Meglio una dittatura buona?

foto da Recuerdos de Pandora

foto da Recuerdos de Pandora

Il lettore “Morby” ha commentato il mio blog con una  sola frase: “meglio una dittatura buona che una finta democrazia cattiva”.

Un altro internauta, con una frase un po’ più lunga, – due righe e mezzo –  mi ha rimbeccata per aver inserito il nome di Grillo tra quelli che ritengo aspiranti dittatori.

La prima cosa che mi viene da dire a questi  cari internauti è di sprecarsi un po’ di più. Motivare  meglio, fermarsi a riflettere. Non mi ritengo né il signor so-tutto, ne quella che ha la verità in tasca, ma quando scrivo cerco di argomentare. Per fortuna ho una lunga dote di ricordi ed esperienze su cui riandare.

Dalle mie parti di qualche chiacchierone si diceva: “ parla per dare aria ai denti”. Non vorrei che di voi si dicesse : “scrive per sgranchirsi le dita”.

Lascio stare l’accenno a Grillo. Un bel po’ di tempo fa ho scritto un pezzetto più corto del solito per indicare che Grillo è già un dittatore. Infatti toglie ai suoi parlamentari – pardon portavoce? – il diritto di dissentire. Per loro non vale il “senza vincoli di mandato”. Non vale la Costituzione, perchè vi si antepone un vincolo di contratto, sottoscritto con lui, capo acclamato. Se avete voglia, andate a ripescare quel che dicevo, comprese le considerazioni sui possibili Scilipoti.

È invece il caso di riflettere su quel “E’ meglio una  dittatura buona”.

Credo proprio che ci sia bisogno di ripensare a cosa è stata la dittatura in Italia e anche qua e là nel mondo.

Può esistere una dittatura buona? Intanto qualsiasi dittatura di sicuro toglierebbe anche agli internauti il diritto di parola, cioè  quello di navigare e digitare all’impazzata. Non mi sembra che in Cina o in Russia o nelle autocrazie arabe  gli innamorati del web, gli amanti della rete abbiano  vita  tanto facile.

Qualsiasi dittatura ha paura delle libere idee, delle menti pensanti. Mussolini  voleva impedire a  “questo cervello di funzionare”. Era il cervello di Gramsci. Non ce la fece del tutto.

Anche nelle democrazie ci sono quelli che fanno di tutto per impedirti di pensare. Per nasconderti le informazioni utili ad un giudizio libero. Per rintronarti di fandonie, bugie, sciocchezze , ripetute e straripetute a nausea, fino a farle passare per verità. Ne abbiamo in questi giorni dosi massicce: – Sono perseguitato. Non ho commesso nessun reato. È in pericolo la democrazia.  Persino il ridicolo “sono dimagrito di undici chili”.

Se poi la nostra democrazia sia finta o cattiva occorrerebbe un lungo discorso.

A dire la verità questa nostra democrazia non è un gran che. Non ha nemmeno un cammino del tutto luminoso.

Partita dal gran fuoco di speranze ricordato dal film “Roma città aperta” dell’altra sera.  Se siete troppo giovani o non abbastanza anziani  dal ricordarlo, dovreste averlo saputo come conoscenza e cultura che una  intera generazione, la mia, ha voluto e sognato una vera e buona democrazia.  Solo i fortunati ne hanno visto l’alba. I meno fortunati ci hanno lasciato la vita. O per tutta l’esistenza hanno cercato di dimenticare torture od orrori.

Anche dopo non è finita. Non è stata una buona democrazia quella che metteva in galera i partigiani per atti di guerra, o chi licenziava gli operai che portavano l’Unità in tasca, o creava i reparti-confino per gli attivisti sindacali. Non è stata e non è una buona democrazia  quella che abbiamo, perché non si è fatto abbastanza per sanare le ingiustizie e le disuguaglianze. Non è una buona democrazia quella che ci fa votare persone che non possiamo scegliere.

Tuttavia in questi settanta anni  abbiamo potuto parlare e lottare, fare scioperi e scrivere giornali, ottenere qualche  buona legge e qualche conquista. Sempre seguendo una specie di stella polare che  è la nostra  Costituzione, che prevede tutto, sollecita tutto. Che è ancora, dopo settanta anni, in gran parte da attuare e che sarebbe bene non toccare.

È meglio avere un lungo cammino ancora davanti, che vedersi impedita qualsiasi azione, negata qualsiasi scelta.

Sarebbe ancora meglio che tutti noi, che lamentiamo le manchevolezze di questa nostra democrazia, ci mettessimo di impegno per fare qualcosa  di concreto per  salvarla,  migliorarla , renderla amica dei cittadini, riparatrice dei torti e dei dolori. Non per demolire tutto, tipo muoia sansone con tutti i filistei, oppure distruggiamoli tutti, mandiamoli tutti a casa. Per fare cosa? Forse per una nuova dittatura che si vuol  credere “buona”?

Non esistono dittature buone.

Le dittature impediscono ai sudditi di essere persone. Cioè  persone libere e pensanti.

Nessuno in buona fede e che rispetti il significato delle parole,  può permettersi di dimenticarlo.

9 pensieri su “Meglio una dittatura buona?

  1. mi permetto di dire qualche parola…
    mi sembra che interpretare qualcosa di nuovo con strumenti vecchi non porti da nessuna parte, anzi si porta il nuovo al vecchio e per cui il nuovo non si mostra come nuovo, ma come peggio del vecchio.

  2. A parte che il termine “dittatura” non vuole dire necessariamente negazione delle libertà di stampa, opinione ecc…, dittatura può essere anche una società libera in ogni campo tranne per quanto riguarda il potere politico. Ho spiegato nel secondo commento dell’articolo precedente che se fosse per me
    la forma ideale di potere sarebbe un governo degli scienziati che governerebbe seguendo i diritti umani e il metodo logico-scientifico per quanto riguarda il gestire delle risorse umane e naturali. Io non capisco perchè ogni volta bisogna vedere come si sono comportate le dittature nel mondo per avere degli esempi pratici, quello che intendo io non si è mai applicato e non si è mai applicata nemmeno la democrazia rappresentativa, in una vera democrazia rappresentativa i partiti non esistono ma ci si può presentare alle politiche con una lista, come singoli cittadini o come un gruppo di persone, in una vera democrazia rappresentativa la politica e i partiti non sono istituzionalizzati perchè quando un potere politico si istituzionalizza pensa ai propri interessi. Per quanto riguarda Grillo…ma anche se fosse dittatore, un dittatore che propone la Gabanelli, Gino Strada o Rodotà come presidente della repubblica è 100000 volte meglio di un democratico che sceglie Marini, Prodi ecc…

  3. Non ti accorgi che ti sei dato la risposta da solo: proprio vedendo come si sono comportate le dittature nel mondo tutte le persone che hanno deciso di utilizzare il loro cervello se ne sono sempre tenute ben lontane e hanno lottato contro ogni tentativo di ripristinarle. Altro esempio di ingenuità ai limiti della totale inconsapevolezza la tua idea di un governo degli scienziati, uomini superiori e privi di errori secondo te. Evidentemente non ne hai mai conosciuto uno. Ti voglio infine svelare un segreto: non esistono uomini perfetti. Per questo bisogna evitare le dittature e in generale l’errore di affidarsi acriticamente ad uno solo.

    • Perchè non sono mai esistite delle “dittature buone”, è per questo che la gente non le vuole. Ovvio che gli scienziati non sono perfetti ma almeno conoscono i principi della termodinamica, cosa che i nostri politici non sanno.

  4. Io non eleggerei uno a dittatore solo perché conosce i principi della termodinamica, e una dittatura non la voglio né buona né cattiva. Come tutte le persone che preferiscono usare il loro cervello invece di quello di un altro, da Pericle in poi.

  5. La “democrazia” non può esistere come aveva già scritto qualcuno negli anni 20′ del 900′ e qualcun altro ancora prima e poi ancora prima. Ogni sistema è un regime, ma la democrazia è quella che tollera meno critiche, neppure se per costruire qualche km di strada ci mette 25 anni. Il fallimento della democrazia è derivato dal fatto che non può esistere un governo in cui decida tutto il popolo e dopo il 2011 con la bufala dello spread questo è ancora più evidente. Si inventano storie per legittimare governi illegittimi e poi quando il cittadino vuole spiegazioni si risponde che è “il prezzo della democrazia”. La presa in giro è talmente grossa che hanno dovuto creare una massa di insipienti per garantire definitivamente stipendi di lusso e vitalizi ai falsi politici. Quindi, meglio una dittatura che lavora per la collettività con tutti i suoi pregi e difetti che una democrazia che lavora per le sole tasche dei dipendenti pubblici.

  6. Ti consiglio allora di chiedere la nazionalità della Repubblica Popolare Cinese e di trasferirti laggiù. Pare abbiano parecchie esigenze di manodopera e quindi dovrebbe essere anche facile trovare un lavoro. Attenzione però, pur essendo tecnicamente una dittatura (non si vota e non si scelgono gli amministratori) è emerso ultimamente che anche lì hanno un grande problema di corruzione. Come in altre dittature note del passato recente o meno recente. Sorge quindi il dubbio che la corruzione non dipenda dal sistema di governo.

  7. @ Alberto…la democrazia vive esclusivamente di corruzione ed è il sistema di governo che meno tollera autocritica. Mi meraviglio della tua risposta perché è illogica cioè senza senso, sapendo benissimo a cosa alludo. Se devo essere obbligato ad essere “democraticamente disoccupato” e vedere che ci sono nullafacenti garantiti dallo stato italico a non far nulla ed in più percepiscono contributi falsi perché sono partite di giro per poi avere pensioni rubate, preferisco di gran lunga un altro paese: liberismo e democrazia sono due facce della stessa medaglia, le ultime parole che ho ascoltato da un parlamentare italiota è che se lui percepisce uno stipendio vergognoso senza aver mai fatto nulla è perché la “democrazia ha un prezzo”…intanto gente che non ce la fa, quotidianamente è un’ecatombe…Solo per questa frase in altri paesi lo avrebbero tolto di mezzo!Tanto è questione di tempo, non solo salterà tutto, ma salteranno anche le sicurezze di quelli come te che si credono intoccabili.

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