasmo e fiducia.

2 pensieri su “Prima delle vacanze, una scuola

  1. Grazie Teresa,
    sei meravigliosa.
    Ti faccio i più affettuosi auguri di salute e felicità nel tuo impegno umano.
    Con stima e riconoscenza.
    Franco

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