L’otto marzo incombe

Ladies_tailors_strikers

L’otto marzo incombe, anzi ci casca addosso. Con tutte le stupidaggini che fa dire, con la inconsistenza della polemica, con la storia della parità di genere, che mi sembra l’antica diatriba delle quote, quasi previsione di una prossima estinzione della specie.

Mi sembra che nessuno conosca le donne, salvo loro stesse e non sempre. Io vorrei l’estinzione delle difficoltà, delle barriere e dell’ignoranza. Perciò desidero  mandare un po’ di messaggi di saluto a donne veramente esistenti, che conosco di persona.

AUGURI DELL’ OTTO MARZO :

A QUELLA CHE in oltre trenta anni ha fatto di Villa Borghese e di Villa Torlonia  piene di edifici in rovina, non solo parchi pubblici con fiori e piante, ma costellazioni di luoghi vivibili, case del cinema,  museo Bilotti, ludoteca. E ancora museo di sculture antiche e museo delle vetrate liberty, una technotown,  biblioteca, accademia delle scienze,  ristorante e teatro. Con tenacia e competenza e con cuore di donna.

A QUELLA CHE appena ventenne vince una delle pochissime borse di studio per andare in Cina a  imparare il cinese. Con lucidità avventurosa.

A QUELLA CHE ha un braccio solo e non te ne accorgi. Scrive, guida, cucina,  cresce un  amatissimo figlio nel percorso di formazione tra  scuole romane e scuole d’America. Laureata, giornalista, va in giro per il mondo, conosce tutti e non se ne approfitta. Con semplicità operosa.

A QUELLA CHE pure un po’ acciaccata, va una volta alla settimana alle sette del mattino a fare volontariato in ospedale fino all’una e oltre. E ancora   una domenica ogni mese in un altro ospedale. Con generosità di madre e di nonna.

A QUELLA CHE si accontenta di  una  pensione  ridotta, per assistere la mamma anziana, così fragile e così  menomata, ma tanto bisognosa di carezze, di letture, di dialoghi. I  valori immateriali al posto della   sicurezza economica.

A QUELLA CHE vicina ai sessanta studia per laurearsi, fiera dei bei trenta, in equilibrio tra famiglia e lavoro d’ufficio, in gara col figlio più grande che già  è alle prese con la tesi di laurea. Con spirito di rivalsa contro le vicende che l’hanno impedita in passato , con grinta  di ragazza.

A QUELLA CHE da decenni fa volontariato non solo contro il cancro ma anche contro l’ignoranza nell’università della terza età. Quella che ha fatto di un giovane badante straniero, il capofamiglia di tutta una famiglia adottata, moglie e soprattutto figlio, abbracciato alla nascita e diventato fratello adottivo delle due figlie grandi.

A QUELLA CHE nemmeno una brutta influenza con brutte complicazioni riesce a fermarla negli studi verso la seconda laurea, coi i suoi bei trenta e trenta con lode. Alla faccia  di chi crede alla gioventù  disimpegnata.

A QUELLA CHE da straniera eurozona fa i servizi a ore e così  tampona alla meno peggio  i bisogni di casa, perché  la ditta del marito, pure in regola, è in arretrato di tre mesi con le paghe, tredicesima compresa. Ha strappato uno sconto sull’affitto, che le basterà per i due abbonamenti metrebus e per la palestra di basket del figlio. Di corsa sempre,  e col sorriso pure.

A QUELLA CHE  non si stanca di seguire e curare il secondo figlio con tutte quelle pillole e tutti quegli orari dalla nascita e per sempre, senza dimenticare il più grande e gli studi di tutti e due, col marito che se ne è andato ma che lei coinvolge civilmente. E come se niente fosse insegna alle superiori non solo la storia la lingua e la vita, ma anche la poesia e la bellezza. E le sue  dolci poesie ce le regala.

A QUELLA CHE con oltre vent’anni di carriera, è penalizzata dall’insegnare una materia scientifica cioè la chimica, che da quest’anno ha le ore in tre scuole diverse, tre percorsi, tre collegi dei docenti, tre  incontri coi genitori, tre riunioni di scrutinio. Con triplo amore per la bistrattata chimica e triplo rispetto per i bistrattati studenti.

A QUELLA CHE da giornalista di Rai storia , ha studiato tutto sulla tragedia di Sant’Anna di Stazzema,  e ne ha fatto un preciso e dolente documentario, che tutti dovrebbero rivedere.   Sempre   indignata per quel film papocchio americano, è diventata zia sorella e nipote di quegli straordinari superstiti,  che segue in privato con costante solidarietà. Sembra una ragazza, ma ha un figlio grande, naturalista. Nella speranza che la RAI voglia servirsi del suo talento e della sua sensibilità.  Erede e dispensatrice di storia.

 

E   PER  FINIRE, SPIACENTE  DI  NON CITARNE  TANTE  ALTRE………

A QUELLE  TRE CHE HANNO I MIEI ANNI  e voglio chiamare  per nome, cioè Lorenza Mazzetti, Cecilia Mangini e Serena D’Arbela.  Lorenza e Cecilia incontrate alla casa della Memoria e a cena da Gabriella. La prima che pubblica ancora sulla sua esperienza londinese di regista d’avanguardia e ristampa il suo Il cielo cade, dove rivive la tragedia dell’uccisione nazista in Toscana delle sue cugine e di sua zia, colpevoli di essere ebree e di essere figlie e mogli del cugino di Einstein , lo  zio tedesco morto suicida subito dopo la strage.  Cecilia, già documentarista negli anni del dopoguerra, che non ha mai mollato e ancora oggi, alla tenera età oltre gli ottantacinque, realizza documentari, guida la macchina e non sta mai ferma.  Serena invece, la vedo più spesso, perché è moglie di Primo, che viene con me nelle scuole a raccontare la Resistenza. Serena è appassionata di cinema e riesce a non perdersi mai i migliori film  e poi  ne scrive  bellissime e lucide recensioni che vanno su una rivista troppo poco diffusa, che è Patria indipendente, mensile dell’ANPI.

Un pensiero su “L’otto marzo incombe

  1. Da tantissimi anni io non sopporto le cene in pizzeria delle donne che arrivano trafelate perché, prima di uscire di casa, hanno cucinato e apparecchiato la tavola per mariti evidentemente privi dell’uso delle mani. Non sopporto di vedere tavolate di donne e, al tavolo a fianco, bambini di altre donne, accompagnati dai papà che non si prendono il disturbo di cucinare nemmeno una volta all’anno.

    Io ho sempre festeggiato l’8 marzo uscendo a cena con mio marito: perché è uno dei pochi uomini che onorano l’8 marzo tutti i giorni dell’anno.

    Auguri anche a te Teresa carissima. Spero che l’8 marzo ti cada addosso con tutta la delicatezza che meriti.
    Un abbraccio.
    Enrica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...