Eroi giovani e belli

Il manifesto comparso il 25 aprile in gran numero sui muri di Roma, con la scritta “Gli eroi son tutti giovani e belli. Ai ragazzi di Salò”. Guccini, derubato della sua bella frase si è arrabbiato. Io anche.

Eroi? Vendicatori del tradimento badogliano alla Patria? In buona fede?

Ecco il loro amor di patria. Lo sapete cosa giuravano?  Al momento dell’arruolamento e con grande solennità? Giuravano assoluta obbedienza ad Adolf Hitler!

Ecco il testo esatto:

“Davanti a Dio, presto questo sacro giuramento: che nella lotta per la mia patria italiana contro i suoi nemici sarò in maniera assoluta obbediente ad Adolf Hitler, supremo comandante dell’esercito tedesco e quale soldato valoroso sarò pronto in ogni momento a dare la mia vita per questo giuramento.”

Il testo è dettato dai tedeschi e trasmesso via telescrivente dal gen. Canevari al gen. Mannelli (già ispettore generale della Milizia universitaria, attivo promotore dei primi nuclei di SS italiane)

Ed erano “bravi ragazzi”? Gli ingenui ragazzi di Salò?

Prendo a caso dagli atti del processo alla Corte di Assise straordinaria reggiana nel dicembre 1946 ad alcuni “ragazzi di Salò”  che si sono distinti per “eroismo” nella mia città., Reggio Emilia.

Luigi Arduini, nonostante la giovane età, diciannove anni all’epoca dei fatti, si era distinto sin dall’inizio del suo servizio all’UPI, nell’ottobre del 1944, per “lo zelo e la malvagità delle sevizie, oltreché per la violenza negli arresti e nei rastrellamenti”, tanto da essere definito “colui al quale non si poteva resistere per le confessioni”, come confermano le testimonianze delle sue numerose vittime. A lui viene attribuita, poi, anche l’uccisione di Dante Avanzi, un omicidio crudele e insensato.

Insieme all’Arduini anche il Bondavalli Pilade, altrettanto giovane, viene ritenuto colpevole dell’uccisione di Avanzi, di azioni di saccheggio e di aver collaborato proprio con l’Arduini a torturare prigionieri a Villa Cucchi.

Questi“ragazzi” erano sotto la direzione di un certo Attilio Tesei, classe 1903, grado di maggiore, insieme  al quale saranno processati  nel dicembre 1946.

Ecco, dagli atti del processo, le loro prodezze.  Prodezze di vero eroismo!

Racconta il conte Carlo Calvi: Dopo un interrogatorio durato un pomeriggio, consegnato ai torturatori con le mani legate dietro la schiena fui disteso sopra un basso tavolino in modo che il corpo dalle reni sporgesse e che una corda legata dietro le spalle costringesse anche la testa verso terra……… fui tenuto in tale posizione per circa due ore, salvo rari intervalli in cui mi si scioglieva il capo per farmi parlare, durante il tal tempo, per costringermi a rivelazioni mi scottarono i piedi e altre parti del corpo non so se con carta accesa o con ferro caldo, mi si strapparono i peli dell’inguine, mi si versò olio bollente……..

Formentini Ave, al tempo diciottenne, legata nuda su due tavolini con testa in basso, gli arti legati alle gambe degli stessi tavoli, quelli inferiori divaricati, ….  i capezzoli stretti e attorcigliati da un paio di pinze sì da soffrirne poi per circa sei mesi, …unta nelle parti pubenda (sic) con  materia  non identificata e di aver avuto aizzati su di essa due cani, che ripetutamente leccarono, supplizio ripetuto il giorno dopo.

Cavazzoni Rina, altra ragazza ventenne fu per due volte legata e tenuta a lungo nuda su un tavolo, con la testa abbassata, percossa anche sul petto, depilata dalle parti pubende dapprima con lo strappo dei peli stessi, poi rasata nella residua zona…. Anche lei non si  è salvata dall’assalto dei cani, invenzione del Tesei, che imponeva ai militi di assistere alla novità come forma di addestramento.

Ciò avveniva a Villa Cucchi.  Vorrei fermarmi, per l’orrore e la  fatica di leggere quel fraseggiare da tribunale, tuttavia  realisticamente violento. Ma ci sono gli altri: Angelo Zanti, che mi aveva avuto come sua prima staffetta e che fu poi fucilato. Ebbe centoventi bastonate alla schiena. Testimone e compagno di sventura, Gino Prandi, anche lui bastonato e torturato alle caviglie. Altri giovani caduti nelle mani di questi “eroi”: Formentini, Gorini, Fornaciari, Borciani, Cattani, Boni, Guarnieri, Maramotti colpiti con scariche elettriche in parti sensibili del corpo, sì che pareva loro di impazzire. Poi compressione forte e protratta dei testicoli a forza di mano e con bastoncelli.

Al processo, il Tesei è condannato alla pena di morte, poi tramutata in ergastolo poi a trenta anni. Arduini condannato ad anni trenta di reclusione, Bondavalli ad anni ventiquattro. Ritenuti colpevoli anche di eccidi, omicidi e fucilazioni. Tesei, rimasto contumace fino all’estinzione della pena, muore a Roma nel gennaio 1993, a quasi novant’anni di età.

I documenti e le prove sul giuramento ad Hitler delle Brigate Nere italiane li potete trovare nel libro di Primo De Lazzari, “Le SS italiane” Teti Editore, introduzione di Arrigo Boldrini.

Quelli sui bravi ragazzi di Salò li potete trovare in “Il sangue dei vincitori”, Saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra (1945-46) di Massimo Storchi, Aliberti Editore. In quest’ultimo libro troverete (pag. 222 e seg) numerosissimi  altri nomi di giovani e giovanissimi stragisti e torturatori tra cui un certo  Zanotti Giorgio classe 1925 e  Paterlini Giovanni, classe 1923.  Alle pagine 86, 87 e 88, ci sono le testimonianze di tre ragazze partigiane, indicate con le sole iniziali, che il Presidente fa parlare a porte chiuse e a microfoni spenti, “perché dovranno deporre su circostanze che possono nuocere alla pubblica moralità e per rispettare il legittimo pudore delle testimoni medesime”.

Mi direte: perché  vai a scavare queste tragedie? In questo modo si riaccende l’odio. Non si era parlato di necessaria riappacificazione?

Ho sofferto riprendendo queste pagine. Non mi sono divertita di certo. Ma quelle ragazze e quei ragazzi torturati che nei verbali dei processi hanno lasciato quelle testimonianze fredde e spesso addirittura reticenti, avevano anche lacrime gemiti e urla, che a me pare di sentire.

Credo che ai falsi slogan che facilmente fanno presa, sia un dovere rispondere con i documenti della verità. La riappacificazione non è possibile senza un’onesta e obiettiva ricostruzione della memoria.  Anche se la memoria fa soffrire.

7 pensieri su “Eroi giovani e belli

  1. Mia carissima Teresa!
    Non esistono parole atte a definire la nefandezza e l’oltraggio scolpiti sui manifesti romani dei belli e giovani eroi .
    La Resistenza, la nostra resistenza se non vuole essere travolta nell’incalzante globalizzazione del revisionismo deve diventare azione, fatto, insorgenza quotidiana perchè gli sconfitti di allora restino sconfitti per sempre.
    Lo vogliamo e lo pretendiamo.

  2. “E ora che sono giunto alla vecchiaia e alla canizie, o Dio, non abbandonarmi
    finchè non abbia raccontato i prodigi del tuo braccio a questa generazione
    e la tua potenza a quelli che verranno”
    Che questo antico salmo, che porta lo stesso numero dell’articolo base dello statuto dei lavoratori, accompagni e testimoni sempre il tuo amore per la giustizia e per la libertà.

  3. Giustissimo. E’ importante aggiungere anche che questi non erano episodi, fatti isolati, come pure lo sono stati alcuni eccessi commessi da alcuni partigiani, o da alcuni soldati americani o russi o inglesi, per non parlare dei bombardamenti per vendetta (la guerra non è una bella cosa). Episodi (quelli dei partigiani) sui quali un certo Pansa ha costruito una intera carriera.
    Erano invece parte di un metodo sistematico e la stessa motivazione dell’esistenza delle formazioni della repubblica di Salò. Non erano soldati da utilizzare in battaglia contro gli alleati, i tedeschi non ne avevano bisogno o non si fidavano. Servivano per il fronte interno, per fare il lavoro sporco di spie e torturatori che i tedeschi preferivano delegare. Eroi armati contro civili disarmati. Un po’ diversi da Leonida e dai suoi spartani. Con questi precedenti si supporrebbe che i reduci e i loro amici puntassero solo ad un veloce oblio, che la storia concede molto facilmente. Invece incredibilmente qualcuno cerca anche di ricordarli.

  4. ciao Teresa, mi chiamo Sara Nicolai e sono la nipote di Ave Formentini. Mi farebbe molto piacere venire a conoscenza di più dettagli della vita di mia nonna da giovane, dato che hai delle testimonianze di cui io non sono a conoscenza. Purtroppo ho avuto poco tempo per conoscere bene la seconda vita di mia nonna, e quelle poche cose che mi ha detto sono sempre state influenzate dal fatto che ero solo una bambina. Non posso saperle direttamente da lei in quanto ci ha lasciato circa tre anni fa. Grazie dell’attenzione, mi puoi contattare sulla mia e-mail. Grazie ancora

    • Buongiorno Teresa, volevo segnalarle che il nome corretto della partigiana torturata a Villa Cucchi è Cavazzoni Lina e non Rina come indicato nel suo articolo. Io sono la nipote e sarei felice di sapere se vi siete conosciute. Grazie

  5. ormai sono passati anni ma trovo soltanto adesso questi importanti articoli. Grazie di aver parlato di mio suocero Enzo Gorini, torturato a villa cucchi, gli hanno rovinato la vita, lui come gli altri ci ha liberato dal nazi fascismo. Che dolore sapere che esseri umani così giovani tra l’altro possono diventare così violenti e meschini.

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